Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
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E Corto Maltese fece la fine della copertina di Linus - Update

camerata_cortoQuanta immaturità nella polemica con Casa Pound: Corto Maltese è un personaggio popolare e il fumettomondo ci ha fatto la figura della riserva indiana che però piange miseria perchè i lettori sono in calo e media generalisti non si occupano di fumetto come dovrebbero.

 L'update è in forma di "ps" in chiusura d'articolo.

di Giorgio Messina

Strano mondo il fumettomondo. Recchioni infanga la memoria di Concina e nessuno si indigna. A Casa Pound organizzano un incontro dal titolo “Camerata Corto Maltese” e l’indignazione sale alle stelle.

Sgombriamo subito il campo dai dubbi. L’incontro, nonostante le polemiche che lo hanno preceduto, è stato un successo in termini di presenze e di partecipazione: c’era più pubblico a Casa Pound che al Pratt Day svoltosi a Rimini Comix questa estate. Il pubblico presente all’incontro di Casa Pound rappresentava lettrici e lettori di tutte le età, dai giovani di oggi a quelli che giovani lo erano quando Corto comparve in edicola la prima volta. Se, poi, proprio ce la vogliamo dire tutta - con il piglio del cronista che non ha messo il naso fuori per la prima in questa occasione, ma si occupa di fumetto da più di un lustro -, a seguire le due ore di dibattito attorno al titolo “Camerata Corto Maltese” c’era un pubblico che mediamente si vede in pochissimi incontri tra i tanti che si organizzano alle fiere di settore del Fumetto tutto l’anno. Per essere ancora più circoscritti, la stragrande maggioranza degli incontri organizzati attorno a Lucca Comics & Games, nonostante i 130.000 visitatori annui della manifestazione, vantano un pubblico nettamente inferiore rispetto a quello presente venerdì sera scorso alla sala al sesto piano del civico 8 di via Napoleone III a Roma. Questi dati sono segno incontrovertibile che, al di là del titolo dell’incontro, al di là della polemica che ne è seguita sul web e sui giornali, c’è voglia di parlare di fumetto anche in luoghi da cui e in cui non ci si aspetterebbe  una predisposizione così interessata al media, alle sue prospettive e al suo significato culturale.

Sgombriamo adesso il campo dagli equivoci. Che il titolo “Camerata Corto Maltese” fosse una provocazione bella e buona e che le risposte che ne erano scaturite nei giorni prima dell’incontro dimostravano che l’artifizio dialettico fosse riuscito in toto e che gli indignati ci fossero caduti con tutte le scarpe lo avevamo scritto prima di tutto questo bailamme. Ma non ci sono cascati solo con tutte le scarpe ma con tutta la copertina di Linus. Sì, perché Corto Maltese, e conseguentemente Pratt, sembrano essere diventati la nuova coperta-feticcio che il personaggio delle strip noccioline creato da Schulz si porta sempre in giro. Così i novelli Linus si portano in giro Corto spiegando che, no, il capitano prattiano non può essere di destra. Giammai. A qualcuno fa persino paura l’accostamento del titolo dell’incontro.Dovrebbe fare invece paura l’immaturità del fumettomondo (ma non solo), quando stringe a sé con forza Corto Maltese come una copertina che cerca di essere strappata dagli “indegni” con le “mani sporche”.

Scusate, forse mi sono perso il bandolo della matassa con cui è stata confezionata questa copertina-feticcio, ma Corto Maltese non è un personaggio “popolare”? E un personaggio non diventa “popolare” quando riesce a entrare nell’immaginario collettivo? E l’immaginario collettivo non è al di sopra dell’estrazione culturale o dell’inclinazione politica del singolo? A queste domande sul Corriere della Sera risponde Gianni Bono che ha conosciuto personalmente Pratt nella redazione della rivista «Sgt. Kirk», dove nel 1967 esordì Corto Maltese con la leggendaria storia “Una ballata del mare salato”: «Ognuno può vedere nei fumetti ciò che vuole, per cui non vedo la ragione di contestare l' iniziativa. Di certo però Pratt non ha mai pensato di dare al suo personaggio una connotazione politica, né di destra né di sinistra. D' altronde a "Sgt. Kirk" l' editore Florenzo Ivaldi era un uomo decisamente di destra, mentre il direttore Claudio Bertieri era di sinistra. Hugo non stava né con l' uno né con l' altro, era apolitico».

Stupisce ancor di più in quest’ottica il commento del gestore di una fumetteria di Bolzano che, basandosi su una ricostruzione errata dell’incontro prattiano a Casa Pound, definisce coloro che vi sono intervenuti come dei personaggi “tragicomici”. E io che ho sempre pensato che le fumetterie sono attività commerciali che hanno per specializzazione peculiare di vendere i libri a fumetti. O forse quando si va alla cassa, prima di pagare, il gestore della fumetteria preso ad esempio chiede al cliente se è un personaggio “tragicomico” o di che fede politica è? E se il cliente diverge per fede politica dal gestore della fumetteria o rispetto a questi vede in un fumetto un significato diverso, il gestore che fa? Non gli vende i libri per manifesta “tragicomicità”?

Strano cortocircuito tragicomico dunque. Ci lamentiamo che il fumetto perde lettori, che nonostante l’artificio di chiamarlo Graphic Novel, le vendite diminuiscono lo stesso e poi quando si va a parlare di fumetto, con prospettive diverse, e in luoghi nuovi, il fumettomondo ha una reazione da riserva indiana violata da irrispettosi visi pallidi.

E dove sono adesso i fautori dell’evangelizzazione del fumetto? Dove sono coloro che predicano il bene del fumetto come valore massimo che accomuna tutti gli attori del settore e a cui tutti dovremmo tendere per amore e diffusione del nostro media preferito? Dove è finito il teorema indimostrabilmente dogmatico secondo il quale più fumetti si vendono, non ha importanza per quali canali (vedasi allegati editoriali da edicola), più la diffusione del fumetto gioverà al fumettomondo e di conseguenza ne beneficeranno tutti gli attori del settore?

Più fumetto per tutti, recita la liturgia durante la comunione del Tex allegato con La Repubblica, ma sembra che lo stesso slogan non vada più bene in questo caso.

E qui il cortocircuito aumenta a dismisura con l’aggiunta dell’immaturità di una parte del fandom che si riassume in: “io sono di sinistra, a me piace Corto Maltese, quindi Corto Maltese non può che essere di sinistra”. Vero, se non fosse che è vero anche la giravolta. E qui torniamo (ma guarda un po’…) alla potenza di icona collettiva e trasversale che è diventata Corto Maltese.

Forse è stata più forte la puzzetta sotto il naso o la sbandierata superiorità culturale sinistrorsa a tenere lontano alcuni da Casa Pound venerdì sera. Ma se avessero superato questi muri autocostruiti che nulla hanno a che fare con la cultura e la sua diffusione (è il fumetto è cultura), avrebbero scoperto tante cose.

Avrebbero scoperto che, come tutti gli incontri, erano in vendita i volumi di Corto Maltese e che gli intervenuti li acquistavano. Avrebbero scoperto che c’erano padri venuti insieme ai figli da Perugia per passione del personaggio Corto Maltese e del fumetto senza far mancare anche citazioni per Mister No e altri eroi di carta. Avrebbero scoperto che Guglielmo Marconi, figlio di Elettra, nipote di quel Guglielmo, è un fine conoscitore e collezionista di Pratt. Avrebbero scoperto che Cabona ti incolla alla sedia ed è capace di raccontarti per ore del rapporto tra Pratt e suo padre riuscendoci a fare sopra, a braccio, un trattato socialstoriografico condensato e raffinato. Avrebbero scoperto che Roberto Alfatti Appetiti ha raccontato Corto Maltese da lettore in mezzo ai lettori, citando anche questo intervento di Valerio Mastrandrea che vi propongo di seguito:

Un sognatore? Valerio Mastrandrea non è d’accordo: “Guardare il mondo come lo guarda lui significa forza e fragilità insieme. A me non è mai sembrato un sognatore. Piuttosto uno che ha una percezione molto chiara della realtà e di come fuggirla. Mai fermo. Quando penso al suo mappamondo penso al nostro, e a quanto sia diverso il suo stare immobile dal nostro lento chiuderci la testa davanti alle diversità che il mondo ci presenta. Ha ragione lui a muoversi di continuo. Bisognerebbe imitarlo senza rinunciare ad avere il coraggio di tenere la posizione.

Dopo il punto di vista dell’attore restano ancora dubbi sulla “popolartità” intrinseca di Corto Maltese e del corpus delle opere prattiane in cui il marinaio, nelle sue avventure, riesce a essere amico sia di Stalin che di Gabriele D’Annunzio?

E allora, che vuole fare il fumettomondo da grande? Vuole diffondere il fumetto e vendere i libri a fumetti o vuole fare dei personaggi del fumetto delle copertine-feticcio di Linus rivendendole agli eletti della riserva indiana salvo poi piangere miseria e lamentarsi di essere poco considerato al di fuori di essa?

Una cosa è certa, nel fumettomondo, la situazione delle vendite è sempre più fredda e non saranno queste copertine di Linus a scaldare la situazione.

 

 

PS: Il giornalista di La Repubblica (cronaca di Napoli) Alessandro Di Nocera, dice di aver sentito la diretta dell'incontro "Camerata Corto Maltese" sulla webradio di Casa Pound, ma dal resoconto che ne fa in un intervento sul forum di Comicus sembra che non si sia lavato bene le  orecchie prima di iniziare l'ascolto.

Per quanto riguarda il sottoscritto, il Di Nocera scrive:

Giorgio Messina (tra il pubblico) rimarcava la "fascistità" di Corto Maltese e - preso dalla foga di una situazione che lo faceva sentire trionfatore - affermava: "Ho avvertito Di Nocera TRE GIORNI FA di non aprire questa questione!!"
Inoltre si è autoproclamato "L'ERETICO del COMICDOM italiano".

Nell'intervento dal pubblico che ho fatto in coda alla conferenza ho rimarcato quanto scritto in questo mio articolo, cioè, che in Corto, essendo marianio figlio di marinaio, è insito il concetto tradizionale di "cameratismo di mare", cioè lo spirito d'equipaggio che contraddistingue storicamente la marineria fin dai suoi albori.

Da diversi anni giro fiere e incontri a cui ho partecipato sia da relatore che con interventi dal pubblico in diverse occasioni. Non c'era quindi nessuna situazione che mi faceva sentire trionfatore, tanto è vero che l'applauso che ho ricevuto, l'ho ricevuto quando ho riferito che al Pratt Day amici e collaboratori avevano definito il maestro di Malamocco bonariamente come un "paraculo". Il numeroso pubblico intervenuto applaudiva dunque Hugo Pratt, non me, illustre sconosciuto proveniente dal Fumettomondo.

Di Nocera riporta, in modo distorto, una mia frase, evidentemente non solo non si era lavato le orecchie, ma, come ogni bravo giornalista dovrebbe fare, non prendeva nemmeno appunti mentre ascoltava l'incontro via web.

Ho detto, intervenendo, che avevo già scritto che il titolo "Camerata Corto" fosse una provocazione e che già tre giorni prima che scrivesse questo delirante articolo (in diretta ho usato proprio l'aggettivo delirante), avevo detto in un commento rivolto a Di Nocera (che è rintracciabile QUI) che egli c'era caduto con tutte le scarpe nella provocazione del titolo e che l'articolo era appunto la conferma che la provocazione era andata completamente a segno.

A proposito di essermi definito "l'eretico del comicdom", la frase esatta si riferiva al fatto che avendo assunto delle precise posizioni su fatti accaduti nel fumettomondo si tende a cercare di farmi passare per "eretico".  

Di Nocera, di quello che ho detto, si è "dimenticato" di riportare parecchi altri passaggi. Come ad esempio che alla fine del mio intervento ho concluso dicendo che è inutile tirarsi Corto da una parte all'altra, che Corto è un personaggio coerente con se stesso, ma essendo un personaggio popolare ogni lettori ci si può rivedere. Tutti i concetti espressi in quella sede nel mio intervento dal pubblico sono diventati poi la base su cui ho costruito questo articolo che racconta benissimo la serata e quello che si è detto.

Infine, come potrà confermare anche l'amico (immaginario?) dello sceneggiatore Alessandro Di Virgilio che questi ci informa fosse presente all'incontro e che gli abbia riferito quanto detto in quelle due ore, il moderatore dell'incontro, Domenico Di Tullio, non ha letto l'editoriale di Comicus scritto da Di Nocera, ma lo ha solo citato nell'intervento di apertura così come ha citato anche il mio articolo su Corto Camerata di Mare.

Di Nocera non è nuovo, purtroppo, a scrivere imprecisioni spacciandole per verità.

Per dimostrare quanto Di Nocera sia impeciso nelle sue ricostruzioni, perchè evidentemente si lava male le orecchie anche quando gliele riferiscono le cose, in un intervento successivo, sempre sul forum di Comicus, scrive:

E i collaboratori storici di Pratt (Vianello in primis) si chiedono come sia possibile che quelli di Destra possano considerare Corto Maltese e Pratt come un veicolo di idee di quella parte politico-ideologica.

Vianello ha addirittura mandato una lettera aperta a quelli di CasaPound per contestare la loro visione del personaggio.

Ma come abbiamo dimostrato noi QUI su Fd'A, pubblicandola la lettera con tanto di risposta, Di Nocera attribuisce a Vianello una lettera che ha scritto Fuga.

Ma questo gioco si può fare dunque solo quando abbocca il boccalone, che notoriamente fa coppia sempre con un cialtrone, così da richiamare altri boccaloni.

A voi scegliere chi è il cialtrone e chi il compare boccalone in questa faccenda.

Di che parlava questo articolo? Ah, si... Dell'immaturità del Fumettomondo nell'essersi relazionato con questo incontro. E Di Nocera, è il caso di dirlo, nell'ottica di questa immaturità, è stato Professore.

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