Fumetto d'Autore ISSN: 2037-6650
Dal 2008 il Magazine della Nona Arte e dintorni - Vers. 3.0 - Direttore: Alessandro Bottero
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spigolaturedi Alessandro Bottero

[12/05/2010] » Abbiamo deciso di pre-moderare i commenti agli articoli. Mi fa piacere? No, ma non era possibile andare avanti senza un filtro. Lo so che per molti la soluzione più “democratica” sarebbe stata quella di bannare a vita gli utenti Burighel, Ricky, o chiunque stia antipatico al “giro cool” dei forum, ma non è così che si agisce  a casa nostra. E voglio chiarire subito che ad usare male lo strumento dei commenti agli articoli non è stato solo uno, ma molti. E dico anche che il non essere riusciti a dire due-parole-due sensate sul tema della lotta alla pedofilia, come commento al mio ultimo editoriale, è stato semplicemente patetico (tranne, va riconosciuto, da parte di Chas).

Detto questo, resto sempre stupefatto del come da altre parti (e non ho davvero alcun problema a fare i nomi di queste altre parti, ad esempio il forum Il Bar dello Sport) non si perda occasione per sparlare di Fumetto d’Autore. Non interveniamo per bloccare gli utenti che a loro sono antipatici, e allora siamo dei fregnoni. Poi interveniamo, e siamo dei fregnoni lo stesso. A volte mi viene da pensare che per qualcuno Fumetto d’Autore dovrebbe sparire e basta. Poi però stanno sempre lì a leggere, e parlarne male a casa loro. Comunque, adesso la musica è cambiata. E questa volta non ho davvero alcun problema a dire che la “censura”, o la “limitazione della libertà di stampa”, avviene per colpa di chi ha usato male la possibilità di esprimere liberamente il proprio pensiero. Sto facendo paragoni con quanto succede altrove? Sì. Lo sto facendo, tanto i commenti li pre-moderiamo, eh eh eh!

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È finito Caravan. Adesso finalmente posso leggere tutti e dodici i numeri in sequenza, e cercare di capirci qualcosa. A breve un articolo di commento/riflessione sulla miniserie, che, ricordo, dopo solo cinque mesi di vita (su 12 previsti), ha vinto il premio Gran Guinigi 2009 a Lucca. Ne parleremo, oh se ne parleremo… Intanto potete ingannare l'attesa con questo bell' approfondimento (sino al penultimo numero) di Vittorio "Skull" Fabi.

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SI dice che il Comicon abbia avuto il 27,5% di biglietti in più rispetto al 2009, e il doppio di espositori rispetto sempre al 2009 (fonte: intervista a Claudio Curcio di Roberto Recchioni sul suo blog)

Se vogliamo dare qualche numero, posso dirti che abbiamo venduto il 27,5% di biglietti in più, ed avevamo il doppio degli espositori rispetto al 2009.”

Altri  dati, sempre dati da Curcio nell’intervista sono: “onestamente l'atmosfera al Castello non mi sembrava così desertica, visto che comunque sono stati staccati più di 9.000 biglietti solo lì, e la stessa presenza di tanti operatori (quasi 2.000 tra autori, pro e giornalisti)”

Ora, appurato che i luoghi dove era divisa la mostra erano DUE, quindi in teoria l’aumento dei biglietti sarebbe dovuto essere molto maggiore, visto che si potrebbe anche leggere, che raddoppiando gli spazi, l’afflusso è cresciuto solo di un quarto, è ovvio che a questo punto gli espositori sarebbero stati di più nel 2010, che nel 2009. Ma anche perché c’era tutto il discorso Gamecon (o quel che ne restava), innestato nel Comicon. Io sinceramente essendomi girato sia Oltremare, sia Castel Sant’Elmo, ho molti dubbi che il numero di espositori-espositori sia raddoppiato dal 2009 al 2010. Ho visto le solite facce, anzi, ho visto un certo numero di negozi in meno, e  a livello di impressione tutta questa  crescita non l’ho vista.

9.000 biglietti a Sant’Elmo in tre giorni, fanno 3.000 biglietti al giorno, ed in effetti non sono molti. Siamo sinceri. Che venerdì Sant’Elmo fosse deserto non lo dicono i nemici del Comicon.  Lo dicono gli espositori. Oltretutto questo significa che gli editori che hanno preso uno stand a Sant’Elmo hanno pagato per avere, alla fine, un pubblico di NOVEMILA persone, mentre da anni Napoli Comicon si era stabilizzato al di sopra delle 30.000 presenze. E io editore, dovrei essere felice di un calo del pubblico del posto dove sto, pari ad almeno 20.000 persone in meno dal 2009 al 2010? E per finire…2.000 operatori del  fumetto? DUEMILA? Ma dove stanno DUEMILA operatori del settore fumetto in Italia? Davvero…non vorrei fare la figura di quello che non ci crede per partito preso, ma…duemila? Nel fumetto? Tra autori, addetti ai lavori, figure professionali, e giornalisti? O anche webzine, siti sconosciuti, giornalisti che entrano usando la tessera per non pagare il biglietto (e succede, eh?), quello-che-ha-scritto-una-storia-anni-fa, insegnanti di disegno, e altri? Anche perché….ma dove  erano questi duemila individui che vivono nel mondo del  fumetto? Seduti sui divanetti dell’area pro? A bere la birra acquistata al bancone? O a berla gratis negli orari consentiti? Boh…ma i numeri sono belli, perché ognuno li usa a modo suo. Il problema è che quando cercavo di spiegarlo all’insegnante di matematica, lei mi metteva quattro.

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E intanto nel mondo esterno? Nel mondo esterno la Grecia stava per tirare le cuoia. Vi dicono nulla i nomi Albania, Argentina, o magari Weimar? Però poi alla fine ci siamo (sì, ci siamo. Non “si è”, ma ci siamo) salvati. E qualcuno, Scalfari, dice che “La speculazione non è formata da un gruppo di operatori che si consultano tra loro e mobilitano i loro capitali per influenzare i mercati e trarre profitto dalle loro oscillazioni. La speculazione è un sinonimo del mercato. La speculazione è il mercato. Il mercato consiste in un luogo organizzato dove si registrano  -  attraverso la domanda e l'offerta  -  le aspettative di un'immensa massa di risparmiatori. La speculazione dunque non è altro che l'aspettativa che si forma liberamente, sulla base di libere valutazioni delle forze in campo.” (fonte: http://www.rosarossaonline.it/dettaglio.php?id=4266), e questa è una fesseria (come molte che dice Scalfari). La speculazione non è un dato naturale dell’economia, ma una sua perversione in cui alcuni agiscono allo scopo di acquisire vantaggi su altri, vantaggi che nel libero gioco dell’economia non sarebbero arrivati, né con quei tempi, né con quelle dimensioni.. Chi specula fa una cosa sbagliata. Quindi dire che la speculazione è il mercato, equivale a dire che il mercato è una cosa sbagliata. È questo che vuole dire Scalfari? Comunque il punto è uno solo: L’economia la fanno gli uomini, e il fine ultimo dell’economia deve essere la promozione dell’uomo, non il puro e semplice guadagno. E se questo vi sembra comunista sbagliate. Questa è la dottrina sociale della chiesa, direttamente dal Concilio Vaticano II.

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Nel mondo esterno c’è anche il Salone del Libro di Torino, dal 13 al 17 maggi0 2010. Chi parteciperà dei nostri amici editori a fumetti? Chi  affronterà l’ordalia del Salone (apertura fino a sera tardi, e vi assicuro che non è uno scherzo, per lo stand lo gestisce…), sperando in un’inversione di tendenza rispetto alle manifestazioni  a fumetti fin qui tenute (ossia vendite in calo)?

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Nel mondo esterno il 21 maggio si avvicina sempre più il Comics Day. Che stanno facendo? Che iniziative ci sono? Che  promozione stanno facendo? Come mai l’organizzazione non manda quotidianamente un comunicato stampa ai tre-quattro siti che parlano TUTTI i giorni di fumetti, e posterebbero volentieri le varie news, proprio per svolgere un servizio di informazione? Ma secondo voi ha senso che debba essere io ad andare sul sito del Comics  Day a spulciare tra le varie notizie, e non l’ufficio stampa della manifestazione a spedire ogni giorno aggiornamenti  e notizie ai siti che parlano di fumetto, così che le notizie si diffondano sempre più? E non c’entra niente se io ho espresso le mie riserve sul Comics Day (Qui e Qui). I giornali seri informano su tutte le manifestazioni, mica solo su quelle che gli piacciono. Comunque a breve vi aggiorneremo su tutte le cose che si faranno durante il Comics Day, ma mi preme sottolineare che nessuno dell’ufficio stampa del Comics Day ci ha mai contattati, in quanto siti di informazione a fumetti, per diffondere notizie relative al Comics Day stesso. Vocazione Veltroniana maggioritaria anche qui?

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Nel mondo esterno succede anche che  muoia Frank Frazetta, e io mi senta triste. Frazetta era un titano, uno dei migliori fumettisti/illustratori/pittori che questo campo abbia mai visto, a livelli di Harold Foster, Alex Raymond, e Burne Hogarth. Ma siccome la sua carriera si era dipanata per lo più sulle copertine dei romanzi di E.R. Burroughs, e di altri classici di fantascienza/fantasy/science fantasy, era poco considerato dalla critica snob. Frazetta aveva lavorato nei fumetti come assistente di Al Capp su Lil’ Abner, per la National Comics (futura  DC Comics) sul personaggio  Shining Knight,  e anche come disegnatore di molte storie di fantascienza negli anni ’50-’60) e successivamente negli anni ’90, quando Glenn Danzig, fondando la Verotik, chiese al maestro di poter usare alcuni dei suoi personaggi. Ecco quindi le serie del Death Dealer, del Jaguar God, e altro. Dopo la chiusura della Verotik, alcuni anni di oblio, finché oggi alcuni personaggi, tratti dalla copertine dipinte da Frazetta, sono tornati a vivere in fumetti targati Image (Dark Kingdom, The Sorcerer, The Moon Maid, e altri).

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