Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
Dal 2008 il Magazine della Nona Arte e dintorni - Vers. 3.0 - Direttore: Alessandro Bottero
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Stati Generali: l'analisi della tavola rotonda - Terza Parte

statigeneralimufanteprimadi Giorgio Messina

Dopo la prima e la seconda parte, ecco l’analisi degli interventi che hanno riempito l’ultimo giro completo di lancette della tavola rotonda degli autori a confronto, i cosiddetti Stati Generali del Fumetto. In questa terza parte potete leggere i seguenti interventi (la lista e la foto sono tratte dal blog di Gianluca Testa):

Michele Petrucci

L’autore di Metauro inizia il suo breve intervento spiegando che ci sono problemi e aspettative differenti per gli autori che fanno fumetti per l’edicola per gli autori che fanno libri distribuiti in libreria. Questi ultimi sanno che è difficile vivere solo di fumetti, e infatti molti tra costoro lavorano anche (o solamente) all’estero. Petrucci si interroga sul come si evolverà e dove porterà l’incontro a cui sta partecipando. Per Petrucci non è fondamentale capire chi siano e dove siano i "cattivi" e quali siano i veri problemi. Battuta di Claudio Stassi: "i cattivi non sono nemmeno venuti a quest'incontro". Ma i cattivi, - continua Petrucci - però, stanno un po’ dappertutto ed è vero che gli autori non si devono svalutare lavorando senza contratto, così come è vero che l’editore deve fare dei contratti decenti, con delle regole e dei compensi minimi. Per Petrucci si dovrebbe creare una rappresentanza di categoria finalizzata a comunicare con gli editori per proporre delle migliorie, dalla promozione dei volumi a vari altri aspetti. A questo punto Petrucci fa una proposta. Come il dibattito che ha portato a questa tavola rotonda è nato su internet, sarebbe auspicabile creare un portale on line in cui editori e autori si incontrano per farne un punto forte di visibilità e vendita on line. Petrucci però non abbozza nemmeno i punti essenziali della proposta. Chi dovrebbe farsi carico di questo portale in termini gestionali, logistici, ed economici? Uno degli editori che rappresentano al momento la controparte degli autori? O sarebbe uno dei compiti della possibile nascitura associazione di categoria che fungerebbe anche da soggetto trasversale e superpartes? E ancora. Vendendo on line, chi si farebbe carico di essere è il soggetto che stipula i contratti di vendita con gli editori che aderiscono? E chi si occuperebbe di processare gli ordini, tenere i conteggi di vendita, inviare il materiale agli acquirenti e saldare i "fornitori"? L’idea di Petrucci sembra tanto affascinante quanto utopica dal momento che non spiega i risvolti pratici della proposta.

 

 

Pic-Nic (interventi Lorenzo Ceccotti, aka LRNZ, Ratigher e Maicol)

Dopo l’intervento di Petrucci spazio ad una sorta di spot pubblicitario della rivista di Pic-Nic. Un altro intervento un po’ deragliato rispetto all’idea di fondo della tavola rotonda stessa. Pic-Nic è un free press alla cui ideazione il gruppo dei Super Amici è giunto ragionando non solo da fumettisti ma anche da editori, e quindi da imprenditori. Secondo i Super Amici se i problemi sono le vendite e i compensi, l’ideale sarebbe che i fumetti fossero gratuiti e gli autori venissero pagati. Per realizzare praticamente questa idea, nasce Pic-Nic che segue un modello tutto italiano, quello di Carosello, applicato però all’idea di free press finanziato dalla pubblicità. Grazie alla collaborazione con le aziende finalizzata alla realizzazione della pubblicità Pic-Nic è una rivista realizzata con una tiratura di 20.000 copie e distribuita a Roma Milano e Bologna. I Super Amici sottolineano come anche la distribuzione sia “autoprodotta”. Niente edicole e niente librerie di varia, ma appoggiandosi completamente allo sponsor. Il primo numero della rivista è stata distribuita nei negozi del brand Fornarina che è stato il partner che ha sponsorizzato completamente il numero di esordio di Pic-nic. Tra gli autori – raccontano i Super Amici - vengono distribuiti anche i compiti, così Maicol, ad esempio, si occupa della distribuzione che fa arrivare la rivista alle librerie specializzate in design e grafica. Oltre alla distribuzione libraria c’è anche il download gratuito su internet che in conferenza viene quantificato in 10.000 download che si sommano alle 20.000 copie di tiratura.

10.000 download in sei mesi appaiono comunque come un risultato medio per un contenuto “free” di questo tipo soprattutto se correlato al fatto che ha dietro al momento un marchio forte come Fornarina a fare da traino. La rivista – continuano i Super Amici - è una rivista tutta di autori con condizioni privilegiate: 150 euro lordi a tavola e i diritti restano in mano completamente agli autori. Oltre ai Super Amici, tra gli autori che partecipano al progetto Pic-Nic ci sono Paolo Bacillieri, Adriano Carnevali (l’autore dei Ronfi che disegna storie inedite), Francesca Ghermanti (che pubblica sulla rivista Bang sei morto, uscito negli States per la Fantagraphics), Giuseppe Palumbo (con tre episodi usciti per il mercato giapponese della sua serie Cut!), Davide Toffolo (che su Pic-Nic ricomincia a disegnare le avventure dei Cinque Allegri ragazzi morti). Poi ci sono due autori stranieri: Sara Varon, autrice estera underground e la giapponese Junko Mizuno, che rappresenta il punto di unione tra gli autori e il brand Fornarina, essendo stata proprio la casa di moda o a contattare l’autrice del sol levante che aveva già delle collaborazioni per il brand, Secondo i Super Amici la maggior parte del pubblico a cui si rivolge Pic-Nic non legge fumetti. Pic-Nic è un prodotto mutevole che viene cucito addosso all’investitore del caso. Regalando Pic-Nic, inoltre, i Super Amici hanno scoperto che non è vero che si legge poco perché la gente lo divora.

La conclusione dei Super Amici è che questo primo numero di Pic-Nic è stato un esperimento interessante e riuscito. Lorenzo Ceccotti si domanda che se Pic-Nic è stata la scoperta dell’acqua calda, così come è stata indicata da qualcuno on line, ed è così facile scaldare l’acqua, come mai non si sono visti altri free press di questa fattura? A questo punto si sarebbe potuto ribattere a Ceccotti con un'altra domanda: ma se è così facile riscaldare l’acqua calda perché dopo sei mesi dal primo non si vede ancora il prossimo numero di Pic-Nic che era stato annunciato per ottobre? L’ultima nota orgogliosa dei Super Amici verte sul fatto che per fare Pic-Nic non è stato versato un centesimo dagli autori. A questo punto interviene Claudio Stassi dicendo che non è vero che Pic-Nic è come l'acqua calda, chi lo ha detto è uno stupido e di stupidi ce ne sono abbastanza tra i commentatori on line.

Ora, Stassi e i Super Amici dimenticano (o non sanno) che non è vero che il primo free press a fumetti del mondo (sul sito è indicato così - ndr) è Pic-Nic. Per la cronaca prima di Pic-Nic esisteva già Zeto, che ha iniziato le sue pubblicazioni nel giugno del 2009 ed è arrivato in questo novembre 2010 alla sua undicesima uscita. Rispetto però a Pic-Nic, Zero non conta su sponsor cool come Fornarina o autori pseudo-in come i Super Amici ma è prodotto e distribuito nel Lazio e vede tra gli autori impegnati alcuni che spesso sono degli emergenti se non addirittura degli esordienti  E ancora. Se Pic-Nic è considerato e presentato come un modello lavorativo per gli autori di fumetti, va anche rimarcato maggiormente che sinora ne è uscito solo un numero e del secondo ancora non se ne parla nonostante fosse annunciato per ottobre e nonostante fosse stato pure detto da Ratigher che dopo il secondo numero Pic-Nic sarebbe diventato bimestrale. Evidentemente, di questi tempi, non è poi così facile trovare sponsor di un certo calibro che assicurino con continuità 150 euro lordi a tavola e 20.000 copie di tiruatura. E se manca la continuità non possiamo certo dire che il modello Pic Nic è la risposta ai problemi econimici degli autori. E' solo un'altra delle varie soluzioni che quando c'è serve a pagare la bolletta del momento, ma se non c'è occorre cercare altro. Qualche mese fa eravamo stati sempre noi di Fumetto d'Autore a sollevare queste e altre critiche all'operazione Pic-Nic con questo editoriale.

 

 

Daniele Pignatelli – Presidente AFuI

Segue l’intervento del Presidente AFuI che inizia raccontando brevemente la storia dell’Associazione Fumetterie Italiane, nata spontaneamente nel 2007, che al momento rappresenta la categoria delle fumetterie e il cui obiettivo per essere fonte di dialogo con tutti gli anelli della catena alimentare del fumetto italiano. Pignatelli, come è abitudine consolidata ormai dell’AFuI, non indica però quanti sono gli iscritti all’associazione che dovrebbe rappresentare la categoria. Pignatelli spiega che le fumetterie sono via di mezzo tra la libreria e l’edicola. L’AFuI non è in grado di fornire numeri e dati ufficiali sulle fumetterie, cioè la categoria che l’associazione dovrebbe rappresentare. Pignatelli spiega che che non si conosce il numero esatto delle fumetterie che oscillano tra 100 e 200. Ci sono fumetterie che aprono per passione – indica il neoeletto presidente AFuI - e la parola passione sta diventando antipatica a tutti. Queste attività che aprono per passione fanno danno a loro stesse e a volte all’ambiente commerciale che le circondano per poi chiudere dopo un breve periodo. Segue un breve excursus sulla situazione attuale dei distributori e della distribuzione che culmina con l’affermazione che i cataloghi non funzionano per vari motivi tra cui il fatto che sui cataloghi (Mega e Anteprima) i distributori prediligono mettere in risalto gli esclusivisti. Pignatelli sottolinea che le fumetterie non sono il cliente finale anche se i distributori le considerano tali. Immaginate la distribuzione di capi di abbigliamento rimproverata dall'associazione dei negozi di settore perchè vengono considerati come i clienti... Ritorna a questo punto il ritornello AFuI: le fumetterie non hanno il reso. I cataloghi escono in ritardo alla metà del mese dando 14 giorni di tempo alle fumetterie per stilare gli ordini. L’Afui ha più volte sollecitato ai distributori, che realizzano i cataloghi, di rendere disponibile il pdf delle riviste in anteprima per facilitare alle fumetterie la raccolta degli ordini. Infatti sono i cataloghi Mega e Anteprima che servono a fare i preordini e che in versione cartacea vengono comprati dalle stesse fumetterie. Pignatelli a questo punto dichiara senza mezzi termini che i distributori Pan, Alastor e Star si trovano in una situazione di “pax armata” (sc!) o di guerra fredda di esclusive, che dir si voglia, che non crea una vera concorrenza sulla scontistica. L’AFuI ha più volte richiesto un incontro con i distributori senza ottenere grossi risultati. Intenzione dell’Associazione è quella di non entrare nel merito al fatto che un editore sia buono o cattivo, ricco o povero ma la cosa certa è che non esiste la promozione nel mondo del fumetto. Se esiste, quel poco di promozione che viene fatta, esiste solo per mano di pochi editori virtuosi, e degli autori che pubblicizzano i loro libri sui loro blog o nei tour per le fumetterie.. I tour promozionali – dice Pignatelli - ricadono completamente sulle spalle delle fumetterie. L’autore non ci guadagna niente, a vendere i suoi libri in fumetteria durante gli incontri. Solo l’editore guadagna da questo tipo di operazione promozionale e spesso non collabora fattivamente con la fumetteria ritardando anche l’invio del materiale per organizzare i tour promozionali. Le fumetterie sono l’unica categoria che lavora con il cartaceo e non ha il diritto di reso. Se esistesse il reso – secondo Pignatelli – uscirebbero fuori le magagne del sistema. L’AFuI propone di provare ad accordare il reso anche parziale con cambio merce. Da quello che si legge sul web gli editori non sbagliano e in caso di insuccesso la colpa è spesso solo delle fumetterie. Secondo Pignatelli il libro dopo essere uscito dalla tipografia è sostanzialmente morto, perché già l’editore inizia a lavorare su un altro libro e si disinteressa di quello appena uscito. L’AFuI – spiega Pignatelli - non ha potuto portare a questa tavola rotonda dati ufficiali sulle fumetterie perché non gli vengono forniti dai distributori.

A questo punto l’autore Fabiano Ambu (Beccogiallo – Bonelli) chiede se  esiste un sistema per riuscire a sapere i dati di vendita. Pignatelli risponde che non esiste.

Claudio Stassi aggiunge che  la limpidezza della sincerità di un editore sta nella trasparenza dei dati forniti ma non sempre sui contratti viene indicata la tiratura del libro. Il promotore della Tavola Rotonda aggiunge che le percentuali di anticipo sono delle percentuali a forfait comminate dagli editori agli autori senza indicare la tiratura. Gli editori spagnoli e francesi invece indicano la tiratura.  

Ancora Ambu aggiunge che i problemi reali sono appunto quelli di sapere la tiratura e la vendita effettiva dei libri quando si hanno contratti a royalties. Fidarsi dell’editore va bene, ma sarebbe meglio conoscere questi dati, conclude Ambu.

Pignatelli a questo punto, indicando che alla tavola rotonda sono rimasti in pochi e che il rischio di essere querelati e diminuito (ma si scorda o forse non sa che il filmato, come raccontano questi resoconti, sarà successivamente reso pubblico integralmente su internet), parla del caso degli arretrati Planeta DeA indicando che il distributore esclusivo Alastor nello specifico caso si è messo a fare concorrenza ai suoi stessi clienti, cioè le fumetterie. Durante Lucca ci sono editori che portano in anteprima 15/20 volumi e  poi spalmano le uscite di queste novità in fumetteria nei successivi due tre/mesi.  

Interviene il direttore del Museo del Fumetto Angelo Nencetti raccontando che i saloni del fumetto un tempo facevano tendenza e l’aspetto culturale aveva più importanza dell’aspetto commerciale. Secondo Nencetti si è arrivati ad una situazione di regresso culturale per avvantaggiare l’aspetto commerciale. Chi affitta uno stand ha tutta l’intenzione di monetizzare lo sforzo fieristico. Nencetti indica la differenza tra i canali distributivi da edicola e quello librario. L’ufficialità delle tirature serve agli editori da edicola per ottenere i contributi statali per il settore che però non sono rilasciati nel settore della vendita in libreria che quindi paradossalmente non hanno alcun interesse a rendere pubblici i loro dati di vendita. Oggi gli autori – continua Nencetti .- hanno due tipi di contratti, a percentuale sulle vendite o un fisso a tavola.  In Spagna, in Francia, la contrattualistica è diversa (sono diversi anche i tipi di mercati di riferimento e l’imprinting culturale del fumetto ma questi piccoli dettagli non li indica quasi mai nessuno…). In Francia il fumetto è un momento narrativo. Nencetti si ricollega all’intervento della Lupacchino (vedi la seconda parte di questo resoconto – ndr) indicando quanto sia importante la tranquillità della creatività per gli autori. Nencetti racconta l’esempio di Sergio Toppi che si ha fatto la gavetta negli anni cinquanta e sessanta in una situazione di completa assenza di contratti con editori che ritiravano anche le tavole originali. Nencetti a questo punto propone  il museo come sede di eventuali associazioni di settore manifestando la disponibilità a organizzare anche altri incontri lontani temporalmente da appuntamenti fieristici contemporanei. Per Nencetti è importante che gli autori pensino ad una associazione che tuteli la categoria ma che sia anche presente. Gli autori sono aumentati gli editori sono diminuiti e tra questi ce ne sono diversi poco appassionati che non sanno nemmeno cosa stampano e producono.

Pignatelli conclude il proprio intervento con un’altra proposta AFuI. Il presidente dell’associazione fumetterie  invita gli autori, quando questi lavorano ad un progetto che l’editore vuole portare a Lucca, a fare slittare l’uscita del libro prima o dopo l’appuntamento fieristico lucchese. Questo, secondo Pignatelli e l’AFuI,  sarebbe un modo di rispettare e gratificare il lavoro delle fumetterie perchè nelle settimane successive dopo Lucca arriveranno in fumetteria molti titoli che ingolferanno gli spazi di presentazione delle fumetterie danneggiando i volumi stessi.

Intervento conclusivo di Luca Boschi che si chiede dove verrà continuata la discussione iniziata in questa tavola rotonda che volge alla conclusione. Boschi indica che ci vuole un appuntamento a medio termine. Il contratto, secondo Boschi, dovrebbe essere uno dei punti forti di una associazione di categoria.

Interviene, in questa chiusura dei lavori, anche Otto Gabos dicendo che ci vuole coordinamento tra autori, editori, distributori e fumetterie per creare degli eventi promozionali.

Intervento conclusivo anche di Daniele Pignatelli, Presidente, dell’AFuI che spiega come l’editore virtuoso prima di Lucca sia colui che porta prima di Lucca i suoi nuovi dieci libri in dieci fumetterie diverse con gli autori presenti per promuovere i propri volumi. Insomma per Pignatelli l’editore per essere virtuoso e fare contento le fumetterie dovrebbe investire in dieci piccoli eventi locali, dieci volte le risorse che investe a Lucca dove ha la possibilità di avere presenti in un’unica manifestazione tutti i suoi autori e tutti i suoi nuovi libri davanti a 140.000 persone in quattro giorni.

Intervento conclusivo di Stassi che dice che c’è bisogno in tutti i campi del settore fumetto di prendere coscienza dei problemi. Bisogna stilare un elenco di questi problemi. Gli autori da soli non risolvono nulla. Si può risolvere qualcosa solo andando avanti uniti.

Applauso finale degli ultimi “highlanders” arrivati alla fine di questa lunga tavola rotonda.

Finisce la tavola rotonda. Finisce il video.

Stassi si è però dimenticato di invitare alla tavola rotonda i rappresentanti dei distributori  e degli editori ovvero coloro che sarebbero la causa di tutti i problemi di settore verso cui gli autori dovrebbero fare fronte comune .

Insomma, intanto gli autori si sono lamentati per tre ore, poi ci sarà tempo per lamentarsi con chi di dovere.

Fine terza parte – continua.

statigeneralimuf

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