Fumetto d'Autore

www.fumettodautore.com | Il Magazine della Nona Arte e dintorni | ISSN: 2037-6650 | Direttore: Alessandro Bottero

Sab04022012

Aggiornato alle:09:47:36

Recensioni

 

DON DRACULA

DON DRACULA Difficile definire un fumetto del genere. Questo perché tutto sta nella prospettiva da cui lo si vuole considerare. Intanto c’è da dire che l’autore l’ha disegnato intorno al 1979: capite che chi è abituato ai disegni di quest’ultimo decennio lo troverà graficamente povero, scarno e approssimativo. Intendiamoci, stiamo comunque parlando di un artista di fama mondiale (all’epoca è stato un pioniere nel disegnare personaggi e scene fuori dai canoni classici) ed è comprensibile che di più non poteva fare dato i mezzi tecnici che possedeva a quei tempi. Non da meno, al lettore che cerca serietà e drammaticità può risultare discutibile l’atmosfera goliardica e divertente dell’intera serie, mostrata oltre attraverso la storia anche dalle figure deformed, dalle posizioni innaturali e dai personaggi ridicoli. Le storie, pur avendo dei piccoli momenti drammatici e paurosi, sono straripanti di situazioni e gag comiche, soft quanto basta da mantenere l’atmosfera generale ad un livello di sana leggerezza e spensieratezza. Anche la trama è sulla stessa riga: innanzitutto il fumetto è diviso in tanti capitoli auto-conclusivi: non c’è un vero e proprio filone o continuity ma ogni storia può essere letta separatamente dalle altre. Merito dell’autore che ogni volta e in modi diversi presenta i due protagonisti: Don Dracula (il classico padre apprensivo, testardo, protettivo e vendicativo quando gli si tocca la figlia) e Chocolat (una bambina dispettosa, testarda al pari del padre e coraggiosa quanto basta per mettersi nei guai). Sono due vampiri ma più che spaventare fanno ridere; la loro condizione li proietta in situazioni sia soprannaturali che quotidiane e il loro essere vampiri è solo un pretesto per mostrare quanto in realtà siamo emotivamente umani, con i pro e contro che ne consegue. I loro caratteri forti e il loro rapporto conflittuale porta i due protagonisti a vivere avventure divertenti ed inaspettate, con un lieto fine che chiude egregiamente l’episodio. I due si circondano di co-protagonisti simpatici e mai fuori luogo. Tra i tanti, merita di essere citata la racchia soprappeso innamorata di Dracula che non smette di perseguitarlo nelle situazioni più disparate. Fanno sorridere anche le due autocitazioni che l’autore fa, inserendo nelle storie Black Jack e Astro Boy: un ennesimo tocco di classe umoristico. Come avete capito, non siamo certo di fronte alla solita versione horror-drammatica dei vampiri: ciò porta il lettore a guardare questi ‘signori della notte’ da una prospettiva diversa, più umana e terrena. L’albo, edito da Ronin Manga, è realizzato in maniera impeccabile per rendere il giusto omaggio all’autore. Interessante anche l’iniziativa della casa editrice di lasciare nelle vignette le onomatopee originali (gli effetti sonori, per intenderci), quindi in lingua giapponese, con tanto di caratteri sillabici a fine albo. Un’iniziativa certamente curiosa e originale che d’altro canto non intacca la fluidità della lettura. Per concludere, questo è un albo che può far divertire i bambini e far passare una piacevole oretta agli adulti. DON DRACULA Testi e disegni: Osamu Tezuka Editore: Ronin Manga Bianco/Nero, PP 208, € 5.90

Crtica d'Autore

 

Art Spiegelman, che divise l'umanità in topi e gatti

di Roberto Alfatti Appetiti* È di cattivo gusto raccontare gli orrori della Shoah con un fumetto? Alla domanda, postagli anni fa da un giornalista alla Fiera del libro di Francoforte, Art Spiegelman rispose che forse è la “soluzione” stessa dei campi di concentramento a essere stata di cattivo gusto e che il fumetto, meglio di qualsiasi altra forma d’arte, può al contempo custodire la memoria e dare vita a un’opera narrativa di forte impatto perché – spiegò – «noi pensiamo sia per immagini che per scoppi di parole». A distanza di venticinque anni dalla prima pubblicazione in volume, il suo Maus si appresta a tornare nelle nostre librerie in una nuova edizione (Einaudi) intitolata Meta Maus, arricchita, come la versione americana pubblicata lo scorso ottobre, di un dvd con interviste, riflessioni, testimonianze “dietro le quinte”, filmati e soprattutto con i dialoghi inediti tra Art e il padre Vladek, principale protagonista di un libro che è una storia familiare, un romanzo avvincente, un documentario accurato, ma anche e soprattutto il memoriale autentico di un ebreo polacco sopravvissuto all’Olocausto. Una preziosa occasione per i tanti che, come spesso accade, sia pure senza rinunciare a citarlo, hanno trascurato di leggerlo. Sbagliando. Perché, come ha scritto L’Observer, «non c’è bisogno di essere un ebreo, né un prigioniero di un campo di sterminio, per esserne rapiti e chiunque voglia farsene un’idea precisa troverà in Meta Maus una chiave che aprirà la serratura». La formula è quella che ha reso Spiegelman celebre: gli uomini, vittime e carnefici, degradati a bestie antropomorfe dal razzismo. Gli ebrei sono tratteggiati come topi (uomini topizzati, per niente buffi), i nazisti trasformati in gatti e, a seguire, francesi in rane, americani in cani, russi in orsi e polacchi – popolo d’origine della sua famiglia – in maiali. Se l’accostamento tra ebrei e topi è sin troppo esplicito (il topo spaventa, è considerato portatore di malattie e, in quanto tale, da annientare), quello tra maiali e polacchi non è stato apprezzato in Polonia. «Volevo qualcosa – si è giustificato – che non fosse nella catena alimentare dei cani e dei gatti e poi in Maus ci sono maiali crudeli e altri che si comportano in maniera nobile, proprio come fecero alcuni polacchi». Il progetto ebbe inizio, almeno nelle intenzioni dell’autore, già dai primi anni Settanta e si è sviluppato negli anni attorno alle “interviste” che Spiegelman ha fatto a suo padre, alimentato con numerosi viaggi in Europa alla ricerca di riscontri e documentazioni sul campo e dalle relative stesure di sceneggiature e bozzetti, mescolando generi e stili diversi. Apparso originariamente a puntate tra il 1980 e il 1981 su Raw, la rivista di sperimentazione grafica e di fumetti fondata da Spiegelman con la moglie Françoise Mouly, si compone di due parti: Mio padre sanguina storia e E qui cominciano i miei guai, riuniti in altrettanti volumi rispettivamente nel 1986 e 1991. Nel nostro Paese, l’Einaudi ne propone ormai da un decennio l’intera storia in un volume unico (l’ultima edizione è del 2010), ma fu la rivista Linus, all’inizio degli Ottanta, a curarne la pubblicazione in fascicoli che vennero successivamente raccolti in due volumi editi da Milano Libri, ovviamente introvabili. Nella prima parte i flashback ci mostrano immagini di Sosnowiec (Polonia), dove Vladek vive tranquillamente con la moglie Anja. Di fronte all’accelerazione della storia, negli anni immediatamente precedenti allo scoppio della guerra dovranno rifugiarsi nel ghetto e in rifugi improvvisati per sfuggire alla cattura, finendo traditi da coloro che avrebbero dovuto aiutarli ad attraversare la frontiera. Riusciranno a emigrare oltreoceano soltanto nel 1951, ma Anja, futura madre di Art e donna dalla personalità più fragile del marito, si suiciderà nel 1968. Nella seconda parte dell’opera, invece, si dà rilievo alla dura vita quotidiana dei deportati all’interno dei campi di concentramento di Auschwitz e Dachau negli anni del conflitto. Maus è stato tradotto in trenta paesi ed è considerato il capolavoro per eccellenza della graphic novel, di cui l’artista statunitense (nato a Stoccolma nel 1948) è considerato a tutti gli effetti il papà.«Sono stato chiamato padre della graphic novel ma, in realtà, sto ancora facendo l’esame del Dna, perché penso che si tratti di una definizione di tipo commerciale e attinente al marketing». Se aveva scelto di esprimersi attraverso il fumetto – ha spiegato lo scorso 19 gennaio nell’unico appuntamento italiano con l’autore, organizzato a Torino dal Circolo dei Lettori – era «perché i fumetti, così popolari, semi-illetterati, disordinati, mi sembravano il modo appropriato per esprimere l’indicibile. Ora no, l’indicibile è detto in dieci minuti, e i fumetti non sono più fumetti di una volta, del tutto snobbati dalle librerie e dagli studiosi, che ora sono diventati i più grandi alleati della graphic novel odierna». Definizioni a parte, una cosa è certa: negli Stati Uniti, Spiegelman, inserito nella classifica delle persone più influenti da Time Magazine nel 2005, è ritenuto uno di quegli autori che più hanno contribuito a dare dignità artistica al fumetto, innalzandolo al rango letterario. Il primo a dimostrare come il fumetto possa farsi carico di raccontare la grande storia, tanto da meritarsi, vent’anni fa, un premio Pulitzer (sino a quel momento mai assegnato a un’opera a fumetti) e inaugurando la via pop al racconto, segnata da libri e film non sempre apprezzabili. Malgrado i tre premi Oscar “incassati”, a Spiegelman non è piaciuta, per fare un esempio, la performance di Roberto Benigni ne La vita è bella. «Benigni è pericoloso perché riprende la storia reale per trasformarla in fantasia. Usa la forma della metafora per dire che Auschwitz non è Auschwitz, ma solo un sinonimo di un brutto periodo, quasi che alla fine l’unica cosa importante sia prenderla con ironia. Anche Maus usa la metafora, ma per aiutare a capire una storia precisa, circostanziata, e poi è una metafora che sfuma nella drammaticità del racconto». Racconto che non si nutre di frasi retoriche e non percorre la scorciatoia dell’emotività, rimanendo nel solco dell’accuratezza storica. I disegni, poi, non offrono alcun effetto speciale ma sono semplici, essenziali e i protagonisti sono uomini con i loro difetti, compresi gli ebrei. Lo stesso padre sembra ricalcare uno stereotipo dell’ebreo tutt’altro che edificante, tirchio al punto di fare tesoro del filo di rame che raccoglie per strada, inesorabilmente segnato dall’esperienza vissuta. Impegnato a disegnare vignette e a scrivere articoli e testi teatrali, Spiegelman vive a New York, dove insegna alla School of Visual, e ha a lungo interrotto l’attività autoriale, tornando solo nel 2004 a firmare L’ombra delle torri, la sua versione sull’11 settembre, cui ha assistito dalla finestra di casa sua. Sua, peraltro, la copertina del New Yorker del giorno dopo. Senza smettere di girare il mondo con il suo Maus, opera che rimane attuale e non solo nella giornata dedicata alla memoria. Come sottolinea lo stesso autore, dopo la Shoah, «le uccisioni con un sistema da catena di montaggio dei lager avevano fatto dire che non sarebbe mai più successo, ma è accaduto ancora: pensiamo agli Utu e ai Tusti, ai Serbi e ai Croati». A chi gli chiede siano i topi e i gatti di oggi, risponde: «I mass media non suggeriscono più divisioni di tipo razziale ma di tipo economico quindi direi che nel mondo di oggi ci sono il 99% di topi e l’1% di gatti. Ogni paese, poi, assegna il ruolo di topi a soggetti diversi: negli Stati Uniti sono i neri e gli arabi, in Italia gli italiani del sud». *Articolo originariamente pubblicato su Il Secolo d'Italia del 28 gennaio 2012 e reperibile on line sul blog dell'autore.

Autori e Anteprime

 

Agenzia Incantesimi e tutto il resto: intervista a Federico Memola

di Alessandro Bottero Federico Memola è uno sceneggiatore che ho sempre seguito con piacere, fin dai tempi di Zona X. Jonathan Steele (sia la versione Bonelli, che quella Star Comics) mi piaceva, e anche il suo spin off, ossia Agenzia Incantesimi, a mio parere aveva il suo perché. Memola nell’ultima settimana si è trovato al centro di una polemica nel fumettomondo, perché ha lanciato una proposta “scandalosa” sul suo blog (QUI la notizia). Siccome qui non stiamo mica a pettinare le bambole, ecco una bella intervistina a Federico Memola, sul tema del giorno: Federico Memola con la sua richiesta di coloristi per Aganzia Incantesimi, sta o no rovinando il mondo del lavoro italiano? In apertura il pensiero di alcuni professionisti del settore, che si sono espressi nel blog di Roberto Recchioni, riguardo a questa mossa di Memola. La discussione completa sul blog di Roberto Recchioni, da cui sono tratti sia la citazione di Recchioni che i commenti, si trova a questo link.   Roberto Recchioni: «premesso che sono abbastanza convinto della buona fede di Memola (anche se tutta la storia della carta Paypal suona proprio brutta, a leggerla), questa roba è sbagliata e non solo fa male al fumetto, ma fa male al lavoro di tutti. E no, il fatto che di mezzo ci sia un professionista non rende la cosa migliore o più seria.Anzi, PROPRIO perché di mezzo c'è un professionista, la cosa è grave. Ma tanto lo so che un mucchio di aspiranti si metteranno in fila per proporre il loro materiale.A breve, vedremo spuntare editori che si faranno pagare per pubblicare, come succede già nell'ambito letterario.» Laura Scarpa: «Sinceramente, con amicizia e simpatia per tutti, questo mi pare più grave. "Davvero" a me non piace, non è il mio genere ecc ecc, ma un progetto comune fatto gratuitamente può starci, parità per tutti. Questo mi pare invece non avere un sogno condiviso. Con tutto ciò chiediamoci quanto la crisi c'entri, e quanto no. » Davide Morando:  «Non è la stessa situazione di DAVVERO.In questi caso, quando Memola cerca coloristi per ristampare in digitale le storie già edite da Star Comics, offre lavoro non pagato a fronte di una sceneggiatura per cui ha ricevuto, a suo tempo, un compenso.Sbaglio?» Fd'A: Allora, Federico, come si fa? Sembra che tu stia facendo una cosa poco chiara (anche se devo dire che la cosa è chiarissima, se uno legge con attenzione cosa hai scritto). Vogliamo provare a dissipare i dubbi e le preoccupazioni? FM: Non immaginavo davvero che ce ne sarebbe stato bisogno, ma va bene, sono a disposizione. Cos’è questa proposta? FM: E', molto semplicemente, un progetto nato a metà del 2010 e destinato alla piattaforma Apple per Ipad (e che quindi prevedeva una percentuale per gli autori). Purtroppo, la società che avrebbe dovuto realizzarlo, dopo che era addirittura stato firmato il contratto, ha cominciato a porre problemi di carattere contenutistico per l'aspetto glamour delle storie. Prima ha ipotizzato di intervenire sulle vignette in cui comparivano dei nudi, poi ha rimandato per mesi l'uscita e infine il contratto è stato sciolto consensualmente. Ci ho pensato molto a lungo, prima di partire per conto mio, sia perché al momento ero nel pieno di altre attività, sia per problemi personali sopraggiunti in quel periodo. Alla fine ho deciso di realizzarlo in questa forma perché ritengo che sia una serie fresca e divertente, con ancora tante potenzialità. Lo faccio anche per avere un controllo creativo totale. Intendiamoci, sono abituato a rispettare i canoni delle case editrici per cui lavoro (lo faccio tuttora con il Giornalino e non solo), ma ci sono due progetti che con gli anni sono diventati troppo personali, a cui tengo moltissimo e che intendo quindi realizzare come ritengo giusto. E Agenzia Incantesimi è uno dei due. Roberto Recchioni dice che questa tua proposta è “sbagliata”, e che “fa male al lavoro di tutti”. Conoscendoti e sapendo che sei una persona seria e che rispetta il lavoro di tutti mi paiono giudizi ingenerosi. Tu che rispondi?  FM: Che non sono così importante da nuocere al mercato italiano, prima di tutto. E, francamente, non vedo dove stia lo scandalo: più della metà delle case editrici italiane, la cosiddetta "piccola editoria", pubblica libri e fumetti, anche apprezzati e premiati, alle stesse condizioni, ovvero dietro promessa di eventuali royalties (purtroppo raramente poi corrisposte, viste le cifre vendute). E queste case editrici vendono i libri, quindi ricevono degli introiti, per modesti che siano. Nel mio caso (ma anche in quello di Paola Barbato o di Giuseppe Di Bernardo con l'Insonne, tanto per citare casi analoghi che mi hanno preceduto) non ci sono nemmeno introiti su cui polemizzare. O meglio, se mai ci saranno, tramite donazioni o altre iniziative, verranno devoluti interamente a disegnatori e coloristi, visto che non ho costi di stampa da coprire. Quindi sarò un ingenuo, ma non vedo il problema. Laura scarpa parla di “un sogno non condiviso”, come se il fatto che il colorista lavori su storie ideate da te, e disegnate da altri, lo riduca a mero esecutore. Io invece ci vedo dei tratti di “condivisione”. Sbaglio io? FM: Oddio, sbagliate entrambi, a dire il vero. E' chiaro che la serie è una mia creazione (come "Davvero" è una creazione di Paola Barbato), ma chi vi partecipa, venendo meno la motivazione economica, lo fa perché l'apprezza e ci tiene a contribuirvi. Poi, boh, la definizione "sogno non condiviso" non è che la comprenda bene… Sembra adattarsi a qualunque fumetto nato dalla volontà di una persona e realizzato da uno staff. Anzi, ho conosciuto più di un disegnatore che lavora a un certo personaggio o progetto senza esserne coinvolto, puramente per una questione economica. In questo caso, se un disegnatore non fosse interessato al fumetto, perché dovrebbe contribuirvi? Per "notorietà"? Mah, non sono Sclavi e non sto facendo Tex o Dylan Dog… Davide Morando ci dice che tu, furbetto, in realtà sei stato pagato per le storie che ora vuoi far ricolorare. A me pare una insinuazione un po’ meschina, come se tu dovessi dividere con i coloristi i soldi che ti ha dato la Star Comics, per gli albi di Agenzia Incantesimi pubblicati anni fa.  FM. Non conosco la persona citata. Comunque, se il gioco è "chi ci lavora di più aggratis", rispetto a disegnatori e coloristi io arriverò certamente secondo, ma non di molto: revisionare (un'altra volta!) tutte le storie, supervisionare i disegnatori, curare di fatto la serie (lavoro che ho svolto per tanti anni in Bonelli e Star Comics, quindi so come va fatto e che impegno comporti) costa tempo e fatica anche a me. Le nuove storie, inoltre, non me le paga Gesù bambino… Certo, il progetto è mio, ma non è che vada ad allettare gli incauti con chissà quali miraggi. Dovrebbe essere tutto chiaro semplicemente seguendo il blog. Almeno spero, non fatemi pure venire dubbi!  Trovo questo modo di discutere su internet abbastanza schizofrenico. Tu fai una proposta su un tuo blog. Nessuno commenta lì, ma la discussione si accende su un altro blog, senza che nessuno ti coinvolga o ti avvisi. Questa totale dispersione delle conversazioni sta diventando sempre più la regola nella blogsfera dei fumetto italiano. O mi sbaglio?  FM: Suppongo che ci siano delle piattaforme che si sono "guadagnate" una visibilità maggiore e quindi attirino le persone che vogliono discutere di dati argomenti… Certo, sarebbe stato corretto o quanto meno "cortese" se qualcuno, magari prima di accodarsi al tifo da stadio, avesse sentito anche l'altra campana, visto che io sono perfettamente raggiungibile e sempre disponibile al dialogo, se interpellato. Però posso riferirmi a questo caso specifico, in linea generale sono impreparato sull'argomento: da ben più di un anno mi sono abbastanza "ritirato" da Internet e dalle discussioni che avvengono in rete… Anzi, essendomi anche preso un anno sabbatico da fiere e convegni, ammetto di essere persino colpevolmente un po' disinformato. Apprendo di certe iniziative o certi casi giusto quando me li segnala qualche amico o collega più attento di me! Passando alle cose serie, ho la precisa sensazione che questo lavoro di ricolorazione e pubblicazione online, sia in massima parte una operazione di promozione verso nuovi editori, che potrebbero essere interessati ad una edizione a colori di Agenzia Incantesimi. Forse anche oltreconfine? Forse qualche francese?  FM: Non nego che mi piacerebbe (forse l'ho anche scritto sul blog!) e che intendo provarci, non fosse altro che per poter poi far arrivare dei soldi a tutti coloro che stanno partecipando o parteciperanno all'iniziativa. Fra l'Italia e l'estero vedo più probabile questa seconda ipotesi (pur sapendo quanto sia difficile piazzare una serie all'estero!), al momento. Vedremo. Hai da pochissimo assunto il ruolo di direttore editoriale delle Edizioni Arcadia (a proposito, auguri). Che bolle in pentola per il 2012?  FM: Ho assunto questo ruolo perché già dalla nascita della casa editrice Maurizio Rosenzweig e io abbiamo fatto da "consulenti" per Mario Taccolini e a un certo punto, anche di fronte a certe difficoltà subentrate (di cui lo stesso Mario ha pubblicamente parlato) ho pensato che un mio maggiore apporto avrebbe potuto essere d'aiuto. Edizioni Arcadia, pur fra mille difficoltà, ha pubblicato materiale interessante (sì, lo so, anche mio!) e promosso validi autori, retribuendoli; sarebbe stato un peccato se questa piccola realtà fosse venuta meno. Il nostro obiettivo, nell'immediato, è quindi tirare su un po' di soldi per poter un giorno riprendere le serie (ovvero, pagare gli autori coinvolti). Per ora, di certo, ci sono altri due volumi della collana "La macchina da scrivere", il volume del 2012 di "Sexy & Chaotic" e un altro volume di illustrazioni di Alessandro Mazzetti. Il resto lo stiamo definendo e non posso dire nulla senza l'autorizzazione di Mario. Dopo Rourke che cosa bolle in pentola per il Federico Memola sceneggiatore? Progetti? Miniserie? Magari un ritorno alla Bonelli?  FM: Al momento sto lavorando regolarmente con Il Giornalino. Inoltre la Planeta DeAgostini ha proprio di recente riconosciuto formalmente che Harry Moon è libero e completamente di mia proprietà, e ammetto che non mi dispiacerebbe affatto riuscire a riproporlo e a concludere almeno quel famigerato ciclo di 12 numeri (di cui ne esistono 5 finiti e pronti per la stampa), almeno per quei lettori che avevano iniziato a seguirlo. Poi ci sono altre cose in ballo, come sempre, ma se ne parlerà il prossimo anno.

Reportage

 

Sergio Bonelli Editore: i numeri del 2011

di Saverio Ceri* Il duemilaundici bonelliano si preannunciava come un anno di record e di festeggiamenti per i 50 anni di Zagor, i 25 anni di Dylan Dog e i 20 anni di Nathan Never: e così è stato. In maniera del tutto inaspettata è stato purtroppo anche l’ultimo anno della casa editrice sotto la guida di Sergio Bonelli. Lo stesso Sergio, con i suoi collaboratori, aveva già tracciato comunque le linee per il futuro: nuove serie regolari, almeno una miniserie a colori, e altre nuove iniziative editoriali anomale per lo standard della casa editrice. I frutti di questa pianificazione li vedremo a partire dal 2012, nel frattempo diamo uno sguardo ai numeri dell’anno che si avvia alla conclusione. Le pagine inedite pubblicate quest’anno sono state 17789; 1090 in meno dello scorso anno, ovvero un -5,8% rispetto al 2010. Nella ultra settantennale storia della casa editrice questo è comunque l’11° miglior risultato annuale. La migliore annata rimane ancora il 2001 con quasi ventunomila tavole. Quella appena conclusa si può sicuramente considerare l’annata più “colorata” della casa editrice dai tempi di Orient Express: 726 infatti le pagine in quadricromia pubblicate negli ultimi 12 mesi. Gli albi necessari per pubblicare queste quasi diciottomila tavole sono stati 137; tredici in meno dello scorso anno. La media pagine ad albo si è decisamente alzata dalle 125,86 tavole del 2010 alle 129,84 del 2011 (+3,17%); battuto il precedente record (2007) di 128,96 pagine a albo. La tendenza sembra quindi essere quella di confezionare albi sempre più corposi e più colorati; in effetti le 160 tavole del “Color Tex 1” rappresentano un record: è l’albo a colori prodotto dalla Bonelli con più pagine. Gli sceneggiatori Quest’anno sono stati 49 gli sceneggiatori impegnati su albi bonelliani; 8 in più del 2010, a sole tre unità dal record assoluto. Questa la graduatoria per tavole pubblicate: 1° Boselli 2216 tavole  2° Vietti 1632 3° Ruju 1444 4° Berardi 803 5° Burattini 796 6° Mignacco 788 7° Manfredi 726 8° Chiaverotti 724 9° Vigna 668 10° Faraci 489 11° Marzano 470 12° Morales 462 13° Nizzi 444 14° Calza 441 15° Recagno 436 16° Perniola 410 17° Gualdoni 362 17° Mantero 362 19° Cajelli 329 20° Segura 302 21° Simeoni 301 22° Castelli 296 23° Rigamonti 281 24° Piani 263 25° Enoch 250 26° Barbato 220 27° Paolucci 188 27° Rauch 188 27° Di Gregorio 188 30° De Nardo 160 31° Ambrosini 94 31° Falco 94 31° Bilotta 94 31° Cavaletto 94 31° Crippa 94 31° Eccher 94 31° Recchioni 94 38° Sammartino 81 39° Medda 72 40° Artusi 47 40° Lombardo 47 40° Raule 47 43° Serra 38 44° Accattino 32 44° Badino 32 44° Caccivio 32 44° Porretto/Mericone 32 44° Vinci 32 Mauro Boselli “vince” per l’ottava volta, ottenendo il miglior risultato degli ultimi 10 anni, nonché il quarto miglior score annuale di tutta la storia della casa editrice; praticamente più di 6 tavole al giorno, domeniche comprese. Al secondo posto Stefano Vietti, grazie al suo miglior risultato annuale di sempre. Scende, a causa della programmata chiusura di Cassidy, dal primo al terzo gradino del podio Pasquale Ruju. Luigi Mignacco si segnala per aver prestato la sua opera a quattro diversi personaggi: Zagor, Dylan Dog, Dampyr e Martin Mystère. Quasi immutati i nomi nella Top Ten: 9 su 10 si confermano, l’unico nuovo ingresso è Vigna (nel 2010, quindicesimo) che scalza Morales. Boselli è al 18° anno consecutivo tra i primi dieci. Buona la striscia positiva anche per Manfredi, al 16° anno consecutivo in Top Ten. Castelli è al suo 35° anno di ininterrotta pubblicazione, seguito da Nizzi al 31° anno senza mai mancare in classifica e Mignacco al 25°anno. Poi Vigna negli ultimi 24 anni sempre pubblicato, Chiaverotti (23), Boselli (22) e Burattini (21). Dieci gli esordienti sceneggiatori su albi Bonelli, ma solo su due testate; per Dampyr: Crippa, Eccher, Artusi, Lombardo e Raule; per Dylan Dog: Badino, Caccivio, Porretto/Mericone e Vinci. Due dei dieci non sono del tutto esordienti in casa editrice, visto che già si erano cimentati come disegnatori per l’editore di Via Buonarroti.   I disegnatori La pattuglia ai pennelli è composta da 119 disegnatori, impegnati nel 2011 a trasformare in immagini le quasi diciottomila tavole concepite dagli sceneggiatori; dieci in meno dello scorso anno. Qui la classifica in ordine di tavole pubblicate: 1° Roi 724 tavole 2° Mangiantini 602 3° Bonazzi 542 4° Rubini 408 5° Andreucci 376 6° Torricelli 338 7° Simeoni G. 333 8° Ginostatis 330 9° Montanari & Grassani 314 10° Ortiz 302 11° Piccinelli 289 12° Di Vitto 286 13° Piccatto 282 14° Baggi 254 14° Brindisi 254 14° Rotundo 254 17° Michelazzo 252 17° Piccoli 252 19° Diso 251 20° Enoch 250 21° Giardo 248 22° Venturi W. 238 23° Gomez 224 23° Seijas 224 25° Busticchi-Paesani 222 26° Rossi R. 220 26° Ticci 220 28° Casertano 188 28° Chiarolla 188 28° Cossu 188 28° Olivares 188 28° Pesce 188 28° Russo F. 188 28° Siniscalchi 188 28° Stano 188 28° Toffanetti 188 28° Valdambrini 188 38° Mandanici 170 38° Vercelli 170 40° Rossi M. 168 41° Giez 160 42° Camagni 154 42° Esposito Bros. 154 42° Grimaldi 154 42° Ongaro P. 154 42° Romanini 154 47° Leomacs 151 48° Mari 138 49° De Angelis 132 50° Torti 128 51° Airaghi 126 51° Boraley 126 51° Enio 126 51° Marinetti 126 51° Piccioni 126 51° Spadoni 126 51° Zaghi 126 51° Zuccheri 126 59° Corbetta 124 60° De Biase 113 60° Rizzato 113 62° Antinori 110 62° Danubio 110 62° Pittaluga 110 65° Casini 95 66° Ambrosini 94 66° Armitano 94 66° Barletta 94 66° Bartolini 94 66° Bertolini 94 66° Biglia 94 66° Borgioli 94 66° Cavenago 94 66° Della Monica 94 66° Dotti 94 66° Ferri 94 66° Fortunato 94 66° Freghieri 94 66° Furnò 94 66° Gramaccioni 94 66° Gregorini 94 66° Jacomelli 94 66° Lozzi 94 66° Maroto 94 66° Nespolino 94 66° Piccininno 94 66° Pugliese 94 66° Raimondo 94 66° Santucci 94 66° Saudelli 94 66° Scibilia 94 66° Spada 94 66° Viglioglia 94 94° JannÌ 89 95° Perconti 81 96° Denna 79 97° Bormida 77 97° De Cubellis 77 97° Morales 77 100° Barbati 47 100° Calcaterra 47 100° Casalanguida 47 100° Oskar 47 104° Resinanti 46,5 104° Vicari 46,5 106° Arduini 33 107° Alessandrini 32 107° Di Gennaro 32 107° Romeo 32 107° Vinci 32 111° Bianchini 24 111° Dall'Agnol 24 113° Filippucci 20 113° Orlandi 20 115° Sforza 8 Vince per la prima volta, grazie al nuovo Maxi Dylan invernale, Corrado Roi che quest’anno stabilisce anche il suo record personale, quasi raddoppiando la sua precedente miglior performance che era di 388,5 tavole, che gli valse il terzo posto nel 1989. Quello di Roi è il decimo miglior risultato annuale di tutti i tempi in casa Bonelli; era dal 1999, quando si impose Marcello con 790 tavole che non venivano pubblicate in un solo anno più di settecento pagine di un singolo disegnatore. Record anche per Marcello Mangiantini, che finora aveva un personale di 254 tavole (2009), Germano Bonazzi, il cui personal best era di 378 pagine (1998), Rubini, Andreucci e, ovviamente, Ginostatis, solo per rimanere tra i primi 10. A proposito di Top Ten: al contrario della classifica degli sceneggiatori, in questa graduatoria non c’è nessuno che è riuscito a riconquistarla a un anno di distanza. Si interrompe quindi la striscia positiva di Di Clemente, presente tra i primi dieci da quattro anni consecutivi. Fanno per la prima volta capolino nella Top Ten, Mangiantini e l’esordiente Ginostatis. I veterani sono invece Ortiz e Roi alla settima presenza tra i dieci più prolifici dell’anno. Il record di presenze consecutive in classifica è di Freghieri al 27° anno di pubblicazione senza interruzioni, seguito da Montanari&Grassani a 26 anni, Piccatto a 25 e Brindisi a 22. Si interrompono invece le strisce positive di Ramella, che manca dalla graduatoria dopo 23 anni di ininterrotta presenza, e di Di Clemente assente dopo 14 anni. Segnaliamo Gallieno Ferri e Giovanni Ticci rispettivamente alla 49a e 43a presenza in classifica. Gli esordienti ai pennelli sono stati sette più uno: Danubio, Ginostatis e Gomez su Tex, Fortunato e Scibilia su Dampyr, Casalanguida su Natah Never, Sforza su Martin Mystère e Aldo Di Gennaro su Dylan Dog, quest’ultimo, all’esordio come disegnatore, non è certo un nome nuovo in Via Buonarroti, visto che da anni illustra le pagine della collana almanacchi.   I copertinisti Ventiquattro sono gli illustratori chiamate a disegnare le 153 cover inedite dell’anno; oltre ai 137 albi infatti vantano cover inedite le due “grandi ristampe”, il super book di Dylan Dog e l’allegato allo speciale estivo di Martin Mystère. 1° De Angelis 18 cover  1° Villa 18 3° Ferri 17 3° Stano 17 5° Riboldi 14 6° Poli 11 7° Soldi 10 8° Alessandrini 9 8° Bertolini 9 10° Rotundo 7 11° Roi 6 12° Mastantuono 3 13° Enoch 2 13° Spadoni 2 13° Zuccheri 2 16° Bonazzi 1 16° Celoni 1 16° Cestaro Bros. 1 16° Diso 1 16° Filippucci 1 16° Gomez 1 16° Garcia-Seijas 1 16° Simeoni G. 1 L’accoppiata Villa-De Angelis si ripropone in vetta alla classifica con una cover in più rispetto al 2010. Per Villa si tratta della quattordicesima vittoria, l’ottava ex-aequo, la settima consecutiva. Per De Angelis È la quinta affermazione. Per Spadoni, Cestaro Bros., Gomez e Garcia-Seijas si tratta dell’esordio come copertinisti in casa editrice. Simeoni e Bonazzi, entrambi alla loro quarta cover, sono al ritorno dopo qualche anno di assenza.   I personaggi Come già previsto lo scorso anno, numeri da record per I personaggi bonelliani nel 2011. 1° Dylan Dog 2438 tavole 19 albi 2° Tex 2340 17 3° Zagor 2182 17 4° Nathan Never 2006 17 5° Julia 1606 13 6° Dampyr 1570 14 7° Martin MystÈre 1146 8 8° Cassidy 940 10 9° Brendon 724 7 10° Agenzia Alfa 597 2 11° Romanzi Bonelli 552 2 12° Universo Alfa 340 2 13° Shanghai Devil 282 3 14° Lilith 250 2 15° Brad Barron 238 1 16° Demian 222 1 17° Asteroide Argo 154 1 17° Storie da Altrove 154 1 19° MM Presenta 48 0 Ognuno dei primi quattro batte il proprio record personale annuale, il quinto e il sesto lo eguagliano. I tre personaggi sul podio battono tutti il record assoluto in un solo anno, detenuto dal 2010 da Dylan Dog con 2156 tavole. L’asticella si è alzata, ma il recordman è sempre l’Indagatore dell’Incubo, di cui sono state pubblicate quest’anno 2438 tavole. Tex intanto si riprende la seconda piazza, lo scorso anno conquistata a sorpresa da Zagor. Per Dylan Dog si tratta della sesta vittoria, la quinta consecutiva. Si tratta di record anche per quanto riguarda gli albi: mai 19 volumi inediti dedicati ad un unico personaggio in un solo anno. Da segnalare anche che Nathan Never con tutte le sue “costole” totalizza 3097 tavole in soli 12 mesi: un altro primato.   Altri numeri Il 2011 registra anche il record dei fuoriserie: ben 36 gli albi speciali (battuti i 31 del 2009 e 2010), per un totale di 6933 tavole pubblicate su albi speciali, quasi novecento in più del precedente primato (6058 nel 2009). Per il terzo anno consecutivo il più prolifico sceneggiatore di albi extra è Vietti, che con le sue 1068 tavole fuoriserie, polverizza il precedente record annuale detenuto da Burattini con le 892 tavole “speciali” del 2007. Mangiantini con le sue 446 pagine vince di misura (4 tavole), su Roi la classifica dei disegnatori, mancando di 30 tavole il record assoluto di pagine speciali disegnate in un solo anno, ancora nelle mani di Walter Venturi che lo ha stabilito nel 2009. Parlando della classifica generale segnaliamo tra gli sceneggiatori che Boselli ha scavalcato nel corso dell’anno Castelli portandosi al quarto posto assoluto; una posizione l’hanno guadagnata anche Vietti (12° ai danni di Sclavi) e Ruju (14°, superando D’Antonio). Entra tra i primi venti, al 19° posto, Vigna, che negli ultimi dodici mesi ha oltrepassato Toninelli e Memola. Pochi movimenti tra i disegnatori: segnaliamo Roi che grazie all’exploit di quest’anno guadagna due posizioni salendo al 16° posto assoluto, una posizione guadagnata da Chiarolla (da 20° a 19°) e doppio passo in avanti per Ortiz che si guadagna la top 20 (da 22° a 20°) scalzando momentaneamente Civitelli. Su Nathan Never nel 2011 Bonazzi è tornato ad essere il più prolifico disegnatore del personaggio, rispondendo con le sue 542 tavole di quest’anno alle 501 di Di Clemente del 2010, che lo avevano portato per qualche mese in testa alla graduatoria dei disegnatori dell’Agente Alfa. La classifica degli anni ’10 (che per il momento comprende solo il 2010 e 2011) vede tra gli sceneggiatori in testa Boselli (3713 tavole), seguito da Ruju (3048), Vietti (2686), Burattini (1740) e Mignacco (1702). Tra i disegnatori per ora prevale Roi (978 tavole), seguito da Diso (836), Mangiantini (790), Bonazzi (636) e la coppia Freghieri-Baggi (602 ciascuno). Per il 2011 è tutto. Ci risentiamo nel 2012 dove non mancheranno le occasioni, come i 30 anni di Martin Mystére, per dare un po’ di numeri. *Articolo pubblicato originariamente sul blog di Moreno Burattini.

Off Topic

 

Autori: Fumetto d'Autore ti intervista? Finisci nella lista nera di Roberto Recchioni

Una nuova recchionata contro il nostro sito: «chi concede un'intervista a Fumetto d'Autore, si divide in due categorie: l'autore inconsapevole, che sono la piaga del nostro settore, e il collaborazionista consapevole, che deve morire». di Alessandro Bottero Ultimamente noto una sempre crescente ostilità verso Fumetto d’Autore da parte di personaggi ben precisi del mondo del fumetto. E non so spiegarmi il perché, visto che gli stessi che invocano censure, ostracismo, o altre misure “correttive” nei nostri confronti, poi sono i primi a riempirsi la bocca di democrazia, “occupy qualcosa”, e mille altri modi fighetti di sembrare democratici e contro i poteri forti. Vabbé, il gioco del “faccio il bullo con chi non può darmi un posto di lavoro, e sono  ossequioso con chi invece me lo può dare” l’ho visto fare talmente tante volte che non mi stupisce più. Al massimo mi fa sorridere chi ci casca. L’ultimo esempio di questo atteggiamento è la seguente perla scritta in un forum da Roberto Recchioni, a proposito di chi concede interviste a Fumetto d’Autore. «Che poi, per me, ormai chi concede un'intervista a Faccia di Astrubale, si divide in due categorie: l'autore inconsapevole, che sono la piaga del nostro settore, e il collaborazionista consapevole, che deve morire.In sostanza, per è diventata una specie di lista nera.» tanto per capire quando Recchioni dice “Faccia di Asdrubale”, si riferisce a Fumetto d’Autore, solo che (furbetto) per non citarci, lui ed altri coraggiosi, preferiscono giocare con le iniziali del sito, storpiandone il nome volutamente. Ora, dopo aver letto queste parole mi sono incuriosito, ed ho buttato giù una lista degli autori ed editori che abbiamo intervistato. I risultati sono interessanti. Spero che possano servire anche  a Recchioni, visto che sono sicuro che conosce gran parte di queste persone, ed anzi, con alcune lavora o ci ha lavorato (ad esempio Andrea Voglino, per Gang Bang). Sono tutti collaborazionisti consapevoli, che devono morire? Chi glielo dice a questi 60 e più tra autori e addetti ai lavori che sono nella lista nera di Roberto Recchioni? PS. Qualcuno potrebbe chiedersi “ma perché sprecate spazio e tempo a parlare di queste cose?” La risposta è semplice: perché è giusto che queste cose si sappiano, e perché aiutano a capire meglio il mondo del fumetto e le persone che lo compongono. Anche perché non stiamo affatto “rimestando nel torbido”, ma solamente dando il giusto risalto a parole pronunciate in un luogo ad accesso pubblico. La Lista Nera Rosario Raho Fabrizio Mazzotta Luigi Siniscalchi Naima Morelli Marco Checchetto Moreno Dinisio Gianluca Cestaro Raul Cestaro Emilio Lecce Matteo Bussola Enzo Troiano Paola Barbato Chiara Mognetti (Emmetre) Fabrizio Galliccia (disegnatore di John Doe) Antonello Dalena Lorenzo Bartoli (cocreatore e sceneggiatore di John Doe) Filippo Biagioli Michela Tufano Simone Brusca Tina Valentino Andrea Nucci Silvia Ziche Pasquale Qualano Leo Ortolani Andrea Plazzi (Panini) Jamie Rodriguez (Planeta) Andrea Mazzotta (Nicola Pesce Editore) Elia Bonetti Paolo Falcone Pasquale Ruggiero (Magic Press) Dario Mattaliano Salvatore Primiceri Dario Gulli (Star Comics, Funfactory) Roberto Recchioni (!) Federico Memola Pasquale Ruju Alessio Riolo (Etna Comics) Antonio Scuzzarella (001 Edizioni) Maurizio Rosenzweig (disegnatore di John Doe) Giuliano Monni (GG Studio) Andrea Voglino Guido Ostanel (Becco Giallo) Federico Zaghis (Becco Giallo) Roberto Alfatti Appetiti Michele Foschini (Bao Publishing) Davide Caci Max Brighel (Panini) Davide Castellazzi Carlo Cavazzoni Andrea Aromatico Mario Taccolini (Arcadia Edizioni) Antonio Mannoni (7Age) Andrea Ciccarelli (Salda Press)
Back News Eventi Fullcomics e Mantova Comics cancellate da Wikipedia

Fullcomics e Mantova Comics cancellate da Wikipedia

  • PDF

fullcomics2010[28/07/2010] » La motivazione: "Fiere recenti e come tante altre"

Non abbiamo fatto in tempo a riferirvi degli ultimi rumors sulla prossima edizione di Fullcomics che ecco che succede quello che non ti aspetti. Ma prima un breve salto indietro d'archivio. Agli inizi di marzo Alfredo Goffredi, in un articolo pubblicato sul blog Comics&Co. di Repubblica.it, edizione di Parma (di cui abbiamo parlato anche in questo editoriale) sosteneva che Fullcomics e Mantova Comics "di fatto non sono che alcune delle tante Lucca Comics in miniatura" ed esaltava la "nobiltà" del festival Bilbolbul. Qualcuno avrebbe potuto parafrasare la definizione data di Fullcomics e Mantova Comics anche in "fiere come tante altre". Succede che, qualche mese dopo, in questi giorni, apprendiamo da una segnalazione di Salvatore Primiceri (che ci invia anche un articolo dove ci racconta tutti i retroscena) che le voci di Fullcomics e di Mantova Comics di Wikipedia sono state cancellate da tal "Sbazzone", moderatore della libera enciclopedia on line in versione italiana. Ed è così libera Wikipedia da permettere ad unoqualsiasi di cancellare dalla sera alla mattina due eventi fieristici del mondo del fumetto con una storia ormailunga e consolidata e migliaia di visitatori all'attivo, eventi che hanno ospitato il meglio degli autori del fumetto italiano e internazionale. La motivazione addotta dallo Sbazzone per le due cancellazioni? "Fiera recente e come tante altre". Non che tra l'articolo di Goffredi e la cancellazione dello Sbazzone ci sia una diretta correlazione,  ci mancherebbe, infatti sembra che su tutta la categoria "Fiere del Fumetto" di Wikipedia sia in corso una sorta di revisione. Così la voce inerente al festival Bilbolbul è definita come "non neutrale per toni propagandistici", mentre la voce Fiumettopoli, manifestazione che si svolge a Fiume Veneto dal 2000, sembra essere passata indenne al probabile controllo dello Sbazzone di turno. Il paradosso che più risalta all'occhio è che nonostante i due eventi fieristici siano stati cancellati per la loro scarsa rilevanza, ne rimangano riferimenti su tutti le voci dedicate a coloro che a vario titolo hanno preso parte ai due eventi nelle loro varie edizioni. Il caso più eclatante è quello del cantante Luciano Ligabue che ha preso parte a Mantova Comics nel 2008 con l'adattamento a fumetti de "La neve se ne frega". Cosa accadrà adesso? Il moderatore "Sbazzone", aiutato forse da altri Sbazzoni come lui, continuerà nella sua opera intervenendo anche sulle voci di tutti coloro che hanno preso parte a Mantova Comics e a Fullcomics per completare l'opera di cancellazione di due "fiere recenti e come tante altre" oppure si riuscirà a fare ripristinare le due voci sulla libera enciclopedia del web grazie a qualche moderatore di buon senso (che magari leggerà da qui quanto accaduto e se ne occuperà)? Negli ultimi mesi attorno a Wikipedia sono sorte diverse polemiche riguardanti proprio il metro di giudizio dei moderatori che si occupano di controllare e approvare le voci e di come sarebbe possibile "taroccarle".

L'articolo inviatoci da Salvatore Primiceri potete leggerlo QUI.

Comments

avatar Valenti
0
 
 
ricorda quello che succede nel libro e film Grande Fratello di George Orwell..dove si cancellava la memoria collettiva...negando, da un giorno all'altro, interi avvenimenti.... "siamo in guerra con l'eurasia" "no, l'Eurasia è sempre stata nostra alleata siamo in guerra con l'Oceania"
avatar Skull
0
 
 
Ma pensa te... certa gente ha davvero troppo tempo libero.
avatar contedicagliostro
0
 
 
Lo "Sbazzone" non si ferma. Nelle ultime ore ha proposto per la cancellazione Fumettopoli e sollevato il dubbio di enciclopedicità per Fiumettopoli. Insomma siamo in piena "retcon". o_O Alla fine di questo repulisti sono curioso di capire secondo codesto illuminato quali sono le fiere degne dell'enciclopedicità.
avatar contedicagliostro
0
 
 
Aggiornamento da Wikipedia. Fumettopoli é stata cancellata. E' stata reinserita Cartoon Club mentre per Mantova Comics sembra sia fallito il secondo tentativo di mediazione. Il vangelo delle fiere dei fumetti secondo Sbazzone continua...

avatar contedicagliostro
0
 
 
La stessa discussione si ripete qui:
http://www.sonicbands.it/fumetti/486087-wikipedia-sta-eliminando-le-voci-dedicate-alle-fiere-del-fumetto-anche-bilbolbul-rischia-la-cancellazione-2.html

Ma se chi tra lo staff di wikipedia.sta cercando delle fonti attendibili per ripristinare la voce di fullcomics può trovarle qui:
http://www.fumettodautore.com/eventi/fullcomics-2010

Se ti prendi la briga di confutare (lontano da questi lidi, ovviamente...) il nostro articolo vuol dire che vuoi smontare l'attendibilità di quanto sosteniamo, allora diventiamo conseguentemente fonte attendibile per le voci di Wikipedia, o no? :)

Aggiungo una cosa. Mi colpisce l'intervento di Daniele Tomasi, che nel mondo del fumetto è un piccolissimoi editore. Nel suo intervento Tomasi dice sostanzialmente di trovarsi concorde con quanto sta succedendo su wikipedia. Eppure lui una edizione di Fullcomics l'ha fatta, esattamente la prima di Piacenza. Quindi lui concorda sul fatto che venga cancellata una voce di un evento a cui lui stesso a partecipato? Ma perchè come fonte non porta la sua esperienza diretta di editore? Ma sicuramente ho capito male io, come al solito del resto. :))
avatar contedicagliostro
0
 
 
Nuovo aggiornamento da Wikipedia. Sbazzone non ha accettato le modifiche alla voce Bilbolbul e ha espulso da wikipedia l'utente che aveva provato a riscrivere la voce in maniera neutrale e correlata da fonti esterne. Dopo aver espulso l'utente, Sbazzone ha cancellato le modifiche e riproposto Bilbolbul per la cancellazione. Idem su Fiumettopoli. Credo che a questo punto lo staff di wikipedia invece di fare quadrato attorno al "sistema" dovrebbe iniziare seriamente a prendere in considerazione l'ipotesi di prendere dei provvedimenti disciplinari contro questo Sbazzone. Se non bastano questi ultimi avvenimenti per capire che siamo davanti alla gestione personalistica della libera enciclopedia on line, cosa manca ancora?
avatar iops
0
 
 
ma la piantate di rosicare? Quali provvedimenti? da quanto si vede l'utente ha richiesto una cancellazione come ne capitano a decine ogni giorno, la comunità non si è opposta e le voci sono state cancellate, mica è un diritto comparire su wikipedia, se non siete rilevanti per le loro regole è inutile che ve la prendiate con l'uomo, ma ci arrivate? la cancellazione l'ha "validata" la comunità, nessuno si è opposto.
avatar contedicagliostro
0
 
 
A volte dimentico che riportare una notizia e dare la propria opinione su questa è sinonimo di rosicare in certi ambienti democraticidel web. Scusami.

Se la comunità avalla le operazioni di "pulizia" culturale dello Sbazzone si potrebbe anche concludere che in comunità non avete nemmeno un esperto di fiere del fumetto. Forse sarebbe il caso che la comunità ne trovi uno. Non è che se una cancellazione l'ha validata la comunità vuol dire che allora è giusta, si potrebbe dare il caso infatti che all'interno della comunità non esista sufficente "know how" specifico e che quindi si avalli la cancellazione della voce per assenza di competenza. Forse prima di far continuare a Sbazzone il repulisti sarebbe il caso che la comunità chiedesse il parere di un esperto, visto che state cancellando voci di fiere che sommate fanno quasi 1 milione di visitatori l'anno e centinai di ospiti e mostre. E questa, se permetti, è l'opinione personale di uno che le fiere in questione se le è fatte tutte da espositore e non da visitatore o da wiki-illumninato-che-sa-cosa-è-enciclopedico-e-cosa-no.
Come vedi quello che voleva essere la difesa dello Sbazzone, ovvero il benestare della comunità, si trasforma in una critica ancora più profonda al "sistema" wikipedia, che se è vero che non è un diritto comparirvi, allo stesso modo non è un sistema infallibile e perfetto.

ps: Quando vai da qualche a parte a difendere le regole di wikipedia, sarebbe indice di buona netiquette farlo seguendo le regole del posto dove intervieni, o no? (è una domanda retorica, ovviamente...). Grazie della collaborazione.
pps: Io non sono Salvatore Primiceri, tu invece quale Sbazzone sei?
avatar iops
0
 
 
Ma non sara giusta per te! Le regole sono state rispettate, è inutile lamentarsi! Se la comunità non ha ritenuto rilevante la rassegnaper le regole di wikipedia basta! Senza contare che l'autore della voce aveva creato un'utenza finta per darsi ragione per cercare di non far cancellare la voce! E si chiama alterazione del consenso, che viola le regole di wikipedia. Comparire su wikipedia non è un diritto, wikipedia non è obbligatoria, senza contare l'evidente conflitto d'interessi che mostra quanto scritto nella lettera, ovvero che si cerca di farsi pubblicità a se stessi! E poi si parla di censura se si rispettano le regole della comunità! Questo si chiama rosicare, se non si è enciclopedici fatevene una ragione. La pagina su salvatore è stata cancellata 3 volte http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Salvatore_Primiceri&action=edit&redlink=1 perchè palesemente non enciclopedica!
avatar contedicagliostro
0
 
 
Dalle tue parole sembra che così come non è obbligatorio comparire su Wikipedia, allo stesso modo non esista il diritto di critica a Wikipedia perchè se una cosa è avallata dalla Comunità non può essere contestata.

Prendo atto dell'idea di comunità e democrazia che traspare dai tuoi interventi, ma non credo che questa idea sia aderente con quella effettiva di wikipedia. Le tue continue sottolineature sul fatto che si starebbe rosicando, quando qui si parla di conoscere le fiere come addetti ai lavori e che sono enciclopedicamente documentabili, rende bene l'idea di che uso se ne voglia fare di wikipedia da parte di alcuni. Non credo che Wikipedia e il libero sapere abbiano bisogno di questo tipo di persone.

Qui non c'è una campagna a favore di fullcomics o di mantova comics, ma a favore di tutte le fiere del fumetto di cui nessuna va cancellate da Wikipedia perchè la loro enciclopedicità è fuori di dubbio.

Il fatto di riportare la cancellazione della voce inerente l'organizzatore di fullcomics, che è successiva alla cancellazione della voce inerente alla fiera che organizza, prova maggiormente che qualcosa non funziona nel metodo che si sta utilizzando. Messa come la metti tu, sembra un' operazione di "pulizia" profonda, rivolta soprattutto a chi ha osato protestare contro il "sistema" wikipedia. Una sorta di "punizione" per avere osato infrangere le regole. Il prossimo passo qual'è? Cercare tutte le voci modificate su Wikipedia da Salvatore Primiceri, se ce ne sono, ed eliminarle? Poi? Gli chiederete l'album delle foto di famiglia? (è una battuta...)

A proposito delle regole di questo sito invece. Qui esiste una premoderazione. Quando inserisci un commento devi attendere che venga visionato dall'amministrazione e in caso approvato. Non è permesso inserire lo stesso commento più volte.

Ribadisco, sarebbe il caso di rispettare le regole del luogo dove si vanno a difendere altre regole.

Secondo e ultimo avvertimento che un difensore delle regole non avrebbe dovuto nemmeno prendere... :)
avatar contedicagliostro
0
 
 
Aggiornamento da wikipedia: Sbazzone invitato a intervenire pubblicamente su Fumetto D'Autore ha espulso l'utente da wikipedia che gli ha fatto tale richiesta e inserito una dichiarazione sulla sua pagina così recitante:
"Siete pregati di non venire a lamentarvi per la cancellazione del vostro Curriculum Vitae o della vostra pagina non enciclopedica per decisione della comunità o per cancellazione immediata. Potrei non gradire, grazie".

Un' estate davvero "sbazzona"... in cui non bisogna lamentarsi della decisione della Comunità Sbazzona, perchè il singolo Sbazzone potrebbe non gradire... perchè anche le formiche nel loro piccolo si incazzano (cit.).

Diciamo che dopo questa dichiarazione non c'è più molto da aggiungere sulla vicenda. Sono solo curioso di vedere alla fine della cura Sbazzone cosa (e come) rimarrà delle voci delle fiere del fumetto su wikipedia...

avatar salvatore
0
 
 
Salve a tutti. Per invitare sbazzone a parlarne qui mi sono ri-registrato per la settima volta su wikipedia. Su wikipedia ci andavo, a tempo perso, ogni tanto, da qualche anno, promettendomi di contribuire sempre di più in quanto ritenevo di poter dare dei contributi importanti su diverse voci nel campo culturale, musicale e dei fumetti. Ammetto che la conoscenza non approfondita delle regole di wikipedia (onestamente complesse per un principiante) e che solo ultimamente, soprattutto nella stesura delle voci, ho compreso meglio, può avermi fatto sbagliare qualcosa nella forma ma non nella sostanza. Non ho mai infatti pensato di inserire voci per scopi personali o promozionali, né mi sono mai permesso di giocare con wikipedia a inserire cose sbagliate, inventate o prive di notorietà. A me si deve la presenza di voci come Paco Roca, Mauro Cao, Ivan Zoni, Sergio Badino, Cartoon Club, Lele Vianello, Guido Fuga, Festival del Diritto e altre ancora. Si tratta di un piccolo contributo ma fatto lealmente.
Per quanto riguarda Fullcomics (di cui sono uno degli ideatori ma l'organizzazione é affidata ad una società) non ritengo assolutamente di dover rosicare una cancellazione da wikipedia. Riesco a dare visibilità alle cose a cui collaboro senza bisogno di wikipedia quindi il problema é un altro. La mia intenzione era solo quella di contribuire ad una discussione in quanto in questo caso le regole di wikipedia si sono scontrate con alcune evidenti contraddizioni. Le voci Fullcomics, Mantova Comics, Bilbolbul e altre infatti avevano forse solo il difetto a mio avviso di essere state scritte molto tempo fa (e non sono io l'autore di nessuna tranne che in parte Fullcomics e Cartoon Club) e da utenti che non hanno rispettato involontariamente la forma corretta della neutralità e dell'indicazione delle fonti esterne. Ma sul valore enciclopedico delle iniziative non vi sono dubbi, anzi. In Italia esistono circa una cinquantina di fiere di fumetto e se vogliamo tutte hanno una loro caratterizzazione importante. Sul piano nazionale però ne sono conosciute 10/15 che per completezza, nel momento in cui si decide di creare una categoria Fiere del Fumetto, andrebbero inserite tutte. Bastava che anziché proporre la cancellazione si discutesse su come migliorare le voci e andare a cercare fonti sul web di facilissima reperibilità. Io stesso ho tentato di riscrivere Mantova e Bilbolbul ma sono state ricancellate perché la burocrazia wikipediana impedisce a un clone di scrivere e per varie clausole sulle voci cancellate e riproposte. Ecco quello che io nel mio articolo segnalo non é il problema in sé della cancellazione quanto il fatto della mancata discussione e del fatto che da parte di sbazzone non c'é stato alcun tentativo di rendere la categoria Fiere del Fumetto completa e migliorata, anzi. Una motivazione del tipo: "fiera recente e come tante altre" é scarsamente qualificante per wikipedia e per la comunità che ci lavora dietro. "Recente" non va bene perché la giovane età di una manifestazione non significa automaticamente che non abbia assunto valore e importanza; "come tante altre", infine, non significa nulla in quanto potrebbe essere anche un valore positivo che un evento si assomigli ad altri analoghi.
avatar iops
0
 
 
Ma chi lo conosce sto sbazzone? Ha fatto bene a inserire quell'avviso, visto che a quanto pare gli rompono i cosiddetti in tanti, il cui unico obiettivo è farsi pubblicità! E poi secondo me ha ragione, se la voce non è enciclopedica per uno dei motivi scritti potete pure non rompergli i cosidetti... Per quanto dici sopra, non so cosa dirti, prenditela con la comunità di wikipedia che nell'insieme ha avallato la proposta, mica con il singolo. Criticala pure, ma le regole sono state rispettate e la voce non è stata ritenuta enciclopedica, fine, venire qui a parlare di censura ed abuso è aberrante, wikipedia non è obbligatoria e comparirci non è un diritto di nessuno. Wikipedia è libera ma non di metterci quello che vuoi, vedi pure http://it.wikipedia.org/wiki/Aiuto:Cosa_vuol_dire_%22libera%22%3F
avatar contedicagliostro
0
 
 
Insomma una forma di democrazia dove le responsabilità del singolo vengono scaricate sulla comunità. Interessante. Veramente interessante. Da riscriverci interi trattati di sociologia, ovviamente con l'avallo della comunità... :)
Grazie a Salvatore Primiceri per l'intervento. Al momento, da una parte abbiamo una persona che ci mette nome e cognome e si prende le sue responsabilità e dall'altra uno Sbazzone anonimo e qualsiasi che non vuole essere infastidito mentre porta a termine la sua missione enciclopedica divina, quella che la Dea Comunità gli affidato apparendogli dal monitor del pc di casa... :))
Mi si permetterà di fare almeno ironia su un illustre anonimo che una mattina, con la S di Sbazzone sul petto si è alzato e ha deciso che andava fatto ordine nelle voci delle fiere a fumetti...

ps: Iops, i bonus di infrazione delle regole qui li hai finiti, quindi è finito anche il tuo diritto di replica. Non te la prendere. E' la democrazia. :D
avatar contedicagliostro
0
 
 
Attenzione! Sbazzone sotto inchiesta di Amministratori di Wikipedia? Sembrerebbe di si... Qualcuno di questi amministratori ha anche ammesso che è stato un errore cancellare Mantova Comics? C'è dunque vita sul pianeta marte? Restate sintonizzati su Discovery Channel... L'estate sbazzona continua...
avatar elisabetta
0
 
 
ancora sta storia? da utente di wikipedia non posso far altro che ripetere che wikipedia non è obbligatoria, che se non vi vanno bene le regole di wikipedia prendetevela con le regole di wikipedia non con chi le rispetta al contrario di altri utenti bloccato infinito. La storia della missione è evidente che sia un vaneggiamento pieno di "rosic", dal sapore di voce autopromozionale cancellata perchè non rilevante per nessuno, a meno per se stessi...creata con l'obiettivo unico di farsi pubblicità, non rilevante neanche per comparire su wikipedia... ah i pokemon sono enciclopedici.

volete riportare questo messaggio o dovete censurarmi perchè vi rode qualcosa?
Cordialmente, elisabetta borghi.
avatar Ricky
0
 
 
Anche se non esiste un diritto ad essere menzionati su wikipedia, esiste, quanto meno, un principio generale valevole per tutte le piattaforme che perseguono scopi simili ad essa: è, dunque, giocoforza concludere che le varie manifestazioni fumettistiche sparse per la penisola hanno tutte diritto ad essere menzionate da wikipedia. Non comprendo il motivo per cui, in questi giorni, vi sono state le cancellazioni. La cultura non si cancella, semmai si esalta perchè è grazie anche ad essa se la società compie un balzo in avanti verso il progresso.
avatar contedicagliostro
0
 
 
Scusa Elisabetta, anche dal tuo IP sembra che tu sia "iops", utente bloccato e bannato precedentemente per spamming e richiami ufficiali (codice S#004657).

Quindi fammi capire come funziona? Commetti anche tu qui la stessa infrazione che rimproveri su Wikipedia ad altri utenti? Cioè vieni bloccata per infrazioni al regolamento e poi ti vieni a registrare con un altro nick per continuare a perorare la versione puerile che ci si lamenta della cancellazione delle voci delle fiere perchè stiamo "rosicando"?

Interessante. Molto interessante. Sembrerebbe che quindi le regole che tanto strenuamente alcuni di voi wkipediani difendono quasi con commovente dogmatica poi non sono in grado di applicarle, precise e identiche, da altre parti.

In sociologia questo atteggiamento si chiama Elitarismo. Nell'Elitarismo possiamo anche includere l'atteggiamento di nascondere l'operato del singolo dietro la decisione plebiscitaria della comunità a cui il singolo appartiene, ovvero l'Elite.

Spero di essere stato abbastanza "enciclopedico" nella definizione. A causa del tuo multiaccounting, altra grave infrazione, non ti è concesso diritto di replica.

E' la democrazia, baby. ;)
avatar rireg
0
 
 
Quale spamming? Discutere è spamming? Ricky per le regole di wikipedia no, se non hanno una rilevanza enciclopedica.
avatar contedicagliostro
0
 
 
Approvo il tuo commento solo per fare capire ulteriormente (caso mai ce ne fosse bisogno) quanto tu ti riempa la bocca di rispetto delle regole e di enciclopedicità di wikipedia per poi rifiutarti categoricamente di rispettare le stesse regole che vorresti difendere.
Ovvero ti lamenti che un utente su wikipedia si sia registrato più volte per "darsi ragione" e poi tu ti registri qui più volte per "darti ragione". Tu non vuoi discutere, vuoi solo ripetere all'infinito un ritornello meccanico. Penso che di gente come te la libera enciclopedia di internet e la cultura in generale non abbiano bisogno. Spero che qualche "amministratore" di wikipedia passi di qua e veda come si comportano certi utenti, perchè non penso che l'immagine che wikipedia voglia dare di se come comunità sia quella che stai dando tu.
avatar Ricky
0
 
 
Già è abbastanza triste prendere atto che le voci relative ad alcune manifestazioni fumettistiche siano state cancellate da wikipedia. Ora, nel vano tentativo di giustificare quella che appare come una operazione non rispettosa dell'immagine che la stessa wikipedia si è costruita, si fa riferimento a presunte rilevanze "enciclopediche". Come ho detto in alcuni miei precedenti interventi, ho seguito questa vicenda da lontano, poichè so in quali condizioni versa attualmente il mondo del fumetto italiano non-Bonelli. Un mondo microscopico, diviso da invidie e rivalità personali, un mondo rissoso che sta precostituendo le condizioni della sua distruzione. Per questo motivo, sarebbe opportuno che gli amministratori di wikipedia rivedessero le loro decisioni e, anche se le voci relative alle manifestazioni fumettistiche non hanno o non avrebbero rilevanza enciclopedica, chiedo che una piccola eccezione venga fatta per evitare che il piccolo mondo del fumetto italiano non-Bonelli precipiti nel dimenticatio e nell'indifferenza della gente. E che, quindi, siano ripristinate al più presto le voci delle manifestazioni cancellate.
avatar contedicagliostro
0
 
 
Le fiere italiane dei fumetti sono voci da ritenere enciclopediche a prescindere da astruse categorizzazioni editoriali. Qui non si sta difendendo solo Fullcomics per fargli pubblicità, come qualcuno insinua, ma si sta difendendo la categoria delle fiere dei fumetti.
avatar Salvatore
0
 
 
Non capisco. La signora Elisabetta Borghi viene su FdA a cercare di convincerci che la voce Fullcomics (insieme ad altre) stava su wikipedia per farsi pubblicità. Cioé ho capito bene????? Viene su FdA, una rivista fatta da professionisti del mondo del fumetto, letta da migliaia di appassionati, editori, autori, etc, tutta gente che Fullcomics la conosce bene e in gran parte vi partecipa da 7 anni, a raccontarci dei mirabolanti poteri promozionali di Wikipedia e dei cattivi vandali che volevano farsi pubblicità gratuita e che ora piangono o rosicano????? Ma chi vi credete di essere? Ma lo sa, signorina o signora, cosa vuol dire organizzare un evento di settore affermato e conosciuto da anni in tutta Italia? Forse ci ha scambiato per la fieretta del polpo fritto nel paesino sperduto e per il relativo comitato organizzatore che si crea la pagina su wikipedia per elevarsi ad un'importanza che non ha? Ma poi chi ci dice che stare su Wikipedia dia importanza? Fullcomics é stata appoggiata da sempre da tante istituzioni (province, regioni, comuni, camere di commercio e università), ha ospitato nomi di fama mondiale e non ha bisogno di dimostrare nulla a nessuno né ha il bisogno di crearsi "escamotage" pubblicitari non professionali. Secondo lei, cara Elisabetta, qualcuno qui ha bisogno di wikipedia per farsi conoscere? Vuole che le spedisco a casa la rassegna stampa di tutto il lavoro svolto da 15 anni a questa parte? Piuttosto lei chi é e che fa nella vita oltre a saper smanettare al pc per tutto il giorno riempiendo di codci incomprensibili le bacheche degli utenti di wikipedia? E non dica che sono offensivo perché i suoi commenti e quelli fatti da sbazzone, quelli si che sono irrispettosi del lavoro degli altri. Qui nessuno rosica, abbiamo posto solo un problema di DEMOCRATICITA' E OBIETTIVITA' del vostro modo di gestire Wikipedia e vi guardate bene dal rispondere nel merito. Dispiace infatti sentire parole come "non rilevante per nessuno". Se wikipedia ha ritenuto la voce non enciclopedica non sarà stata rilevante per wikipedia ma dire per nessuno é un'estensione inaccettabile perché invadente del libero pensiero altrui e offensiva della storia e del lavoro delle persone. Riteniamo inoltre un affronto gravissimo quello di chiedere la cancellazione da wikipedia anche della voce riguardante uno degli autori della manifestazione, il fumettista Ivan Zoni. Anche qui se la voce non risponde ai requisiti minimi per stare su wikipedia non é in se un problema ma lo diventa quando si leggono le motivazioni addotte: "rilevanza meno di minore, autore come tanti altri". Anche qui un utente di wikipedia si é permesso di offendere mancando di rispetto un autore e un professionista apprezzato nel suo campo di lavoro, indipendentemente dall'enciclopedicità o meno di wikipedia.
Per capire meglio cosa si intenda per "enciclopedicità" riporto alcune linee guida sull'enciclopedicità così come le descrive wikipedia nelle sue regole corredate da un mio breve commento:
1 - Se il contenuto di una voce fornisce informazioni autonome e rilevanti per chi si interessi dell'argomento, può essere generalmente definito enciclopedico. - quindi la storia di una manifestazione di settore di livello nazionale non é rilevante per chi si interessa dell'argomento?
2- Enciclopedicità non vuol dire necessariamente notorietà al grande pubblico, ma certamente vuol dire notorietà nel proprio campo, già acquisita prima di andare su Wikipedia. - bene e allora dove stava il problema per Fullcomics o Mantova Comics o Fumettopoli o Fiumettopoli.....)
3 - L'argomento dev'essere già trattato da fonti attendibili e indipendenti. - anche qui ce n'erano molte e motlissime altre si potevano reperire con estrema facilità.
4 - La rilevanza, di norma, dev'essere almeno a livello nazionale. Voci di interesse strettamente locale non vengono accettate, salvo meriti particolari. - una manifestazione conosciuta in tutta Italia che si é sviluppata in forma itinerante (Pavia, Piacenza, Sarzana...) non é nazionale?
avatar Ricky
0
 
 
Sono perfettamente d'accordo con te, Contedicagliostro. Il problema è che, secondo Rireg, le voci relative alle fiere fumettistiche non avrebbero queste caratteristiche. Non so sulla base di quali criteri si è giunti ad un tale conclusione, ma sarebbe opportuno che detti criteri fossero riveduti perchè l'esito a cui portano (la cancellazione delle fiere da wikipedia) non è accettabile.
avatar contedicagliostro
0
 
 
Quindi la simpatica Elisabetta è l'ufficio stampa di Sbazzone. Adesso è tutto chiaro. Quindi Sbazzone non riesce nemmeno a venire qui ad argomentare le sue tesi e manda avanti la simpatica Elisabetta a ripetere simpatici ritornelli inerenti rosicame vario e pubblicità occulta? No, dai. Non credo che persone che si comportano così hanno il "potere" di decidere cosa è enciclopedico e cosa no. Non ci voglio credere.
A tal proposito, ho scoperto una cosa eccezionale. Qualcuno anni fa, a mia insaputa., ha aperto una voce su wikipedia su di me. La voce contiene un dato sbagliato tra l'altro. Comunque. Ho scoperto adesso di averla e ho scoperto anche che il 28 luglio scorso, cioè il giorno della pubblicazione di questa news che apriva il caso, la voce che mi riguarda è stata proposta per la cancellazione.... !
Sembra quasi una cancellazione ad "orologeria"...

Quindi cosa hanno fatto gli Sbazzoni? Si sono andati a vedere nel "chi siamo" del sito chi ci collaborava hanno cercato l'esistenza delle voci su Wikipedia e poi hanno proposta la cancellazione?

Nahhhhhhhhh... non ci voglio credere... :)
Fai login (o iscriviti) per commentare questo articolo
Banner

Login

             |