- Categoria: Moleskine
- Scritto da Super User
- Visite: 12415
[Intervuallera] Ma davvero? Davvero, davvero! + Update: si è rotto il vaso d Pandora?
Moleskine #70
La rubrica più politicamente scorretta del fumetto italiano. Appunti di viaggio nel mondo del fumetto, attraverso i suoi protagonisti e l’informazione di settore.
[Intervuallera] Ma davvero? Davvero, davvero!
Ovvero, una simpatica recchionata tra amici di webcomic.
+ UPDATE: si è rotto il vaso di Pandora?
ATTENZIONE: questo Moleskine mette in risalto delle contraddizioni talmente "lapalissiane" che sarebbe addirittura superfluo leggerlo.
di Giorgio Messina
Ma tu pensa. Appena Paola Barbato e Federico Memola, - due sceneggiatori professionisti - si sono messi a fare webcomics, Roberto Recchioni, la rockstar del fumetto italiano, e il codazzo di anime belle al suo seguito si sono improvvisamente accorti che i fumetti on line in Italia sono gratuiti e che quindi chi ci lavora non è retribuito. Incredibile. Una scoperta che farebbe diventare rosso di vergogna Monsieur de
Ma tu pensa. Con tutti i webcomics italiani che ci sono in giro, questo fumetto era pieno di metastasi da tempo e non ce ne eravamo mai accorti prima. Ma si sa che Recchioni è dalla parte di Asso Merrill perché per i bulli non tifa mai nessuno.
Invece qui ci tocca, in onore di Monsieur
Curioso invece notare come Recchioni voglia spostare il baricentro della discussione sullo sfruttamento degli autori dalla caccia politicamente corretta all’editoriale Gatto &
Ancor più curioso è notare come lo stesso Recchioni, prima di imbarcarsi in questa "crociata" contro i fumetti on line della Barbato e di Memola, abbia invitato, usando i proverbiali due pesi e due misure, i lettori del suo blog a leggere il fumetto on line Harpun (leggi anche QUI) dei suoi “amici” Giovanni Masi e Federico Rossi Endrighi. Scrive Recchioni di questo webcomic che «è un bel progetto, fatto con un mucchio di fatica, tanto talento e parecchia consapevolezza. Si merita di essere visto in giro.» Evidentemente gli amici e gli amici degli amici, a differenza di Barbato e Memola, per Recchioni fanno cose belle e con un mucchio di consapevolezza e non rovinano il mercato del lavoro del fumettomondo pubblicando il loro fumetto gratuitamente on line.
Ma non cerchiamo di trovare coerenza nelle esternazioni della rockstar formato fumettomondo, faremmo prima a vedere resuscitare Monsieur
Ps: era un po' che non mi occupavo di una recchionata, esattamente da quando ho scoperto, a colpi di insulti, che mammà è la prima fan della rockstar del fumettomondo. Ma tra una fenomenologia di Michele Ginevra e l'altra, in attesa della terza e conclusiva puntata finale, una bella recchionata ci stava proprio bene. Creava la giusta suspance... E i fumetti che più ci piacciono non sono forse quelli che creano la giusta supance prima di girare la pagina? E Recchioni in questo, bontà sua, è davvero un maestro a creare la giusta suspance tra una pagina e l'altra.
UPDATE: si è rotto il vaso di Pandora?
Roberto Recchioni ci segue e questo ci fa piacere. Evidentemente stimolato da quest'ultimo (è corretto l'apostrofo, prof?) Moleskine , scrive a ruota questo post sul suo blog:
«QUI trovate una lista di presunti editori che si fanno pagare per pubblicare i romanzi degli aspiranti.
E' una lista tremendamente lunga.
Non ci sono editori di fumetti (quell'Aurea segnalata non è l'Aurea di John Doe).
Non ci sono editori di fumetti, per ora.
Ma, con l'aria che tira, quanto ci vorrà?»
Ora se si guarda bene, l'elenco linkato da Recchioni, alla lettera "T", si trova scritto TESPI, che da una rapida ricerchina su Google, è questa QUI.
Quindi ci sono 3 possibili conclusioni:
1) Non è vero che non ci sono editori di fumetti, in quella lista;
2) Quella lista non è attendibile;
3) Recchioni, senza accorgersene ha rotto il vaso di Pandora.
Io, accendo la numero 2 e segno un'altra (è corretto l'apostrofo, prof?) recchionata. E voi?







