Fumetto d'Autore

www.fumettodautore.com | Il Magazine della Nona Arte e dintorni | ISSN: 2037-6650 | Direttore: Alessandro Bottero

Venerdì 10 Settembre 2010
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locandina_bilbolbul[01/03/2010] » Dal 4 al 7 marzo 2010 a Bologna ritorna con la quarta edizione il Festival internazionale di fumetto

Al centro del Festival gli autori e il dialogo tra fumetto e le altre arti: ritorna Bilbolbul, il Festival internazionale di fumetto, con la quarta edizione, dal 4 al 7 marzo 2010 a Bologna.

Protagonisti della scena i numerosi autori nazionali e internazionali presenti al Festival con le loro opere, molte delle quali inedite in Italia. Punto di forza di BilBOlbul è riscoprire e approfondire attraverso una grande mostra e degli incontri tematici, l’opera di un maestro del fumetto contemporaneo, non ancora celebrato come merita, per le innovazioni linguistiche e la forza espressiva: la mostra antologica quest’anno è dedicata all’opera del francese David B. grande narratore e innovatore del fumetto d’Oltralpe.
Come già nelle scorse edizioni, il Festival presenterà ai visitatori un circuito di mostre allestite in musei, gallerie d’arte, circoli culturali, librerie, che prevedono il supporto e la collaborazione di realtà locali e internazionali in una sinergia di varie proposte di qualità, mentre fulcro del Festival sarà Piazza Coperta di SalaBorsa, dove sarà possibile incontrare gli artisti ospiti e, dal pomeriggio di giovedì 4 marzo, chiedere loro una dedica personale.
Sempre al Museo Civico Archeologico sarà allestita una mostra dedicata a Paolo Bacilieri e al suo mondo immaginativo, attraverso una chiave di lettura in grado di perlustrare stile e temi di uno dei maggiori autori italiani. Dalla Francia Emmanuel Guibert (presso la Cineteca di Bologna) e Marc Boutavant (Sala d'Ercole in Palazzo d'Accursio), l'uno autore de Il fotografo e de La guerra di Alan, l'altro di Mouk, coautori anche delle avventure dell'asinello Ariol, già diventato un cartone animato trasmesso alla televisione francese. Sempre dalla Francia Pierre La Police, illustratore e disegnatore la cui identità è avvolta dal mistero, alla Galleria Stamperia d'Arte Squadro.
Dall'Argentina il giovane Liniers, nuovo fenomeno delle strip, pubblicato settimanalmente in Italia sulle pagine di “Internazionale”, che realizzerà disegni inediti per la mostra presso l'Aemilia Hotel, mentre, sempre dagli Stati Uniti, ma originario di Israele, Koren Shadmi, fumettista e illustratore sulle pagine dei principali quotidiani e magazine americani, che metterà in mostra le proprie opere alla Galleria PivArte, e, per finire, dalla Svezia Joanna Hellgren, a cui sarà dedicata una mostra alla galleria RAM Hotel, dove esporrà disegni e le tavole dei suoi romanzi inediti nel nostro paese.
Oltre al già citato Bacilieri, tra gli italiani a cui Bilbolbul dedica una mostra, Lorenzo Mattotti, con le sue illustrazioni di paesaggi, Giacomo Monti, autore di incisive storie brevi per narrazione e contenuto, alla Galleria Nosadella Due, Marina Girardi, che esporrà le tavole di Kurden People, sua opera prima, presso la libreria Feltrinelli Ravegnana, Marco Ficarra all'Istituto Storico Parri con una mostra dedicata a Stalag XB, e Hannes Pasqualini, con tavole e bozzetti dal suo primo romanzo grafico Gietz, presso Camera a Sud.
Molto ricca quest’anno la sezione “Attorno al Festival”, con, tra le altre, esposizioni di Andrea Bruno, Laura Camelli, Davide Zucco, Squaz, Arianna Vairo, le riviste Two Fast Colour e GIUDA, Violetta Testacalda, la collettiva Art & Comics e Strane Dizioni (allo Zuni di Ferrara).
Si confermano, in linea con le precedenti edizioni, gli spazi promozionali per giovani artisti: anche quest’anno sarà allestita nell’Auditorium di SalaBorsa la mostra dedicata ai vincitori del concorso “The sound of Pixel”, indetto dal portare Flashfumetto.it, mentre presso le librerie.Coop Ambasciatori saranno esposte le tavole di Nancy Poltronieri e Cristina Portolano, prima e seconda classificata del concorso “Coop for Words”.
Presso la Sala d’Ercole in Palazzo d’Accursio, infine, ad affiancare le tavole di Ariol realizzate da Marco Boutavant, la mostra dedicata al concorso “Pronti, via! Viaggio al centro della terra” promosso da Provincia di Bologna Assessorato Cultura e Pari Opportunità e Emilbanca Credito Cooperativo. Il concorso ha coinvolto più di mille bambini delle scuole elementari e medie di Bologna e provincia a cui è stato chiesto di inventare ed elaborare a fumetti una storia di cui loro stessi siano i protagonisti, immaginando un viaggio in una terra fantastica con un mezzo di trasporto inventato da loro stessi.
Si conferma la collaborazione con la Cineteca di Bologna, tramite una speciale programmazione dedicata al rapporto fumetto e cinema nelle sue diverse forme, che verrà resa nota prossimamente, così come saranno annunciati a breve gli incontri che metteranno a confronto gli autori di fumetto con giornalisti, scrittori, critici, e che verteranno sui temi del raccontare l’Italia a fumetti e del reportage, tra cronaca familiare, diario di viaggio e metafora.

Per ulteriori informazioni: www.bilbolbul.net.

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La vignetta di Fd'A


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Giovedì, 09 Settembre 2010 23:57
Questa vignetta trae spunto da questa notizia. Le precedenti vignette della serie "In fumetteria" potete leggerle Altri...

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Spot News

 

Stati Generali del Fumetto: l'index di Fd'A

Claudio Stassi ha convocato una Tavola Rotonda di tutti gli autori al Museo del Fumetto di Lucca, i cosiddetti "Stati Generali del Fumetto" Luca Boschi sarà il moderatore dell'incontro. In rete, la notizia di questa iniziativa sta suscitando reazioni diverse e a volte discordanti. Fumetto d'Autore sta seguendo il dipanarsi del dibattito on line e per seguire al meglio il fil rouge dei vari interventi che si snocciolano tra siti, forum e blog, mette a disposizone degli utenti questa "guida" alle notizie apparse sul nostro magazine della nona arte e dintorni. Index delle notizie e degli approfondimenti (in ordine cronologico). Aggiornamento al 03/09/2010. // Convocati alla prossima Lucca gli stati generali dei fumettisti italiani? (News/Fumetti) [29/06/2010] » Nel blog di Michele Petrucci nasce una proposta di incontro tra gli autori per stabilire comuni linee guida nel rapporto professionale con gli editori. Tito Faraci: "Pensare che il mercato ... // Claudio Stassi convoca gli Stati Generali degli autori professionisti del fumetto (News/Eventi) ... gestirlo? Ma chi è il convocatore di questi "Stati Generali" degli autori professionisti del fumetto? Claudio Stassi è un disegnatore emergente palermitano, ancora non molto conosciuto al grande pubblico ... // Stati confusionali per gli Stati Generali degli Autori di fumetti (News/Fumetti) [10/08/2010] » Si consumano attorno alla prossima Lucca dissapori e confusioni del fumetto italiano. Facciamo il punto della situazione. Renato Genovese, direttore organizzativo di Lucca Comics ... // La crisi e il sistema fumetto: l'analisi di Mario Taccolini (Magazine/Critica d'Autore) ... un prezzo più alto, le quantità di venduto sarebbero esattamente le stesse. Adesso, mentre gli autori del fumetto italiano convocano i propri "Stati Generali" durante la prossima Lucca (le notizie inerenti ... // Lo Stato dell'Arte della piccola editoria italiana a fumetti (News/Fumetti) ... Claudio Stassi ha convocato gli Stati Generali degli autori di fumetti, che si incontreranno durante la prossima Lucca, per parlare del Contratto di lavoro con gli Editori del settore. Ma qual'è lo Stato ... // «Considerate la DOUbLe SHOt una sorta di "prima Image" degli anni 90» (News/Fumetti) ... si sta sviluppando in questi giorni sui forum e sui blog, non ha avuto pausa nemmeno a Ferragosto, segno che la discussione è molto sentita da entrambe le parti e che la convocazione degli Stati Generali ... // Stati Generali del fumetto: sì, vabbé, ma se poi alla fine sono tutti generali, e mancano gli eserciti? (News/Fumetti) ... o meglio ancora "un corsivo". L’estate 2010, in attesa della convocazione degli Stati Generali del Fumetto (che poi, vabbé….ma lo sa la  gente cosa è successo l’ultima volta che sono stati convocati ... // «Tenteremo di trovare le falle nel sistema editoriale e le sue difficoltà di mercato» (News/Eventi) [19/08/2010] » Stati Generali degli autori del fumetto italiano: con una nuova comunicazione "ufficiosa" sul suo blog Stassi puntualizza anche contro chi "getta fango" sulla tavola rotonda degli autori ... // ProGlo sulla questione del pagamento degli autori (News/Fumetti) ... dei pagamenti e delle condizioni contrattuali sollevata dalla convocazione degli Stati Generali degli autori del fumetto italiano, la tavola rotonda che avrà luogo presso il Museo del Fumetto, durante ... // L'Editoriale » Stati Generali del Fumetto: Una Modesta Proposta… (News/Editoriali) di Alessandro Bottero Una modesta proposta: per evitare che i fumetti pubblicati dagli editori Italiani poveri siano un peso per il Mercato o per il Paese, e per renderli un beneficio per la comunità ... // «Sviluppare una coscienza collettiva, fare gruppo e lavorare per il bene comune» (News/Eventi) [23/08/2010] » Stati Generali: parla Gianfranco Goria, sino a poco tempo fa impegnato nel SILF (CGIL), l'unico sindacato di categoria degli autori di fumetti: "c'è in giro gente del comicdom italico che, ... // Stati Generali del Fumetto: le opinioni di Ivo Milazzo, Marcello Toninelli e Diego Cajelli (News/Eventi) ... non si fa che parlare degli Stati Generali degli autori del fumetto convocati al Museo del Fumetto, durante la prossima Lucca Comics&Games. Ma il mondo del fumetto, il comicdom italiano, a volte ... // «Serve un convegno» (News/Eventi) [28/08/2010] » Stati Generali del Fumetto: Luca Boschi pubblica sul blog un intervento di Alessandro Bottero, il direttore di Fd'A. Sul suo blog, Luca Boschi, che sarà il moderatore della Tavola Rotonda ... // «Dubito delll'effettiva utilità di una tavola rotonda a cui non parteciperanno le vere forze produttive del fumetto in Italia» (News/Eventi) [02/09/2010] » Stati Generali del Fumetto: parla Roberto Recchioni. Quando attorno agli Stati Generali del Fumetto, che avevano tenuto banco sul web a fumetti nelle ultime settimane, sembrava essere ... // L'Editoriale » Stati Generali del Fumetto: ma allora conta chi dice le cose, non le cose che si dicono? (News/Editoriali) ... il fumettista. I cosiddetti Stati Generali degli autori del Fumetto. E torno a parlarci perché adesso è arrivato anche Roberto Recchioni a esprimere la sua opinione a riguardo. Ora, a scanso di equivoci ...

 

Eslcusiva » Jaime Rodriguez: todo mi Planeta

Ebbene sì. Ci siamo detti “Ma come mai si parla tanto di Planeta, di Alastor, di  Magic, di casini vari, e non si va direttamente alla fnte, per chiedere alla  PLANETA cosa stia succedendo?”, e così, detto fatto, ecco l’intervista a Jaime  Rodriguez, direttore editoriale di Planeta De Agostini, che ringraziamo per la gentilezza e la  disponibilità. Alastor, le edicole, le librerie, prodotti francesi, nuove iniziative editoriali, archivi, legine, e molte altre cose. L'intervista è stata condotta dal nostro direttore Alessandro Bottero in inglese e sono state riportate, oltre alla traduzione italiana, tutte le risposte così come sono state date da Jaime Rodriguez. Tutto questo, e molto altro, in un’intervista esclusiva realizzata da Fumetto d’Autore che potete leggere integralmente QUI.

Off Topic

 

Roberto Recchioni: l’oracolo infallibile del fumetto italiano.

di Giorgio Messina Incipit matematico: dal 14 settembre 2009 all’8 luglio 2010 su fumetto d’autore sono stati pubblicati 1390 articoli tra editoriali, news, interviste, articoli di approfondimento, recensioni e vignette. Gli editoriali e gli articoli scritti da Alessandro Bottero sono 73, quelli scritti dal sottoscritto sono 17, con quello che state leggendo. 73+17=90 1390-90=1300 Svolgimento (ovviamente stupido): L'altro ieri, 7 luglio 2010, apprendo dal blog di Roberto Recchioni.che io e Alessandro Bottero scriviamo “stupidaggini” su Fumetto d’Autore e questo è il motivo per cui il sito si troverebbe “nel pozzo”. Fuor di metafora, Recchioni però non argomenta riguardo al fatto che scriviamo stupidaggini. Il giudizio è secco, quasi tagliato con l'accetta, e il consiglio per risolvere il problema lo è ancora di più: “un passo indietro per farne dieci avanti”. Insomma per quello che noi (perché parafrasando Forrest Gump, stupido è chi cose stupide scrive…) “stupidi” possiamo capire, la rock star del fumetto italiano ci invita a stare zitti. Per Roberto noi non scriviamo nella nostra completa libertà e onestà intellettuale, argomentando le tesi sostenute con dati controllati, riscontrati e iscontrabili. Siamo faziosi, utilizziamo la retorica del perseguitato e siamo artatamente polemici.  Saltiamo rapidamente il fatto che accusare qualcuno di essere fazioso, cioè settario, e contemporaneamente accusarlo pure di usare la "retorica del perseguitato" è trascendere persino la figura retorica del chiasmo, travalicandone anche quello più ardito. Mettere insieme l'accusa di settarismo e quello di volere fare le vittime ad oltranza è volere a tutti costi incastrare insieme un mattoncino Lego e un mattoncino Tente. Ma va bene così. Lavorare e vivere con le parole, come fa Roberto Recchioni, non significa che bisogna necessariamente metterle in fila una dietro l’altra con una coerenza semantica. Così come la metafora del pozzo più essere intesa anche in un'altra maniera da noi “stupidi” (mortali). Il pozzo è anche immagine di risorse, non solo di isolamento, e come diceva Nanni Moretti, le parole sono importanti. Ma non per tutti. Men che meno per chi scrive stupidaggini. Nell’intevento di Roberto Recchioni, che non risparmia giudizi sia positivi che negativi su nessuno degli altri siti on line dedicati alla critica e all’informazione sul fumetto (ma a nessun altro viene fatto l’invito a "tirarsi indietro"…), c’è comunque una notizia e di quelle succose, di quelle che fanno tremare i polsi anche ai bloggher più incalliti. Roberto Recchioni ha compiuto un altro passo nella scala evolutiva della comunicazione on line. Si è definitivamente lasciato alle spalle lo status di rock star del fumetto italiano di cui sopra, e adesso è diventato "l’Oracolo infallibile del fumetto italiano". Lui sa. Non solo come si fa lo sceneggiatore. Non solo come si scrive Dylan Dog, John Doe o una miniserie a colori per Bonelli, (tra campi, controcampi, dida e chiusure di storie "alla Chiaverotti" ma con idee tutte postmoderne, sviluppate rigorosamente con l’ausilio di hardware con la mela dentro, forse per non sentirsi mai un estraneo in paradiso...). Lui sa tutto il resto. Sa chi siamo e come siamo. Conosce la vita, l’amore e le vacche, che riempiono questo piccolo mondo antico del fumetto. E ne è Oracolo infallibile, appunto. Perché lui non scrive stupidaggini. Per (auto)definizione. E noi siamo stupidi per (sua) definizione e dovremmo stare zitti. Oggi, 9 luglio 2010, invece a stare zitto è Roberto nostro. Sciopera. Aderisce alla campagna: “DIRE NO AL DDL ALFANO COL SILENZIO IN RETE USCIRE DAL SOMMERSO DIFFUSO E DAR MAGGIOR FORZA ALLA  PROTESTA CONTRO LA  LEGGE BAVAGLIO”. Dall’alto della stupidità riscontratami da Roberto Recchioni, io, stupido signor nessuno, notoria anima nera del fumetto italiano, penso che sia abbastanza stupido che prima si inviti qualcuno a stare zitto e poi il giorno appresso si aderisca alla protesta contro la cosiddetta “legge bavaglio”. Insomma, non vuoi il bavaglio ma inviti gli alti a metterselo da soli perché secondo te scrivono stupidaggini. Spero vivamente che a pensarla come me non sia nessuno dei nostri cari 500 lettori giornalieri (di media). Non vorrei mai che la mia stupidità si diffondesse tra di loro per la proprietà transitiva a cui nessuno di noi può sottrarsi. Forse nemmeno l’Oracolo del fumetto italiano. Chiusura (altrettanto stupida): Facendomi una ragione che scrivo solo stupidaggini, per esplicare meglio quello che penso a proposito del giudizio di Roberto Recchioni riguardante la mia persona, questo sito e ciò che vi scrivo, chiudo scusa al lettore se non mi inerpicherò oltre per manifesta stupidità e mi permetto di prendere in prestito una risposta di Maurizio Rosenzweig, tratta proprio da un’intervista di Fumetto d’Autore curato dal bravo Francesco Murrone. Se non sbaglio non hai ancora né un blog né un sito a te dedicati, come mai?ed inoltre cosa pensi di questo fenomeno (quello dei blog per l'appunto)? Mah...presto me ne farò uno, ma solo per metterci dei disegni. Vorrei evitare questa cosa che va tanto di moda nei blog di creare spazi di critica, per la maggior parte sterile, autoreferenziale  e portata avanti da individui senza gli strumenti necessari. Trovo orribile e da vigliacchi anche questo sentenziare sul lavoro e sugli errori di qualcuno senza metterci la faccia, perché sei certo che un bel pugno in faccia non te lo puoi prendere, se scrivi al sicuro nella tua cameretta. Poi, quando questi tizi si incontrano, ed ero presente, non si guardano neanche negli occhi e sono lì a cercare  tutti i modi per evitare di prendersi la responsabilità della loro malacreanza e molestia; facessero solo informazione, sarebbero utili...se creassero terreni di discussione sani e rispettosi, sarebbero un toccasana per la comunicazione, invece guarda ad esempio che è successo attorno a Luttazzi...e prima tutti lì leccargli gli slip e fargli monumenti; all’improvviso è diventato il peggio furfante della televisione...e intanto questi scaricano film e musica. Se lo meritano Avatar, ‘sti tizi, che è anche a causa loro che escono filmacci di quel tipo che con il loro vuoto pneumatico ammazzano il cinema di genere. Se tirassimo fuori i nomi di tutti quelli che hanno copiato qualcuno, non si salverebbe nessuno... Però se ne hai Blog interessanti da segnalarmi, ci vado. Al momento non ne seguo nessuno. Aspetta....ne ho due che mi piacciono: quello di Crippa, elegante come lui, e quello di Ponticelli. Trovo che sia molto onesto e pulito. Aspetto di vedere quello di Cremona, che sarà senz’altro figo. Gli altri mi sembrano solo tentativi di accumulare tesserati al proprio partito per dilatare ego che andrebbero in briciole, altrimenti. La foto a corredo d questo articolo ritrae Roberto Recchioni ed è tratta dal suo blog. Aggiornamento - 11/07/2010 Roberto Recchioni risponde così. Caro Roberto, voglio tranquillizzarti. Non me la sono presa per il tuo giudizio, nemmeno vedendo che nelle ultime ore che il mio nome ha fatto il giro di blog e forum accostato al giudizio che io scrivo stupidaggini. Con questo pezzo (ironico, come era ironico il decalogo del bravo editore di Bottero) ho esercitato il mio diritto di replica,  come hai fatto tu adesso,  però un consiglio, a questo punto, vorrei dartelo anche io, che come dici tu scrivo "stupidaggini" Fai un passo indietro dal dare patenti di stupidità e certificati di giornalismo. Sei  molto più bravo a fare lo sceneggiatore  di fumetti che l'Oracolo del fumetto italiano, ruolo che sembra sia ancora al di sopra delle tue possibilità attuali, e che porta anche te a scrivere "stupidaggini" e a rispondere ad un signor nessuno come me, con cui uno come te non ha alcun lustro da  guadagnarci nel farci polemica, potendo tu tenere testa a quelli che veramente contano nel panorama del fumetto italiano. Ma se proprio non ce la fai a sopportare le "stupidaggini" che scrivo, non è che sei obbligato a leggerle... così come non si è obbligati a fare l'editore o l'autore di fumetti o l'Oracolo del fumetto italiano. Pietra sopra. ps: Casomai tu non dovessi accettare il mio consiglio sono sicuro che il motivo per cui non lo accetti è lo stesso motivo per cui io non ho accettato il tuo.

Crtica d'Autore

 

Stati Generali del Fumetto: qualche verità inizia a filtrare...

Abbiamo scoperto che all’interno della casa editrice Beccogiallo autori diversi ricevevano trattamenti economici diversi.Non lo dico io, o mi baso su voci,. Mi baso sulle dichiarazioni pubbliche dei seguenti autori: Claudio Stassi, Alessandro di Virgilio, Leonardo Valenti.Ecco i testi: Claudio Stassi: “(..) Se dico che per i miei lavori sono sempre stato pagato vuol dire che sono sempre stato pagato. Anche da BeccoGiallo. Sia io che Di Gregorio".Fonte: http://stassiclaudio.blogspot.com/2010/09/le-colpe-dei-padri.html Alessandro di Virgilio: “A me è capitato di lavorare senza anticipo e solo con le royalites, ma è stata una scelta più che consapevole, dettata da fattori come la voglia di contribuire a ricordare cose passate (come la Grande Guerra) e cose , ahimè, troppo recenti (ThyssenKrupp) o di raccontare cose che, altrimenti, non avrei potuto.”Fonte: http://kinart.forumfree.it/?t=48763162&st=525 Leonardo Valenti: “(...) Ma a me non sono state offerte cifre tra i 1500 e i 4000 euro. Metto in campo due mie esperienze:BeccoGiallo - 0 anticipo, solo royaltiesEdizioni BD - 1000 euro (in due) e royalties un po' più alte”Fonte: https://www.blogger.com/comment.g?blogID=5063528252229615904&postID=16690699637767789Allora, chiariamo alcune cose….A differenza di cosa ha capito Ketty Formaggio sul suo forum, nessuno, qui a Fumetto d'Autore, mette in dubbio la verità di queste affermazioni.Io sono convinto che Claudio Stassi sia stato pagato da Beccogiallo e che quindi dica la verità e non sia ipocrita, così come sono convinto che Valenti e Di Virgilio NON siano stati pagati da Beccogiallo.E’ vero anche che ci risulta che per mesi Di Virgilio ha detto che invece era stato pagato, ma ammettiamo che ADESSO stia dicendo la verità.E chiarisco anche che per me Beccogiallo ha il diritto sacrosanto di stabilire modalità diverse di trattamento con i singoli autori. Non esiste un Contratto unico Nazionale dei fumettisti, e spero vivamente che non esista mai, ma che ci sia sempre una libera contrattazione tra le parti.Sono vetero capitalista? Consideratemi come vi pare. Per quel che mi riguarda in rapporti di lavoro che attengono a opere che mettono in campo la creatività e la capacità del singolo, collettivismi o sindacalismi, sono da fuggire come la peste.Beccogiallo ha diritto di fare una PROPOSTA all’autore, e l’autore ha il diritto di dire “sì” o “no”. E qui concordo con Recchioni.Il punto però è un altro.Per mesi mi hanno triturato i gioielli di famiglia, dicendo che “se uno accetta un lavoro sottopagato, contribuisce a rovinare il sistema del fumetto nel suo complesso, perché abitua gli editori a pagare sempre di meno gli autori”.Perfetto. Allora se questa logica ha senso (e possiamo dire che ce l’ha, in un’ottica di giusta solidarietà tra colleghi e/o deontologia professionale), se ponendo come base lo STESSO editore abbiamo due autori, di cui uno viene pagato, e uno accetta di lavorare SENZA essere pagato, allora la logica conseguenza è che chi accetti di lavorare SENZA essere pagato danneggi il primo.Tanto per parlare chiariClaudio Stassi lavora per Beccogiallo. Vien pagato. Poi arriva Leonardo Valenti (o Alessandro Di Virgilio), che per lo stesso tipo di lavoro accetta la proposta di lavorare per ZERO euro di anticipo.Valenti o Di Virgilio hanno OGGETTIVAMENTE accettato di lavorare sottopagati, rispetto al collega che ha lavorato per la stessa casa editrice (Valenti o chi per lui) . E questo a prescindere dalle motivazioni che Valenti o Di Virgilio possono addurre. Il fatto resta.E il fatto è che quando (esempio) Claudio Stassi tornerà da Beccogiallo a proporre un altro progetto, Beccogiallo potrebbe dirgli “Sai che c’è? Prima davamo soldi in anticipo. Ma ora abbiamo visto che ci sono autori che accettano ZERO anticipi e pagamento sul venduto. Per cui, prima ti davamo dei soldi. Ora invece ti facciamo la stessa proposta che facciamo a Valenti e Di Virgilio, ossia ZERO euro di anticipo”.Possiamo dire che Stassi riceverebbe un danno dal comportamento di Valenti e Di Virgilio?Possiamo dire che un comportamento corretto da parte di Valenti e Di Virgilio poteva essere dire  “un anticipo è sempre dovuto. È una questione di correttezza!”?Possiamo dire che lo scoprire che ci sono queste differenze, all’interno di una stessa casa editrice, venute fuori forse per poca attenzione a quello che si dice in giro, mi fa pensare che in realtà tutta questa storia degli “Stati Generali” e il punto di partenza alla sua base, ossia il “giusto compenso” agli autori, in realtà derivi da una INSODDISFAZIONE verso il modo di trattare gli autori da parte di alcune case editrici (magari proprio la stessa Beccogiallo), ma che la gente non si azzarda a dirlo chiaramente, per non rovinarsi la possibilità di lavorarci in futuro, ed avere così i propri libri nelle librerie, e gli articoli sull’Unità? Posso dire, a beneficio di Ketty Formaggio, che è QUESTA l’ipocrisia? Ossia, essere arrabbiati per le condizioni che ti propongono gli editori con cui lavori o speri di lavorare, ma non avere il coraggio di dirlo facendo nomi e cognomi, prendendosela invece con chi semplicemente si limita a fare le stesse cose che fanno Beccogiallo, o altri? “Beccogiallo non mi ha pagato, ma mi sta benissimo!!!!!! Invece quel ROMPISCATOLE di Bottero non mi paga e deve morire!!!!!” Posso dire che è l’ipocrisia di chi “parla a suocera, perché nuora intenda”? PS. Probabilmente a questo punto le carte in tavola verranno cambiate ancora, e si dirà: “Behhhhhhh, in realtà Beccogiallo un anticipo me lo ha dato, ma siccome era poco, e dovevamo dividerlo in due, allora io sceneggiatore l’ho dato tutto al disegnatore. Quindi è vero che io non ho ricevuto soldi da Beccogiallo, ma loro l’anticipo lo danno”. Come si dice in inglese….Mirror climbing.

Autori e Anteprime

 

Anteprima » Fog vol. 2

Fumetto d'Autore in collaborazione con 001 Edizioni è lieto di presentarvi l'anteprima esclusiva del secondo volume di Fog. Accolto dalla critica con entusiasmo e attenzione, il primo volume della serie di Cyril Bonin (disegni) e Roger Seiter (testi) ha al suo attivo il Premio Scoperta al Festival di Sierre e il Premio come Miglior sceneggiatura al Festival di Chambéry. Fumetto d'Autore lo ha recensito per voi QUI. Fog vol. 2 raccoglie i due albi originali I mangiatori di cuori e Le sabbie del tempo nei quali il lettore è trascinato nelle nuove inchieste guidate dal giornalista del "Times" Ruppert Graves e la sua assistente Mary Lauceston tra i vicoli e gli edifici della Londra vittoriana. Londra 1874…
Qualche settimana dopo la tragica morte di Julian Harwood, la vita riprende il suo corso. Aiutato da Mary Launceston, il giornalista del Times Ruppert Graves sta preparando un articolo sul recente interesse dell’alta società inglese allo spiritismo e al paranormale. Tutto ad un tratto misteriosi omicidi insanguinano Londra: un misterioso guerriero navajo uccide con delle frecce d’argento diversi uomini. Tutte le piste sembrano portare ad uno strano club di ufficiali che ha sede in un hangar di Devil’s Acre. Comincia la nuova inchiesta di Fog di Bonin e Seiter! Ecco l'anteprima web delle prime 10 tavole del secondo volume di Fog. E' anche possibile scaricare l'anteprima anche ad alta risoluzione nel comodo formato pdf cliccando QUI. E' anche possibile scaricare l'anteprima anche ad alta risoluzione nel comodo formato pdf cliccando QUI. Fog vol. 2 di Bonin e Seiter 001 Edizioni, 2010 collana: 001 France Pagine: 128 Euro: 13   001 Edizioni fondata nel 2006 con l'obiettivo di portare in Italia le migliori graphic novel, i grandi autori e i classici del passato, ha attualmente all'attivo numerose collane, tra queste: la “Biblioteca EC Comics” riedizione filologica delle testate dell'EC Comics, caposaldo del fumetto mondiale; “Graphic novel” con opere di grandi maestri internazionali; “H! Historietas” il meglio della produzione sudamericana del passato e di oggi; “Voyager” i classici indiscussi del fumetto moderno; “001 France” la prima collana dedicata al fumetto francese con la formula del paperback di qualità a prezzo contenuto; e, dal 2009, “Made in Italy” dedicata ai romanzi grafici di autori italiani destinati al mercato italiano e internazionale. Maggiori informazioni sulla 001 Edizioni le trovate sul sito ufficiale della casa editrice.   E' anche possibile scaricare l'anteprima anche ad alta risoluzione nel comodo formato pdf cliccando QUI.

Reportage

 

Cospladya 2010, l’anno del contatto

di Claudio Valenti Piccolo resoconto dalla manifestazione palermitana. Lasciandosi alle spalle piccoli strascichi polemici del 2009, e forte di una struttura azzeccata (un Palazzetto Sportivo di buone dimensioni con annesso spazio esterno) Cospladya 2010 , la mostra mercato di fumetto, giochi e soprattutto cosplayers organizzata a Palermo e arrivata alla sua seconda edizione, centra in pieno il proprio obiettivo, affermandosi in un contesto, quello siciliano, assolutamente privo di qualsivoglia mostra o fiera del fumetto degna di questo nome. Qualche purista potrebbe obiettare che il Cosplayer (letteralmente Costume Player, ovvero il fenomeno di origine giapponese di vestirsi da personaggio di Anime, Manga o videogame, ma ormai arrivato con successo anche in Europa e allargatosi anche ai personaggi multimediali di tutti i generi) non è espressione del fumetto, né è degno di apparire nelle mostre e fiere specifiche, per chissà quale motivo oltranzista; si può rispondere che tale e potente è stato il successo di Cospladya 2010, da potere zittire anche il più talebano dei denigratori del fenomeno cosplayer. La passione che emerge dalla coloratissima manifestazione, denota soprattutto l’amore di questi ragazzi (dai 18 ai 40enni) per tutto ciò che è fumetto ed animazione, forse più legati ad anime e manga, ma con qualche apparizione di personaggi di strisce italiane e statunitensi. Svoltasi in tre giorni dal 25 al 27 Giugno 2010 a Palermo, Cospladya ha visto il contributo fra gli altri del simpatico e disponibile Giorgio Vanni, cantante di varie sigle d’animazione trasmesse sui canali Mediaset, come Detective Conan, Naruto, Pokemon e Dragon Ball. Ricchissima la partecipazione alla sfilata dei Cosplayer sul palco nella zona all’aperto, per il contest, che ha visto la premiazione di Massimo Catalano nel ruolo di Naruto, mentre un premio come fumettista esordiente è stato assegnato a Sara Buccellato. All’interno del Palazzetto, ottimamente distribuiti, vari stand legati al mondo del fumetto e dei videogiochi e la possibilità di provare nuovissimi Pc con visione 3D; nello spazio vicino alle gradinate inoltre era presente un folto gruppo di ragazzi e ragazze dediti al trucco dei cosplayer. Da notare un’interessantissima tenda situata all’esterno, dove un gruppo di cavalieri legati alle atmosfere fantasy costituivano una vera e propria compagnia medievale, con tanto di guerrieri, fate e suonatore di violino (!), che dopo qualche scontro fortuito con un paio di stormtrooper di Guerre Stellari, aveva l’onore di contrastare un Mazinga Z sui trampoli di più di 2 metri d’altezza. Incrementato il numero di ingressi rispetto al 2009 (6500 paganti contro i circa 4700 della prima edizione), Cospladya sembra promettere davvero bene, per una manifestazione partita in sordina ed in modo quasi amatoriale (nel senso buono del termine), con una struttura per niente improvvisata, tesa sempre più al proprio miglioramento. Mentre gli organizzatori si preparano per il 2011, da sottolineare come in Cospladya dappertutto si respirava allegria, voglia di divertimento, piacevoli sensazioni a volte perdute nelle grandi e rinomate fiere del fumetto, dove troppo spesso si va alla ricerca del grande nome da onorare. Piccolo resoconto dalla manifestazione palermitana

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Recensioni

 

Nuovimondi

Il modello editoriale dell’Associazione Double Shot è indubbiamente affascinante risultando anche innovativo se rapportato alla media della scena nazionale della piccola editoria a fumetti. Il meccanismo per cui gli autori si pagano la stampa e la Double Shot marchia il volume distribuendolo, valorizzandolo e garantendo un'alta percentuale sulle vendite sin dalla prima copia può essere un pregio, ma può produrre anche cose non molto pregiate. Così accade che nel catalogo dell’associazione toscana è l’antologico volume a fumetti Nuovimondi a rappresentare il punto più basso della produzione marchiata Double Shot. Il volume, curato da Alessandro Di Virgilio e Davide Morando, nasce da un concorso sul web indetto dalla Alien Press, l’altalenante etichetta di fumetti on line di Comicus.it. Nuovimondi raccoglie dunque le opere migliori giunte per il concorso, il cui tema era: “gli alieni, da sviluppare come meglio si crede”. Il volume è arricchito da camei di autori affermati. Il risultato finale è purtroppo molto al di sotto della sufficienza. Di Virgilio (BeccoGiallo, Tunuè, NPE, Cagliostro E-Press) è uno sceneggiatore di buone qualità, ma nella veste di “editor”, affiancato da Morando, fa completamente cilecca appalesando una completa inesperienza dei due in questo ruolo della produzione del fumetto che non è ancora nobilitato come dovrebbe, purtroppo. I pastrocchi di Rosario Spanò, il grafico, fanno il resto. La risoluzione delle tavole non è corretta e in stampa si vedono i pixel in quasi tutte le pagine e questo peserà non poco sull’esperienza di lettura di questo volume. Il progetto grafico e l’impaginazione lasciano abbastanza desiderare. Diverse scelte fatte non sono affatto felici Tutti errori tipici che si commettono alle prime pubblicazioni per inesperienza. La copertina di De Cubellis (prossimo copertinista della nuova serie di John Doe) ha una bella tecnica di realizzazione ma la scarsa risoluzione non la fa godere appieno. Non si capisce, se rapportato al tema del concorso, quale senso abbia in copertina un fascista in divisa e con tanto di orbace che atterrito protegge un bambino da una manifestazione aliena all’interno di una classe scolastica dove però ci sono anche bambini con la testa di animali, in stile Dottor Moreau. In copertina ci sono solo i nomi di Batoli, Cajelli e Di Giandomenico e non è indicato che il volume è frutto di un concorso. I nomi di tutti gli autori selezionati al concorso e pubblicati trovano posto solo in quarta di copertina ma ben separati dai nomi dei professionisti che partecipano con dei camei. La quarta di copertina presenta anche una inutile rassegna stampa fasulla quando sarebbe potuta essere maggiormente valorizzata da qualche immagine a colori (come ad esempio una vignetta di Rosario Gatto) che all’interno sono state sacrificate in toni di grigio. Le storie sono molto altalenanti. Sogno di un mondo lontano: Massimo Frattini e Giacomo Calzoni realizzano una storia didascalica in cui i disegni non sono ancora pienamente maturi e l’idea non è per nulla originale. Sogni Spaziali: Giorgio Gerbino ai testi e Umi Del Mare ai disegni realizzano una delle storie più riuscite del volume con un’idea di fondo abbastanza originale e divertente. I testi in didascalia delle ultime due pagine non valorizzano sufficientemente l’ironia della storia tentando di dovere mettere (quasi a forza) una riflessione finale scritta ad una racconto breve che non ne aveva bisogno. I disegni parlavano già da soli. Velcro: Leonardo Favia, storia e Daniele Di Nicuolo, disegni. La storia migliore di tutto il volume. Favia, sul breve si muove molto bene nel genere di fantascienza con alieni, citando soprattutto l'urban sci-fi molto in voga negli anni ’50  e che è sempre stato molto difficile da realizzare. Il tratto di Di Nicuolo si sposa benissimo con la storia è il risultato finale è un piccolo gioiellino che è al di sopra pure dei contributi di diversi grandi nomi ospitati nel volume. Astronomy Domine di Walter Baiamonte: non funziona la storia e non funzionano i disegni. Ci sono più buchi di sceneggiatura e battute criptiche che vignette valide. L’arte della guerra di Francesco Trentani e Fabio Ramacci: storia didascalica che parte da un presupposto già molto abusato negli anni ’60 della fantascienza di genere: sono gli umani a invadere un popolo di alieni pacifici. Disegni puliti ma ancora molto scolastici senza una precisa personalità. Return to sender di Emanuele Gizzi: Storia e disegni non erano pronti per la pubblicazione. Volontà tanta, comunque. Jokes by aliens di Gallà: nella mia classifica di gradimento delle storie del volume si becca la piazza d’onore dopo Velcro. L’autore ci sa fare. Il fondo nero a vivo delle tavole è l’unico freno a mano dei disegni. L’idea non è male. Da rivedere su altre distanze e in altre circostanze. Casa di Daniel Cuello: Tratto grottesco e molto personale, Daniel Cuello finisce per essere un po’ un pesce fuori dall’acqua in questa antologia. Il colpo di scena finale, dell’uomo comune che scopre di essere un alieno e abbandona il non-sense della vita quotidiana per tornare tra i suoi simili, è anche esso abbastanza abusato, ma l’autore fa capire in queste poche pagine che sa raccontare e sa usare il media fumetto. Galaxpagon di Massimo Bellucci e Ivan Annibali: striscia umoristica in cui la risata non arriva sempre perché spesso mancano i tempi comici giusti. Sei un alieno di Rosario Spanò e Samantha Marchesini: il grafico dei pastrocchi combinati con sul volume, si cimenta anche alla sceneggiatura e il risultato è abbastanza modesto. Il finale presenta nell'ultima tavola un salto troppo brusco che crea delle difficoltà nel comprendere a pieno il senso. del finale I disegni sono poco più che sufficienti, mancando ancora di tecnica e personalità. L’alieno di Simone Satta e Jonathan Fara: la storia che prende la maglia nera del volume. Ne lo sceneggiatore,  ne, soprattutto, il disegnatore erano pronti per la pubblicazione. Sgrinfiotti invasion: Dorotea Gizzi e Valeria Favoccia sono le uniche autrici che giocano tutta un’altra partita in questa volume. La loro tecnica è già matura e pronta per palcoscenici professionali superiori. Peccato solo per l’eccessiva didascalicità della storia ma la citazione dei “gremlins” e di un certo tipo di fumetto e animazione giapponese è molto gustosa. Incontri ravvicinati di un certo tipo: Boscolo Zemelo ci racconta la vita di un fumettista vista da un alieno che lo studia. Risultano più divertenti i disegni che la storia in sé. Sentinelle di Giuseppe Graceffa e Rosario Gatto: come indicano gli autori la storia è ispirata al racconto “Sentinelle” di Fredic Brown. I disegni sembrano belli, ma essendo stati originariamente a colori vengono completamente ammazzati nella versione in toni di grigio che si legge nel volume. Altra scelta degli editor abbastanza discutibile. Gli autori ne risultano molto penalizzati. Terzo posto nelle mie preferenze “ad honorem”. Tripper di Vanni Tonini: non ci siamo proprio. Non avrebbe nemmeno dovuto essere selezionato. Opere non selezionate per la pubblicaizone in volume dalla direzione artistica e pubblicate solo on line sul sito dell'Alienpress gli sono nettamente superiori per livello di pubblicabilità. Tubuli di Lycurgus: Varrebbe il prezzo del biglietto, ma avere realizzato Work is not in progress lo mette fuori da ogni concorso possibile. Lui ha già vinto ad ogni risata che strappa e pure i suoi alieni non si salvano dal suo humor all’inglese ma molto genovese. Salvezza di Edoardo Rohl e Luisa Rosati: La storia comincia con  la battuta “se solo non fossi un lettore di fumetti.. di sicuro non mi troverei in questo casino” e se il buon giorno si vede dal mattino, il resto della giornata peggiorerà. Le idee ci sono ma non vengono realizzate al meglio. La storia vorrebbe citare le origini di Superman ma risulta essere molto confusionaria anche nel finale completamente penalizzata dall’eccessiva didascalicità, anche in questo caso. Tra i camei dei “pro” che partecipano al progetto la cosa più originale da segnalare è la pagina di Davide Pascutti con le istruzioni e il modello dell’astronave di carta da costruire. Il resto è abbastanza deludente, nonostante i grossi nomi che hanno preso parte all’iniziativa. In conclusione: nonostante il volume sia il frutto dei risultati di un concorso, nonostante le buone intenzioni degli “editor” e dei prestigiosi partecipanti, e nonostante il ricavato destinato in beneficenza del volume, il libro nel suo complesso non raggiunge nemmeno un 4 di incoraggiamento: troppi autori mandati allo sbaraglio senza nessun tipo di controllo sul materiale prodotto che nella stragrande maggioranza dei casi presenta sempre gli stessi difetti. Nota di colore finale: dopo avere letto questo volume risulta paradossale apprendere che Alessandro Di Virgilio si lamenti spesso pubblicamente e in giro per il web degli editori che mandano allo sbaraglio i giovani autori “bruciandoli”. Con Nuovimondi hanno lanciato diversi autori esordienti nel vuoto, senza rete e sotto c’era un vulcano in eruzione.

 

Brevi ma intense

Torna Marco Tanca con 5 nuove brevi, ma intense, storie raccolte in un volumetto per la casa di autoproduzione Fumectory. Come nel volume "I Pinguini del deserto" (Cagliostro E-Press), la protagonista è Luna Lounge, corriere della Compagnia Antares di Takna City, che si ritroverà coinvolta in surreali avventure. Un’opera adatta ad un pubblico che abbia ancora voglia di sognare e di farsi trasportare dal desiderio di avventura, quello che ci spingeva da giovani a leggere classici come Salgari o Stevenson, immaginando di essere portati lontano da un galeone, verso i mari del Sud. Marco tanca è un sognatore, un artista-poeta, che con maestria e un linguaggio apparentemente semplice, è in grado di stimolare alcuni punti della nostra psiche, riuscendo a farci tornare a quell’innocente, ma non troppo, fase dell’infanzia, quando ancora si sognava ad occhi aperti (cosa che né Marco né io abbiamo dimenticato, per fortuna). Alla fine, tra ironia, sogno e poesia, le brevi storie di Marco Tanca scorrono via, ma lasciandoci una piacevolissima sensazione dentro di noi, quasi come il profumo della torta della Nonna. A corredo del volume, un’interessante prefazione di Angel de la Calle, che accosta Marco Tanca ad Hugo Pratt, per aver saputo cogliere la lezione sulla dimensione del sogno data dal grande maestro in molte sue opere, in primis in “Una ballata del mare salato”. Marco Tanca – BREVI MA INTENSE Prefazione di Ángel de la Calle Testi e disegni di Marco Tanca Autoproduzione Fumectory 54 pagine, brossurato bianco e nero, 14cm x 20cm ISBN: 978-88-6259-144-7

 

Comix Show

di Giorgio Messina Conosco Sergio Algozzino dal 1996. Nel 1997,sono stato quasi sicuramente il primo a pubblicarlo. Erano i tempi in cui "dirigevo" Area51, l'inserto a fumetti del quotidiano regionale "Il Mediterraneo". Da allora ho sempre seguito quello che ha fatto Sergio. Oggi posso tranquillamente affermare che Sergio Algozzino è colpevole di alto tradimento nei confronti del Fumetto. Ha ceduto anche lui, già in tempi non sospetti, al canto delle sirene della Graphic Novel e i risultati sono stati via via sempre più mediocri sino a diventare con questo suo ultimo libro, Comix Show  - diario semiserio di un fumettista (001 edizioni, ottobre 2009), del tutto disastrosi. Sono lontani  e purtroppo sepolti nella memoria di pochi fortunati i tempi in cui si potevano leggere le avventure fantasy del folletto Foolys, disegnato da Algozzino con una linea chiara sicuramente debitrice di Moebius, ma ricca di personalità. Poi, abbandonata quella strada sicura per la sperimentazione più sfrenata,  l'autore aveva iniziato a non convincere più.  Non mi aveva convinto concettualmente nel suo saggio "Tutt'a un tratto", una storia della linea nel fumetto (Tunuè, 2005). Già tra quelle pagine teoriche sembrava confuso, alla ricerca di una sua identità artistica stabile snocciolando e passando attraverso identità artistiche altrui. Mi aveva convinto ancora di meno in "Pioggia d'Estate" (001 edizioni, 2008). La fragilità della sua autobiografia usata come spunto narrativo e l'inizio di una ricerca stilistica involuta rispetto al passato non riuscivano ad essere nascoste dal fatto che questo libro fosse stato dapprima pubblicato in Francia dagli Umanoidi.Il vuoto narrativo e stilistico si ripeteva in "Ballata per Fabrizio De Andrè" (Beccogiallo, 2008), ma stavolta veniva nascosto bene grazie all'appeal commerciale e mediatico derivato dall'immensa icona del cantautore genovese. In Comix Show arriva il crollo verticale. Algozzino vorrebbe raccontare con ironia, usando sempre il solito pizzico di autobiografia (molto mal dosato in questo caso), la vita e le traversie quotidiane, lavorative e sentimentali di un giovane autore professionista di fumetti. Quello che ne risulta alla fine della lettura è invece una grottesca parodia del mestiere e dei mestieranti del fumetto. Andrea, il protagonista della storia, è un bamboccione, una specie di Fracchia in erba che fa il fumettista ma che non riesce a fare ridere delle sue "disgrazie" come la maschera del dipendente d'azienda ideata da Paolo Villaggio. Andrea non è completamente preparato alla vita e alle sue difficoltà ed è, come il tutto il libro del resto, un personaggio involuto su se stesso, mai capace di maturare, di diventare "adulto". Vedere il personaggio di Andrea in preda agli incubi notturni a causa della mancanza di ispirazione o all'ansia della consegna del lavoro, dovrebbe essere divertente nelle pretese dell'autore, invece fa solo amaramente e tristemente pensare che Algozzino, nonostante con questo libro abbia l'intenzione di cantare l'amore del fumettista per il fumetto, riesca però solo a dare dell'autore di fumetti l'immagine di colui che vive sotto una campana di vetro, lontano dalla realtà (soprattutto quella lavorativa) "vera" di tutti i giorni. Immaginate un dipendente FIAT, che con i tempi che corrono, ha già la fortuna di non essere in cassaintegrazione e che ha anche gli incubi notturni perché lo attanaglia l'ansia di raggiungere l'indomani il numero minimo di pezzi da lavorare sulla linea di montaggio che lo aspetta per il suo turno di otto ore del mattino o del pomeriggio. O immaginate sempre lo stesso dipendente FIAT che non ha voglia di andare a lavorare perché la compagna lo ha lasciato. Il mestiere del fumettista professionista, se permette di vivere dignitosamente, è un mestiere "fortunato", rispetto a quello che ci offre davvero il mondo del lavoro, come ormai ci racconta la cronaca di tutti i giorni dove non mancano mai tagli al personale e agli stipendi. Ecco perché, nonostante si deve garantire sempre e comunque la completa libertà di espressione, un libro come Comix Show può essere considerato come un'occasione sprecata, un vero e proprio tradimento al fumetto come lavoro e come genere di intrattenimento, perché con nelle orecchie la stura della Graphic Novel cantata da ammalianti sirene che per vendere più libri a fumetti stanno usando senza tanti scrupoli questa denominazione radicalchic, stiamo portando il fumetto sempre più verso la nicchia invece che all'ampliamento dei lettori. Sembra che ci siamo dimenticati che storicamente il fumetto si impone come lettura nazional-popolare di svago, sia esso figlio dell'avventura, del giallo, del  noir, della fantascienza, del western o di qualsiasi altro genere i disegni con le nuvolette piene di parole abbiano raccontato il beau geste. Solo che se dici Fumetto, sembra intrattenimento per bambini, mentre parlando di Graphic Novel, tra gli intellettuali (e non solo) ci si sente meno bamboccioni di Andrea nel leggere i fumetti. Il fumetto, agnello sacrificale, è stato bruciato nel falò delle vanità della Graphic Novel Per quanto riguarda i disegni di Comix Show, Algozzino può essere messo in liquidazione con un "disegnava meglio quando disegnava peggio". In conclusione, Comix Show dovrebbe essere fatto vedere nelle scuole del fumetto di tutta Italia, compresa quella in cui Algozzino stesso insegna, per fare rendere conto ai giovani autori del domani (o del tra poco) cosa può succedere quando si cede alla seduzione degli innocenti che stiamo permettendo al il/lo/la Graphic Novel. Sperando però che nel frattempo le scuole del fumetto non siano diventate "Scuole delle Graphic Novel". Titolo: Comix Show - diaro semiserio di un fumettista Testi e Disegni: Sergio Algozzino Editore: 001 Edizioni Descrizione: 96 pagine, B/N, brossurato Prezzo: € 13,00

 

Fog Vol. 1

“Londra, 1874… I bassifondi della capitale britannica non sono mai stati un luogo di villeggiatura, ma da qualche settimana, la polizia indaga senza successo su diversi assassinii di inaudita violenza. Una voce comincia a circolare nei pub del porto: questi crimini sarebbero l’opera di due guerrieri vichinghi, i cui corpi intatti sono stati recentemente riesumati in un tumulo delle Shetland…” La casa editrice 001 di Torino si conferma come una delle case più interessanti del panorama nostrano, proponendo un catalogo tra i più stimolanti, per lettori esigenti, poco provinciali e blockbuster. Certo un pubblico diverso da quello che siamo abituati a vedere in molti blog o forum, ma che rappresenta una fetta importante del mercato e che spero sia in costante crescita.  E per fare cosa gradita a questo tipo di lettori, la 001 propone, tra gli altri titoli della collana 001 France dedicata ai fumetti d’oltralpe, FOG di Roger Seiter e Cyril Bonin, rispettivamente ai testi e disegni. Si tratta di una serie in 8 volumi, riuniti dalla 001 in volumetti di due episodi l’uno, dando così al lettore la possibilità di gustarsi un volume autoconclusivo, in una realizzazione di pregio sia nella carta che nei colori, che poco o nulla ha da invidiare all’originale cartonato. FOG è un bellissimo lavoro, ambientato in epoca vittoriana, un mix tra fantastico e poliziesco, una sorta di “Il mastino dei Baskerville” di Arthur Conan Doyle. La sceneggiatura, premiata al Festival di Chambéry, è ottimamente realizzata, attirando il lettore in un crescendo di suspance e colpi di scena fino all’originale finale, che soddisfa a pieno le aspettative del lettore, dando un senso a tutto il puzzle costruito dall’autore, i cui pezzi sono stati disseminati nel corso dell’evolversi della storia. Un’opera gradevole sia nel ritmo, scorrevole, che nei disegni, dettagliati e con particolare cura per gli ambienti dell’epoca e le situazioni sociali e di degrado della società londinese di fine 1800. Un disegno che talvolta risulta quasi grottesco nei tratti di alcuni personaggi, ma che ben si accompagna con le loro caratteristiche psichiche e i loro ruoli, dandoci una visione a tutto tondo dei personaggi e delle situazioni. Un insieme di personaggi tra i più vari, che spazia dai dandy giocatori d’azzardo, alle fanciulle coraggiose e indipendenti, dai giornalisti che si comportano da investigatori, agli investigatori di Scotland Yard dal fiuto fino e un sacco di problemi personali, dai ricchi sporcaccioni, alle fanciulle irretite per giungere fino ai bassifondi londinesi con la loro moltitudine di disadattati: insomma un ricco quadro della società di allora, il tutto guarnito di un pizzico di mistero, quasi orrorifico, azione e suspance. Interessante è anche scoprire come evolverà la serie, visto che il volume è autoconclusivo, ma sembra che due dei protagonisti della prima avventura ci portino in giro per nuovi misteriosi casi; e vi assicuro che dopo avere letto il primo volume avrete voglia di vedere come va a finire la serie.   Titolo: Fog volume 1 Testi: Roger Seiter Disegni: Cyril Bonin Editore: 001 Edizioni Descrizione: 144 pagine colore, brossurato Prezzo: € 13,00

 

CSI: Tirocinio Letale

Interessante esperimento questo, trasporre CSI, il famoso telefilm statunitense della Scientifica di Las Vegas, non solo in fumetto, ma addirittura in Manga. CSI - Tirocinio Letale, mantiene il modus operandi del telefilm originario, spostando l’attenzione dal mondo duro ed adulto di Las Vegas, a quello solo apparentemente più innocente di un gruppo di teen ager, operazione legata al target di potenziali lettori del manga. Il meccanismo non è forzato, e se introdurre una vittima adolescente poteva essere abbastanza semplice, ci si inventa un espediente interessante per introdurre degli investigatori coetanei: impostare la storia su un giovane gruppo di tirocinanti, aspiranti agenti del dipartimento scientifico di Las Vegas. Coadiuvati in alcune sequenze da alcuni protagonisti principali del telefilm, il gruppo verrà introdotto pian piano alle tecniche di investigazione scientifica, in linea con le tematiche seriose del telefilm, senza mai scadere nell’improvvisato. Venendo poi in contatto con un caso di omicidio (guarda caso di una teen ager di origine giapponese), gli investigatori in erba dopo varie teorie riusciranno ad individuare l’assassino in base agli indizi lasciati. Purtroppo dopo quasi metà del volume, il lettore arriva ben prima dei protagonisti ad indovinare il colpevole, proprio in virtù di questi indizi lasciati in giro dallo sceneggiatore; viene lasciato quindi ben poco del supposto elemento sorpresa determinante di ogni giallo, elemento sorpresa  che però colpisce nel movente, davvero molto originale e per niente scontato. A questo punto probabilmente lo sceneggiatore non ha voluto concentrare l’attenzione del lettore sul colpevole in sé, quanto sui meccanismi che possono portare una mente umana  a sconvolgersi e scivolare nell’omicidio. Manga con diversi protagonisti, forse un po’ estremizzati nelle loro caratteristiche (diciamo “tagliati con l’accetta”) guidati da una protagonista femminile che emerge però solo nelle parti iniziale e finale della storia. A prima vista la scelta di uno stile manga può apparire come assolutamente fuori luogo (un purista potrebbe aspettarsi da un momento all’altro l’apparizione di un robot gigante o di una guerriera Sailor), in realtà questo stile distorce volutamente la mente del lettore, proiettandolo in un’atmosfera a tratti surreale, in un mondo parallelo assolutamente pulito e dalle linee chiare e nette. CSI - Tirocinio Letale, un volume molto elegante e dal prezzo contenuto, pecca forse di una parte redazionale assente, che avrebbe potuto spiegare meglio l’originale connubio Telefilm americano – Manga, con maggiori notizie sugli autori dai cognomi anglosassoni ma dai nomi orientali. Da vedere.   Titolo: CSI - Tirocinio Letale Testi: Sekou Hamilton Disegni: Steven & Megumi Cummings Editore: ReNoir Descrizione: 160 pagine B/N, brossurato Prezzo: € 7,50

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