Fumetto d'Autore

www.fumettodautore.com | Il Magazine della Nona Arte e dintorni | ISSN: 2037-6650 | Direttore: Alessandro Bottero

Sab11022012

Aggiornato alle:05:03:11

Recensioni

 

DON DRACULA

DON DRACULA Difficile definire un fumetto del genere. Questo perché tutto sta nella prospettiva da cui lo si vuole considerare. Intanto c’è da dire che l’autore l’ha disegnato intorno al 1979: capite che chi è abituato ai disegni di quest’ultimo decennio lo troverà graficamente povero, scarno e approssimativo. Intendiamoci, stiamo comunque parlando di un artista di fama mondiale (all’epoca è stato un pioniere nel disegnare personaggi e scene fuori dai canoni classici) ed è comprensibile che di più non poteva fare dato i mezzi tecnici che possedeva a quei tempi. Non da meno, al lettore che cerca serietà e drammaticità può risultare discutibile l’atmosfera goliardica e divertente dell’intera serie, mostrata oltre attraverso la storia anche dalle figure deformed, dalle posizioni innaturali e dai personaggi ridicoli. Le storie, pur avendo dei piccoli momenti drammatici e paurosi, sono straripanti di situazioni e gag comiche, soft quanto basta da mantenere l’atmosfera generale ad un livello di sana leggerezza e spensieratezza. Anche la trama è sulla stessa riga: innanzitutto il fumetto è diviso in tanti capitoli auto-conclusivi: non c’è un vero e proprio filone o continuity ma ogni storia può essere letta separatamente dalle altre. Merito dell’autore che ogni volta e in modi diversi presenta i due protagonisti: Don Dracula (il classico padre apprensivo, testardo, protettivo e vendicativo quando gli si tocca la figlia) e Chocolat (una bambina dispettosa, testarda al pari del padre e coraggiosa quanto basta per mettersi nei guai). Sono due vampiri ma più che spaventare fanno ridere; la loro condizione li proietta in situazioni sia soprannaturali che quotidiane e il loro essere vampiri è solo un pretesto per mostrare quanto in realtà siamo emotivamente umani, con i pro e contro che ne consegue. I loro caratteri forti e il loro rapporto conflittuale porta i due protagonisti a vivere avventure divertenti ed inaspettate, con un lieto fine che chiude egregiamente l’episodio. I due si circondano di co-protagonisti simpatici e mai fuori luogo. Tra i tanti, merita di essere citata la racchia soprappeso innamorata di Dracula che non smette di perseguitarlo nelle situazioni più disparate. Fanno sorridere anche le due autocitazioni che l’autore fa, inserendo nelle storie Black Jack e Astro Boy: un ennesimo tocco di classe umoristico. Come avete capito, non siamo certo di fronte alla solita versione horror-drammatica dei vampiri: ciò porta il lettore a guardare questi ‘signori della notte’ da una prospettiva diversa, più umana e terrena. L’albo, edito da Ronin Manga, è realizzato in maniera impeccabile per rendere il giusto omaggio all’autore. Interessante anche l’iniziativa della casa editrice di lasciare nelle vignette le onomatopee originali (gli effetti sonori, per intenderci), quindi in lingua giapponese, con tanto di caratteri sillabici a fine albo. Un’iniziativa certamente curiosa e originale che d’altro canto non intacca la fluidità della lettura. Per concludere, questo è un albo che può far divertire i bambini e far passare una piacevole oretta agli adulti. DON DRACULA Testi e disegni: Osamu Tezuka Editore: Ronin Manga Bianco/Nero, PP 208, € 5.90

Crtica d'Autore

 

Chester Brown, fumetti "hard" per rendere legale il sesso a pagamento

Favorevoli: il movimento per i diritti delle prostitute e le sex workers. Contrari: i moralisti di ogni religione. Divisa, l’opinione pubblica. Gli unici a non avere dubbi sono i clienti di prostitute. A lanciare la provocazione è uno di loro. Non uno qualunque. Chester Brown, geniale fumettista canadese, è tra gli artisti cui si deve il “rinascimento” del fumetto alternativo americano, già popolare negli anni Ottanta. «Credo che, se la prostituzione venisse depenalizzata, entrerebbe nella sfera dei comportamenti normali in un tempo relativamente breve, nell’arco di poche generazioni». Una vera e propria campagna per la legalizzazione del sesso a pagamento, la sua, lanciata con Io le pago. Memorie a fumetti di un cliente di prostitute, diario autobiografico reso sotto forma di una lunga quanto dettagliata confessione. Una graphic novel per adulti, ma non per questo gratuitamente volgare. L’autore non ostenta con compiacimento la sua vita sessuale tutt’altro che convenzionale, né sente il bisogno di giustificarsi. I disegni sono semplici, non indugiano in particolari pruriginosi e non cercano di “colorare” la vita del protagonista per renderla più o meno avventurosa o seducente. C’è poco del romanzo a fumetti, i suoi appuntamenti a luci rosse seguono moduli ripetitivi, ben restituiti da una gabbia grafica altrettanto monotona. Brown si limita a demolire punto per punto tutti i luoghi comuni e gli stereotipi sul mestiere più antico del mondo. «Il cliente non è né un pedofilo né uno stupratore e pensare che quel genere di uomini rappresenti il tipico cliente delle prostitute è come affermare che quelli che picchiano o uccidono le mogli siano mariti tipici». Uno dopo l’altro, confuta tutti i più ricorrenti argomenti contro la prostituzione. «Non soltanto egli dimostra come si basino su una retrograda morale religiosa, ma sottolinea anche l’ipocrisia dei benefattori liberal di “riportare sulla retta via” le prostitute. Tutte quelle intelligenti alzano gli occhi al cielo davanti a questi atteggiamenti». Così scrive nella prefazione Robert Crumb, padre storico del fumetto underground, alla cui matita, non a caso, in passato è stata affidata l’illustrazione de Il capitano è fuori a pranzo, l’ultimo diario di vita del “vecchio sporaccione” Charles Bukowski. Se negli States Io le pago ha scatenato un acceso dibattito, l’edizione italiana (traduzione di Stefano Sacchitella, pp. 292, € 18,50) è stata frettolosamente archiviata dalle redazioni culturali. A pubblicarla, poche settimane fa, la Coconino Press, che il 2 febbraio porterà in libreria un altro inedito di Brown, il volume antologico The Little Man, brillante e caleidoscopica raccolta di brevi storie giovanili con cui l’autore si diverte a irridere l’american way of life narrando di surreali rivolte della carta igienica, invasioni aliene, animaletti parlanti e televisioni che ipnotizzano l’uomo della strada. L’auspicio è che anche quest’opera, come la precedente, non venga accolta con pregiudizio. Lo stesso che, da sempre, è riservato a chiunque faccia coming out. Che si tratti di un cliente o di una escort, poco importa. Il giudizio è tanto immediato quanto severo, come se avessero confessato di essere criminali. Una condanna di indegnità sociale che genera relativi deficit di autostima, costringendo le parti alla clandestinità e consegnando quella che potrebbe essere una scelta libera e trasparente a ricattatori e sfruttatori. «Per la donna media – dice Brown – l’idea che un uomo paghi per fare sesso è ripugnante, una minaccia per la casa, la famiglia e per l’ideale dell’amore romantico, ma i comportamenti sordidi non sono certo meno diffusi tra le coppie sposate che nel mondo della prostituzione». Allo stesso modo, gli uomini considerano le prostitute delle donne dissolute, facili prede di possibili avances sessuali, anche quando in realtà, sottolinea l’artista canadese, «si tratta di donne timide, modeste e persino schive». Detto da lui, profondo conoscitore del mondo delle professioniste del sesso, la testimonianza appare più che attendibile. In quindici anni di “attività”, di febbrili consultazioni di annunci e di approfondito studio delle relative recensioni (feedback) che i clienti postano su appositi siti web, ne ha conosciute a decine. Giovani e meno giovani, belle e passabili, canadesi e straniere, gentili e sbrigative. Ha raccolto le loro confidenze, di alcune è diventato amico. Tutto ha inizio nel giugno 1996, quando la sua «ultima ragazza» gli comunica che (forse) si sta innamorando di un altro. Preludio a una convivenza a tre in cui lui finirà in breve per diventare il terzo. «Erano tre i motivi per cui volevo essere fidanzato: perché ce lo aspettiamo socialmente e i ragazzi che non hanno una fidanzata sono considerati degli sfigati, perché mi piaceva la gratificazione dell’ego quando una donna vuole quel tipo di relazione esclusiva con me e, ovviamente, per il sesso». L’amore romantico, ne conclude, non esiste e, se esiste per altri, non fa per lui. Scoprirà che l’essere amici può essere preferibile all’essere fidanzati. Anche dal punto di vista “economico”. Fatti i dovuti conti e considerata una frequenza di rapporti a pagamento ogni tre settimane (tanti gliene consente il suo badget), il ménage di coppia costa di più e si fa sesso meno spesso. Nella versione di carta e inchiostro (rigorosamente in bianco e nero), Brown non si raffigura meglio di quanto sia: un uomo di mezza età (è nato nel 1960 a Montreal), calvo e non proprio attraente, che fa un lavoro stravagante (il fumettaro). Improvvisarsi playboy sarebbe alquanto improbabile. «Non ho le doti sociali necessarie per agganciare donne che fanno sesso occasionalmente», fa presente agli amici/personaggi – tra cui gli artisti Seth e Joe Matt – che disapprovano il suo comportamento. «Sono felice dal punto di vista professionale e me la godo», risponde a chi evoca la crisi di mezza età. «Non possiamo criminalizzare il sesso a pagamento perché ci sono persone villane a letto. Probabilmente c’è più violenza negli appartamenti delle coppie romantiche che in quelli dove lavorano prostitute che, per non incorrere in multe e arresti, preferiscono tenere un profilo basso», fa notare a chi magari vorrebbe emularlo ma ha paura di mettersi nei guai. A mettersi a nudo è l’autore, vincendo il naturale imbarazzo e scavando tra le proprie debolezze con disarmante sincerità e feroce autoironia, costantemente in bilico tra il rimanere coerente con la scelta fatta e la tentazione di tornare indietro: il timore che il sesso a pagamento possa finire per lasciargli una spiacevole sensazione di vuoto. La conclusione cui giunge è un finale aperto: «fare sesso a pagamento non è una esperienza vuota, se paghi la persona giusta». Alla fine, con una di loro, Denise, stabilisce un rapporto sessuale esclusivo, sia pure sempre a pagamento. Lui è il suo unico cliente e lei l’unica donna con cui Chester va. Un contratto basato sull’affetto e sulla reciproca convenienza. «Uno dei due assiste l’altro finanziariamente. Come la chiamereste una relazione simile?», domanda Brown. Quanti matrimoni, del resto, sono palesemente basati sul vantaggio economico di una delle parti? La prostituzione esplicita è peggiore di quella implicita? Che lui la paghi rende meno “pulita” la situazione o, piuttosto, più chiaro il reciproco ruolo? Che egli stesso abbia scelto di vivere una relazione stabile, rappresenta il trionfo o il fallimento delle sue tesi? Al lettore l’ardua sentenza o, meglio ancora, si apra un sano scambio di opinioni. Perché probabilmente leggere Io le pago non vi farà cambiare idea sulla prostituzione ma ci aiuta a osservare la questione da un’altra posizione. E non fate battute sceme. *Articolo tratto dal Secolo d'Italia del 4 febbraio 2012. Questo articolo on line è reperibile anceh sul blog dell'autore a questo indirizzo.

Autori e Anteprime

 

Agenzia Incantesimi e tutto il resto: intervista a Federico Memola

di Alessandro Bottero Federico Memola è uno sceneggiatore che ho sempre seguito con piacere, fin dai tempi di Zona X. Jonathan Steele (sia la versione Bonelli, che quella Star Comics) mi piaceva, e anche il suo spin off, ossia Agenzia Incantesimi, a mio parere aveva il suo perché. Memola nell’ultima settimana si è trovato al centro di una polemica nel fumettomondo, perché ha lanciato una proposta “scandalosa” sul suo blog (QUI la notizia). Siccome qui non stiamo mica a pettinare le bambole, ecco una bella intervistina a Federico Memola, sul tema del giorno: Federico Memola con la sua richiesta di coloristi per Aganzia Incantesimi, sta o no rovinando il mondo del lavoro italiano? In apertura il pensiero di alcuni professionisti del settore, che si sono espressi nel blog di Roberto Recchioni, riguardo a questa mossa di Memola. La discussione completa sul blog di Roberto Recchioni, da cui sono tratti sia la citazione di Recchioni che i commenti, si trova a questo link.   Roberto Recchioni: «premesso che sono abbastanza convinto della buona fede di Memola (anche se tutta la storia della carta Paypal suona proprio brutta, a leggerla), questa roba è sbagliata e non solo fa male al fumetto, ma fa male al lavoro di tutti. E no, il fatto che di mezzo ci sia un professionista non rende la cosa migliore o più seria.Anzi, PROPRIO perché di mezzo c'è un professionista, la cosa è grave. Ma tanto lo so che un mucchio di aspiranti si metteranno in fila per proporre il loro materiale.A breve, vedremo spuntare editori che si faranno pagare per pubblicare, come succede già nell'ambito letterario.» Laura Scarpa: «Sinceramente, con amicizia e simpatia per tutti, questo mi pare più grave. "Davvero" a me non piace, non è il mio genere ecc ecc, ma un progetto comune fatto gratuitamente può starci, parità per tutti. Questo mi pare invece non avere un sogno condiviso. Con tutto ciò chiediamoci quanto la crisi c'entri, e quanto no. » Davide Morando:  «Non è la stessa situazione di DAVVERO.In questi caso, quando Memola cerca coloristi per ristampare in digitale le storie già edite da Star Comics, offre lavoro non pagato a fronte di una sceneggiatura per cui ha ricevuto, a suo tempo, un compenso.Sbaglio?» Fd'A: Allora, Federico, come si fa? Sembra che tu stia facendo una cosa poco chiara (anche se devo dire che la cosa è chiarissima, se uno legge con attenzione cosa hai scritto). Vogliamo provare a dissipare i dubbi e le preoccupazioni? FM: Non immaginavo davvero che ce ne sarebbe stato bisogno, ma va bene, sono a disposizione. Cos’è questa proposta? FM: E', molto semplicemente, un progetto nato a metà del 2010 e destinato alla piattaforma Apple per Ipad (e che quindi prevedeva una percentuale per gli autori). Purtroppo, la società che avrebbe dovuto realizzarlo, dopo che era addirittura stato firmato il contratto, ha cominciato a porre problemi di carattere contenutistico per l'aspetto glamour delle storie. Prima ha ipotizzato di intervenire sulle vignette in cui comparivano dei nudi, poi ha rimandato per mesi l'uscita e infine il contratto è stato sciolto consensualmente. Ci ho pensato molto a lungo, prima di partire per conto mio, sia perché al momento ero nel pieno di altre attività, sia per problemi personali sopraggiunti in quel periodo. Alla fine ho deciso di realizzarlo in questa forma perché ritengo che sia una serie fresca e divertente, con ancora tante potenzialità. Lo faccio anche per avere un controllo creativo totale. Intendiamoci, sono abituato a rispettare i canoni delle case editrici per cui lavoro (lo faccio tuttora con il Giornalino e non solo), ma ci sono due progetti che con gli anni sono diventati troppo personali, a cui tengo moltissimo e che intendo quindi realizzare come ritengo giusto. E Agenzia Incantesimi è uno dei due. Roberto Recchioni dice che questa tua proposta è “sbagliata”, e che “fa male al lavoro di tutti”. Conoscendoti e sapendo che sei una persona seria e che rispetta il lavoro di tutti mi paiono giudizi ingenerosi. Tu che rispondi?  FM: Che non sono così importante da nuocere al mercato italiano, prima di tutto. E, francamente, non vedo dove stia lo scandalo: più della metà delle case editrici italiane, la cosiddetta "piccola editoria", pubblica libri e fumetti, anche apprezzati e premiati, alle stesse condizioni, ovvero dietro promessa di eventuali royalties (purtroppo raramente poi corrisposte, viste le cifre vendute). E queste case editrici vendono i libri, quindi ricevono degli introiti, per modesti che siano. Nel mio caso (ma anche in quello di Paola Barbato o di Giuseppe Di Bernardo con l'Insonne, tanto per citare casi analoghi che mi hanno preceduto) non ci sono nemmeno introiti su cui polemizzare. O meglio, se mai ci saranno, tramite donazioni o altre iniziative, verranno devoluti interamente a disegnatori e coloristi, visto che non ho costi di stampa da coprire. Quindi sarò un ingenuo, ma non vedo il problema. Laura scarpa parla di “un sogno non condiviso”, come se il fatto che il colorista lavori su storie ideate da te, e disegnate da altri, lo riduca a mero esecutore. Io invece ci vedo dei tratti di “condivisione”. Sbaglio io? FM: Oddio, sbagliate entrambi, a dire il vero. E' chiaro che la serie è una mia creazione (come "Davvero" è una creazione di Paola Barbato), ma chi vi partecipa, venendo meno la motivazione economica, lo fa perché l'apprezza e ci tiene a contribuirvi. Poi, boh, la definizione "sogno non condiviso" non è che la comprenda bene… Sembra adattarsi a qualunque fumetto nato dalla volontà di una persona e realizzato da uno staff. Anzi, ho conosciuto più di un disegnatore che lavora a un certo personaggio o progetto senza esserne coinvolto, puramente per una questione economica. In questo caso, se un disegnatore non fosse interessato al fumetto, perché dovrebbe contribuirvi? Per "notorietà"? Mah, non sono Sclavi e non sto facendo Tex o Dylan Dog… Davide Morando ci dice che tu, furbetto, in realtà sei stato pagato per le storie che ora vuoi far ricolorare. A me pare una insinuazione un po’ meschina, come se tu dovessi dividere con i coloristi i soldi che ti ha dato la Star Comics, per gli albi di Agenzia Incantesimi pubblicati anni fa.  FM. Non conosco la persona citata. Comunque, se il gioco è "chi ci lavora di più aggratis", rispetto a disegnatori e coloristi io arriverò certamente secondo, ma non di molto: revisionare (un'altra volta!) tutte le storie, supervisionare i disegnatori, curare di fatto la serie (lavoro che ho svolto per tanti anni in Bonelli e Star Comics, quindi so come va fatto e che impegno comporti) costa tempo e fatica anche a me. Le nuove storie, inoltre, non me le paga Gesù bambino… Certo, il progetto è mio, ma non è che vada ad allettare gli incauti con chissà quali miraggi. Dovrebbe essere tutto chiaro semplicemente seguendo il blog. Almeno spero, non fatemi pure venire dubbi!  Trovo questo modo di discutere su internet abbastanza schizofrenico. Tu fai una proposta su un tuo blog. Nessuno commenta lì, ma la discussione si accende su un altro blog, senza che nessuno ti coinvolga o ti avvisi. Questa totale dispersione delle conversazioni sta diventando sempre più la regola nella blogsfera dei fumetto italiano. O mi sbaglio?  FM: Suppongo che ci siano delle piattaforme che si sono "guadagnate" una visibilità maggiore e quindi attirino le persone che vogliono discutere di dati argomenti… Certo, sarebbe stato corretto o quanto meno "cortese" se qualcuno, magari prima di accodarsi al tifo da stadio, avesse sentito anche l'altra campana, visto che io sono perfettamente raggiungibile e sempre disponibile al dialogo, se interpellato. Però posso riferirmi a questo caso specifico, in linea generale sono impreparato sull'argomento: da ben più di un anno mi sono abbastanza "ritirato" da Internet e dalle discussioni che avvengono in rete… Anzi, essendomi anche preso un anno sabbatico da fiere e convegni, ammetto di essere persino colpevolmente un po' disinformato. Apprendo di certe iniziative o certi casi giusto quando me li segnala qualche amico o collega più attento di me! Passando alle cose serie, ho la precisa sensazione che questo lavoro di ricolorazione e pubblicazione online, sia in massima parte una operazione di promozione verso nuovi editori, che potrebbero essere interessati ad una edizione a colori di Agenzia Incantesimi. Forse anche oltreconfine? Forse qualche francese?  FM: Non nego che mi piacerebbe (forse l'ho anche scritto sul blog!) e che intendo provarci, non fosse altro che per poter poi far arrivare dei soldi a tutti coloro che stanno partecipando o parteciperanno all'iniziativa. Fra l'Italia e l'estero vedo più probabile questa seconda ipotesi (pur sapendo quanto sia difficile piazzare una serie all'estero!), al momento. Vedremo. Hai da pochissimo assunto il ruolo di direttore editoriale delle Edizioni Arcadia (a proposito, auguri). Che bolle in pentola per il 2012?  FM: Ho assunto questo ruolo perché già dalla nascita della casa editrice Maurizio Rosenzweig e io abbiamo fatto da "consulenti" per Mario Taccolini e a un certo punto, anche di fronte a certe difficoltà subentrate (di cui lo stesso Mario ha pubblicamente parlato) ho pensato che un mio maggiore apporto avrebbe potuto essere d'aiuto. Edizioni Arcadia, pur fra mille difficoltà, ha pubblicato materiale interessante (sì, lo so, anche mio!) e promosso validi autori, retribuendoli; sarebbe stato un peccato se questa piccola realtà fosse venuta meno. Il nostro obiettivo, nell'immediato, è quindi tirare su un po' di soldi per poter un giorno riprendere le serie (ovvero, pagare gli autori coinvolti). Per ora, di certo, ci sono altri due volumi della collana "La macchina da scrivere", il volume del 2012 di "Sexy & Chaotic" e un altro volume di illustrazioni di Alessandro Mazzetti. Il resto lo stiamo definendo e non posso dire nulla senza l'autorizzazione di Mario. Dopo Rourke che cosa bolle in pentola per il Federico Memola sceneggiatore? Progetti? Miniserie? Magari un ritorno alla Bonelli?  FM: Al momento sto lavorando regolarmente con Il Giornalino. Inoltre la Planeta DeAgostini ha proprio di recente riconosciuto formalmente che Harry Moon è libero e completamente di mia proprietà, e ammetto che non mi dispiacerebbe affatto riuscire a riproporlo e a concludere almeno quel famigerato ciclo di 12 numeri (di cui ne esistono 5 finiti e pronti per la stampa), almeno per quei lettori che avevano iniziato a seguirlo. Poi ci sono altre cose in ballo, come sempre, ma se ne parlerà il prossimo anno.

Reportage

 

Cara fiera ti scrivo: il punto di vista di Narnia Fumetto

Da organizzatore di manifestazioni, ho cercato di mettere in pratica quello che avevo imparato da espositore e da negoziante. Ed è questo che mi considero, in primis: un libraio, che fa fiere e vende anche su internet PRIMA, un organizzatore di eventi/fiere POI.Per questo, a Narnia Fumetto, è nata l'Artist Alley, allo scopo di riunire in un unico luogo tutti gli autori ospiti della manifestazione (non quelli invitati dai singoli stand), collegando la possibilità di avere uno sketch da collezione all'obbligo di acquisto di un libro. Infatti: chi non è interessato al fumetto di un autore, come può volerne il disegno? Semplice: perché è bello ed è gratuito!Oltretutto: questo da dignità a chi realizza l'albo, che non è un semplice "ritrattista" su commissione, ma sta dedicando una propria opera (che poi lo faccia sull'albo stesso o meno è un dettaglio); da la possibilità all'editore e all'organizzazione di rientrare di parte delle spese (tante, davvero tante!) legate all'ospitalità ed alla gestione dell'autore.Il disegno ha un valore: "regalarlo", senza neanche chiedere l'acquisto di un libro è uno svilire e sminuire il valore del nostro lavoro.Ma, è da espositore ed addetto ai lavori, che mi sento di dire che, al momento, le fiere italiane sono carenti sotto molti punti di vista.Ecco quelle che, per me, sono le priorità.1-Scelta degli stand per gli espositori. I negozianti sono le vere "star" delle manifestazioni. Presenti dappertutto (gli autori, gli editori non sempre ci sono), danno la cifra minima di un evento. Che può rinunciare a tutto, ma necessariamente "parte" dalla mostra mercato!Ad oggi, pochissime fiere (Fumettopoli, Roma Comics, Romics, altre non me ne vengono in mente...) danno la possibilità di scegliersi lo stand, mettendo online delle piantine chiare, indicando regole trasparenti (es: chi prima prenota e prima paga, prima sceglie), facendo partire tutti alla pari. Spesso ci dobbiamo scegliere gli spazi, pagarli, e poi, solo POI, sappiamo esattamente cosa ci viene assegnato. Fa così Lucca Comics, che tra l'altro trattiene l'anticipo se lo spazio non è gradito e ci si rinuncia...Da quest'anno, anche Narnia Fumetto metterà online la piantina degli stand vuoti, dando la possibilità di scelta... Cosa che abbiamo sempre fatto informalmente, tra l'altro.2-Date e rispetto. Quando si sceglie la data di un evento, l'organizzazione ha l'obbligo morale e pratico di verificare di non sovrapporsi ad altri eventi. "Morale", perché chi organizza da prima, chi occupa un determinato fine-settimana, ha la priorità su questo, a prescindere dalla grandezza dell'evento: priorità data dall'anzianità, un valore purtroppo sottovalutato. E dire che basterebbe poco: ci sono vari siti (tipo questo, autorevolissimo!) che elencano le varie manifestazioni.L'obbligo "pratico" deriva dal fatto che, sovrapponendo gli eventi, costringi gli espositori (oltre che il pubblico) a scegliere tra una mostra ed un'altra. E gli espositori, che lo fanno -ricordiamo- per lavoro, possono esser messi in difficoltà dal dover rinunciare ad una manifestazione.3-Dialogo con gli espositori.Se i calciatori scioperano, il campionato si ferma.Se i Tir non vanno, si blocca tutto il traffico.Eppure nessuna fiera tiene conto dei pareri o delle critiche di negozianti, autori ed editori.Ci vorrebbe un bello sciopero, eh?4-Prezzi dei biglietti, prezzi degli stand. Non è il momento per aumentarli.Anzi: potrebbe essere l'occasione per abbassarli: i primi prevedendo abbonamenti o sconti speciali, o convenzioni. I secondi, magari, tagliando gli allestimenti: meno belli, ma più economici...Ed eliminando l'inutile "terzo metro". Se uno stand è profondo tre metri, a nove espositori su dieci il terzo metro di profondità non servirà... ma il costo è comunque più alto di un terzo. Un "4x2" metri è quindi utilizzabile come un "4x3", ma costa oltre il trenta per cento in più.Almeno, dateci la possibilità di scegliere!5-Quanti espositori? Chiarezza. Lo scorso anno ho incassato 100, in una data fiera.L'anno dopo... gli espositori sono il doppio! Forse è per questo che incasso 70 o 80? O 50?E' così difficile capire che, a parità di "torta", se aumentano i commensali, la fetta diventa un "boccone"? Forse non è il caso di puntare ad aumentare il pubblico, aumentando solo gradualmente gli espositori?Per finire: da espositore ho spesso rotto le scatole. Ma ne ho anche pagato le conseguenze, come sa chi mi conosce. E da organizzatore ci ho sempre messo la faccia: Narnia Fumetto è, soprattutto, una fiera a misura di addetto ai lavori. Chi ci segue, lo sa.Quindi, massima è la mia/nostra disponibilità all'ascolto e al cambiamento.

Off Topic

 

Strumenti di giornalismo » Segreto professionale dei giornalisti

Come già anticipato, pubblichiamo un testo su cosa sia il segreto professionale del giornalista e su che basi giuridiche si fondi. Europa Il segreto sulla fonte fiduciaria è salvaguardato dalla Convenzione europea dei Diritti dell'Uomo. L’articolo 10 («Libertà di espressione») tutela espressamente le fonti dei giornalisti, stabilendo il diritto a ricevere notizie: « Ogni persona ha diritto alla libertà d'espressione. Tale diritto include la libertà d'opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza considerazione di frontiere. » (Convenzione europea dei diritti dell’Uomo.) La Corte europea dei diritti dell'uomo ha ulteriormente rafforzato la tutela delle fonti di carattere fiduciario. Interpretando estensivamente l'art. 10, ha stabilito che tale norma comprenda anche la tutela delle fonti giornalistiche, in virtù dello stretto legame tra diritto di informare e diritto di cercare notizie. Grazie a questa interpretazione estensiva, l'art. 10 della Convenzione garantisce sia il diritto di un individuo alla libertà di espressione sia il diritto della collettività a ricevere informazioni. In tal modo i giudici sopranazionali hanno previsto una tutela più ampia rispetto a quella offerta da ordinamenti giuridici nazionali, tra cui quello italiano, che garantiscono un diritto attivo a fare informazioni, ma non uno passivo a riceverle. Due sentenze della Corte europea hanno fatto giurisprudenza in materia. Sono le sentenze Goodwin (27 marzo 1996, Goodwin c. Regno Unito) e Roemen (25 febbraio 2003, Roemen e Schmit c. Lussemburgo, Procedimento n. 51772/99). In esse la Corte ha affermato che il diritto alla protezione delle fonti giornalistiche è da considerarsi strettamente connesso al diritto di ricevere notizie. Inoltre ha stabilito l'illegittimità delle perquisizioni negli uffici e nelle abitazioni dei giornalisti, nonché negli studi dei loro avvocati, volte alla ricerca delle fonti confidenziali. Se tale protezione non esistesse, cioè se le fonti confidenziali sapessero che un giudice può ordinare al giornalista di rivelare il loro nome, sarebbero dissuasi dal fornire notizie. Ma ciò sarebbe a detrimento della completezza dell'informazione e, in definitiva, della stessa libertà di stampa. Italia La legge istitutiva dell'Ordine impone al giornalista l'obbligo di tutelare la segretezza delle fonti: « [Giornalisti ed editori] sono tenuti a rispettare il segreto professionale sulla fonte delle notizie, quando ciò sia richiesto dal carattere fiduciario di esse. » (legge professionale n. 69/1963.) La violazione del segreto comporta una sanzione disciplinare (articolo 48 della legge n. 69/1963). I giornalisti italiani devono rifiutarsi di fornire i nomi delle persone dalle quali hanno avuto notizie di carattere fiduciario anche di fronte ai giudici. L'obbligo della segretezza della fonte può essere rimosso soltanto nel caso in cui la rivelazione della fonte si riveli indispensabile ai fini della prova del reato. In questo caso il giudice (mai un pubblico ministero) ordina al giornalista di indicare la fonte delle sue informazioni (articolo 200 del Codice di procedura penale). Solo il giornalista professionista ha la facoltà di opporre al giudice il segreto sulle proprie fonti. I pubblicisti e i praticanti, invece, sono sempre tenuti a rispondere ai giudici sul segreto professionale.
Back News Fumetti Scoop » Recchioni + Mammuccari + Carnevale + Bonelli = una miniserie di fantascienza a colori!

Scoop » Recchioni + Mammuccari + Carnevale + Bonelli = una miniserie di fantascienza a colori!

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recchioniminiseriecolori[03/05/2010] » Auguriamo tutta la fortuna possibile alla prima miniserie tuttocolore della Sergio Bonelli Editrice.

Dopo essere venuti a conoscenza alla passata Napoli Comicon che i Manetti Bros, i registi della serie TV dedicata al Commissario Coliandro, sono a lavoro su un film di fantascienza interpretato da Ennio Fantastichini, la fantascienza irrompe anche nel fumetto italiano con una grande notizia.

Roberto Recchioni ai testi ed Emiliano Mammuccari ai disegni sono a lavoro su una miniserie di fantascienza che sarà interamente a colori, durerà12 numeri e sarà pubblicata da Sergio Bonelli.

Gli albi saranno composti da storie di 94 pagine e le copertine saranno realizzate da Massimo Carnevale.
Il tema della storia? Fumetto d'Autore vi rivela che sarà tra "Stand By Me" e "Fanteria dello Spazio".

Uscita prevista? 2010? 2011? Chi può dirlo? Il futuro è un'ipotesi, come cantava Enrico Ruggeri, e Lucca Comics è dopodomani. Ma state sicuri che al più presto Fumetto d'Autore vi darà interviste, ed anteprime.

Comments

avatar VaL
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speriamo solo non stia tra "Gregory Hunter e Brad Barron"


oddio ormai anche Nathan Never...
avatar Skull
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"Stand by me" + "Fanteria dello Spazio" + forse "Il Signore delle Mosche"; a colori, per di più: rischia proprio di essere una figata pazzesca. ^__^
avatar pinopao
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La notizia è di quelle importanti per il fumetto italiano.

Spero che a Recchioni venga lasciata molta mano libera in fatto di sceneggiature
avatar Ricky
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Spero di no. Il suo John Doe non è stata una bella pagina per il fumetto italiano. Un fumetto assai discutibile, scritto con una superficialità eccessiva, con poco rispetto per valori sociali e cristiani e disegnato in modo assai brutto. Restai sconcertato quando, nelle ultime pagine del numero 77 diede libero sfogo al suo livore contro i vertici dell'ex-Eura (e solo perchè questi ultimi non ritenevano che le vendite, già di per sè non eccezionali della serie, consentissero una sua continuazione).
Poi, chissà perchè, Bonelli ha avuto la splendida idea di assumerlo e di fargli scrivere Dylan Dog, magari sperando di risollevare le vendite dell'Indagatore dell'Incubo.
E ora ancora vuole puntare su di lui?
avatar Sandro 82
0
 
 
E ora ancora vuole puntare su di lui?

Il suo ultimo Dylan è stato citato su importanti quotidiani nazionali. Lo hanno perfino intervistato alla RAI per quella storia...

http://www.youtube.com/watch?v=9lZs7fJpxIQ

Se alla Bonelli non stimano una persona che riesce a portare a casa certi risultati, chi altri dovrebbero stimare? :)
avatar Ricky
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Le televisioni, non solo la Rai, in questi ultimi anni hanno proposto più spazzatura che altro. In tutto questo calderone, non c'è tanta differenza tra l'intervista ad un ex-tronista di Maria DeFilippi caduto in disgrazia e quella del link che hai citato.
L'intervista, tra l'altro, è stata fatta da Rainews24, di cui è nota l'appartenenza all'area del centro-sinistra.
In quella intervista, Recchioni dice cose gravissime. Addirittura si lamenta che la Roccella non ha individuato in mater morbi un sostegno all'eutanasia! Forse qualcuno dovrebbe ricordare a Reccioni che se anche nel nostro sistema esistono tanti diritti, non esiste il diritto di morire. Non si può disporre della vita, perchè si tratta di un diritto per l'appunto "indisponibile".
Rechioni è di opinione diversa. Nella sua discutibile concezione del problema, egli penserà che sia lecito, in un ospedale, praticare una iniezione letale agli ammalati terminali. Io spero di no.
Potrei citare le basi religiose e cattoliche che non ammettono che si perpetri questo crimine (perchè di un crimine contro la vita si tratta).
Non lo faccio, perché, dalle idee di cui si fa sostenitore, arguisco che egli non sia cattolico (ma spero di sbagliarmi).
Ogni volta che leggo e sento questi discorsi pro-eutanasia, mi vengono i brividi. Sia perché l’eutanasia è stata praticata dalle dittature più feroci del secolo ventesimo (e la storia lo dimostra in modo impietoso), sia perché chi dice queste cose non mostra alcun rispetto per la vita e i valori umani.
Si parla di eutanasia, di suicidio assistito e di tante altre bestialità, per fortuna restano solo idee folli di persone fuori dalla realtà.
Ma poi quanto dilettantismo in quella intervista. E’ stato esilarante quando, ad un certo punto, hanno fatto intervenire Finardi, il quale ha bellamente dichiarato di non avere mai letto quel fumetto!
Poi non sapendo cosa dire, ha addirittura fatto un paragone con la Capanna dello Zio Tom!
A quel punto sono scoppiato in una fragorosa risata! Non sapevo che Rainews24, oltre a porsi come una pietosa longa manus di Rai3, trasmettesse anche interviste semiserie (per non dire comiche).
Non so se Bonelli, da questa “intelligente” operazione vedrà le vendite di Dylan Dog aumentare (visto lo stato non piacevole in cui si trovano). Posso solo dire che forse quel fumetto va letto, perché così molti si renderanno conto di quanta immoralità (e bestialità) può esserci nel sostenere una pratica così criminale come l’eutanasia.
avatar Ricky
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Una cosa, però, devo dirla. Benchè io non condivida le idee di Recchioni, ciò nonostante, le rispetto. E, anche se non lo conosco personalmente, sono sicuro che Recchioni sia un bravo ragazzo e una persona seria.
avatar VaL
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per come la vedo io,: RaiNews24 è un'ottima testata giornalistica, che fa anche inchieste sullo stile di "Report" e che non ha nulla da invidiare a "testate" del tipo di studio aperto o tg4 e tg5. se anche fosse una specie di costola di rai3, vista la professionalità di quest'ultima, non ci vedrei nulla di male.

su Recchioni sceneggiatore non mi esprimo poichè non ho avuto modo di leggere nulla se non il suo blog di tanto in tanto. mi preme sottolineare come pero' la Bonelli negli ultimi anni abbia appannato la propria linea di Fantascienza, appiattendo e rovinando Nathan Never, e creando Brad _Barron, il quale non credo abbia moltissimi estimatori.

quindi diciamo cosi' aspettiamo e vedremo
avatar Burighel
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Rai3 non è professionale. E' solo comunista.
Non esiste un solo comunista sulla faccia di tutto l'universo che meriti di essere stimato per ragioni professionali. L'idiozia dell'ideologia a cui aderisce dimostra un'evidente pochezza intellettuale.
avatar m.laggetta
+1
 
 
"Non esiste un solo comunista sulla faccia di tutto l'universo che meriti di essere stimato per ragioni professionali. L'idiozia dell'ideologia a cui aderisce dimostra un'evidente pochezza intellettuale".

Ringrazio il sig. Burighel per avermi dato del deficiente e lo prego di tenere per sè queste stimate opinioni e di apprezzare la sofferta generosità di questa mia risposta.
avatar Burighel
0
 
 
Assolutamente non tengo per me nulla. Io mi limito a riportare i fatti che vedo.
Poi se lei si riconosce in questi fatti è solo un problema suo.

Non le ho mai chiesto di essere generoso con me. :-)
avatar m.laggetta
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Provvederò personalmente a chiedere la rimozione dal sito dei suoi commenti qualora continuassero a rivelarsi offensivi. Lei può professare il credo che ritiene più adatto alla misura della sua persona, ha tutta la mia tolleranza.
avatar HulkSpakk
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Marco, Burighel parlava dei comunisti, non di quelli come te.
Non ti ha dato del deficiente, tranquillo ;)
avatar m.laggetta
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Ti piace così tanto fare polemica da cogliere perfino a pretesto un delirio come questo!?
No, dai...
avatar HulkSpakk
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Credo che ogni sito abbia gli utenti che si merita.
Se Burighel ti offende e offende tutti (me compreso) è perchè la redazione di cui fai parte, e le strategie di moderazione da questa attuate, sono inefficienti. Quindi rappresentando tu qui questo sito, hai una colpa e una responsabilità oggettiva.

Comunque sul serio, so che intendeva offenderti. Su un sito mio non sarebbe mai accaduto: io da amministratore avrei impedito si prendesse queste libertà molto tempo fa. Ma so anche che tu non sei comunista. In italia compagni non ce ne sono e se tu lo fossi non faresti parte di compagnie come quella di Messina e di fumettodautore. Chi crede di combattere il male dall'interno, ne fa già parte.
avatar Sandro 82
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Scusate se ve lo dico, ma i commenti a questo articolo stanno assumendo un tono surreale. Alcuni fumettisti stanno relizzando un nuovo fumetto di fantasciennza per la Bonelli, inaugurando oltretutto una nuova formula editoriale. E invece di trovare commenti sulle miniserie Bonelli, sul colore, sui disegni o sul possibile prezzo, si parte da un duro commento anti recchioni passando per i valori cattolici fino al comunismo.
Io l'intervista l'ho segnalata in modo apolitico. Per dire : è comprensibile se Bonelli si affida ad un autore bravo che sa fa parlare di se. L'intervista poteva essere trasmessa da sky o canale 5, per me non cambiava nulla. Era un ragionamento apolitico. E un appassionato che i fumetti li legge solo (senza aspirazioni o menate varie), che non ha nemici, rancori, o conti aperti, pur avendo il diritto di non amare la scrittura dello sceneggiatore, dovrebbe accogliere diversamente questa notizia.
Ci saranno altri fumetti a colori? Il formato delle pagine sarà lo stesso? Quanto costerà? Gli altri editori bonellidi seguiranno l'esempio? Queste almeno sono le domande che mi passano per la testa. E invece sembra di stare ad una tribuna politica! :)

In ogni caso complimenti a fumetto d'autore per lo scoop! Continuate così!
avatar bodda
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bodda si perplime a pensare che qualcuno possa pensare a quella storia come a una storia PRO eutanasia, quando è chiaramente una storia sulla libertà e sulla dignità. E si chiede cosa c'entrino le basi religiose, per chi (magari) non lo è
avatar VaL
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ho guardato alcune anteprime dei disegni molto eleganti. il disegno è pulito, preciso, bonelliano, classico. sembra che ci sara' un solo disegnatore su tutta la miniserie e questa è una vera novità.

invece apro una parentesi sulla notizia del Film di Fantascienza dei Manetti Bros. le uniche notizie finora circolate indicano una storia di un agente speciale a caccia di alieni, resi in Computer Grafica. nulla di male se lo facessero in stile "District 9" purtroppo pero' temo che lo stile sia piu' alla "zora la vampira" o gli episodi del commissario di rai2 di cui mi sfugge il nome. onestamente l'ironia nella fantascienza non mi piace, ma magari mi sbaglio e verrà fuori un buon film di genere. in ogni caso sempremeglio che niente
avatar Ricky
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Ancora una volta, non posso che lodare le parole di Burighel. Un pensiero duro, ma forte e sincero, che esprime una verità di fondo: il comunismo è stato uno dei più grandi mali dell'umanità. Un movimento assassino delle libertà, che ha umiliato uomini e donne, che ha macchiato di sangue un intero secolo.
Per colpa del comunismo, hanno sofferto e perso la vita decine di milioni persone.
Che Rai3 sia comunista non è un mistero ed è abbastanza grave che parte di quel veleno sia stato trasmesso a Rainews24.
Ma Burighel ha centrato il punto: quando ha scritto "Non esiste un solo comunista sulla faccia di tutto l'universo che meriti di essere stimato per ragioni professionali. L'idiozia dell'ideologia a cui aderisce dimostra un'evidente pochezza intellettuale", ha espresso una regola da osservare come principio fondamentale.
Il comunismo è presente, però, anche in qualche forum di fumetti. Penso a Comicus, dove sono tutti di sinistra. E quante volte nella sezione off topic è capitato di leggere post offensivi del centro-destra o della Chiesa? A volte anche da parte di addetti ai lavori (il che è abbastanza grave).
Quello che mi preoccupa, come ha detto Burighel, è l'idiozia di questa inutile ideologia. Com'è possibile che qualcuno oggi possa farsi sedurre da tante sciocchezze?
avatar Ricky
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L'eutanasia è uno dei cavalli di battaglia dei comunisti, che non hanno mai mostrato rispetto per la vita e per i diritti e le libertà fondamentali dell'individuo. Ma qui mi fermo, perchè altrimenti inizierei un discorso sulla Fede, che qualcuno potrebbe trovare noioso. Anche la sofferenza è un dono. La carne è debole ed è soggetta a tentazioni continue. Le vie più semplici sono spalancate davanti ai nostri occhi. La tentazione di buttarsi sulla prima disponibile è fortissima, come la sete e la fame. Ma noi siamo uomini, e oltre allo stomaco, abbiamo anche un cuore e un cervello.
avatar VaL70
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immagino tu sia uno di quelli che predica l'astensione contro l'aids...
avatar Sandro 82
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Lo scrivo da elettore di moderato e cattolico (non sono certo un estremista di sinistra).
Questi commenti ot a ruota libera, rischiano di essere controproducenti. C'è il rischio concreto che a commentare siano sempre i soliti 3-4, molto motivati da una passione politca extrafumettistica, e sempre pronti a buttrala in politica - come se fossero su un forum politico. Con il risultato di allontanare tutti gli altri lettori dai commenti.
A cosa serve spendere tempo ed energia nel realizzare un portale professionale, in grado di dare notizie in esclusiva, se poi lo spazio dedicato ai commenti diventa un'arena senza esclusione di colpi? Invito la redazione di fumetto d'autore a riflettere su questo aspetto. So che la questione è spinosa, ma rischiate davvero di buttare alle ortiche l'ottimo lavoro svolto.

Detto questo, tolgo il disturbo. Buona scazzottata a tutti. E non sparate sul pianista! :)
avatar Skull
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Io sono per la libertà d'opinione.
Anche perchè è proprio quello che scriviamo in pubblico che ci qualifica come persone, nella rete, e non sarebbe certo corretto aspettarci una mammina premurosa che ci segue costantemente e corregge i nostri eventuali errori: ognuno si prende la responsabilità delle proprie opinioni, e viene giudicato per quello che è.
avatar Ricky
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Tornando in discorso, mi sembra abbastanza grave che Recchioni si rammarichi in una intervista su Rainews24 (di cui è stata chiarita l'appartenenza politica, cioè all'ala più estremista del comunismo imperante che, nonostante tutto, regna sovrano a Rai3) che in un fumetto da lui scritto un politico non abbia colto il sostegno all'eutanasia!
Qualcuno spieghi a questo signore, che il diritto alla vita è indisponibile e rientra trai diritti fondamentali dell'individuo.
Non è la prima volta che assume una posizione così polemica e politicamente orientata. Più volte in John Doe ha inneggiato al politeismo!
Non vorrei che Bonelli, nel disperato tentativo di risollevare le vendite di Dylan Dog lo abbia assunto solo per questo e, magari, parlando di questo, stessimo facendo il suo gioco.
avatar VaL70
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Quote:

Più volte in John Doe ha inneggiato al politeismo!


dovremmo condannare battlestar galactica dove ci sono gli Dei allora ;)
avatar Sandro 82
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@ Skull:
Consigliavo solo alla redazione di "suggerire" agli utenti di restare sul tema. Se tutte le volte si butta in politica, e tutte le volte ci sono gli stessi utenti in preda alla passione pòlitica, che non parlano del tema presente nell'articolo, ma discutono appunto di politica, molti altri lettori si potrebbero scoraggiare e non commentare affatto. Lasciare lo spazio dei commenti in balia di litigate feroci (ot e sempre tra gli stessi nikname) rischia di rovinare il lavoro svolto dallo staff del portale. Almeno questa è la mia opinione.
avatar pinopao
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concordo

e poi lo ripeto: Ricky è il nick di un troll che si faceva chiamare Dodoria sui vari forum. non è una persona dietro un nick, è un troll.
avatar Chas
0
 
 
La posizione a favore dell'eutanasia come diritto della persona, che reclama a sè la scelta fra il vivere e il morire è una posizione eminentemente liberale.
Negli stati a comunismo reale (che è tutto da vedere che siano stati che si fondino sul marxismo) l'eutanasia è invece un diritto dello stato, poiché la vita del cittadino appartiene allo stato e non all'individuo. Tant'è che il tentato suicidio era un reato severamente punito dal codice penale sovietico, in quanto espressione di una mentalità anticomunista.
Da Wiki:
Russia, inoltre, non ha alcuna tolleranza di qualsiasi forma di suicidio assistito, né durante il governo sovietico anni 60. The Russian legal system does not recognize the notion of 'mercy-killing'. Il sistema giuridico russo non riconosce la nozione di 'misericordia di uccidere'. Moreover, the 1993 law 'On Health Care of Russian Citizens' strictly prohibits the practice of euthanasia. Inoltre, la legge del 1993 'On Salute dei cittadini russi' vieta severamente la pratica dell'eutanasia.
Sapevatelo, invece di scrivere castronerie assortite
avatar Chas
0
 
 
La citazione viene da questo indirizzo
http://www.assistedsuicide.org/suicide_laws.
avatar Chas
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In ogni caso, non vedo davvero l'ora che esca questo prodotto della Bonelli, che comprerò sicuramente.
La fantascienza in Italia, grazie alla meritoria opera di Urania, che pubblica numerosi romanzi di autori italiani, sta tornando a prendere piede, e speriamo che l'onda favorevole allaghi anche il campo del fumetto...e se c'è chi può raggiungere questo risultato, beh è proprio Bonelli
avatar Ricky
0
 
 
Al link che hai indicato non corrisponde nulla. Nel 1993, l'Urss non esisteva più. Il regime giuridico di quel Paese in quell'anno non è pertinente. Nè alcuna credibilità può essere attribuita alla tua fonte.
Inoltre, proprio perchè, come hai scritto tu: "Negli stati a comunismo reale l'eutanasia è invece un diritto dello stato, poiché la vita del cittadino appartiene allo stato e non all'individuo", posso trarre argomento per affermare che in quei Paesi l'eutanasia come diritto esisteva.
La prossima volta, informati meglio prima di scrivere certe cose.
avatar Chas
0
 
 
Dodoriaccio, prova ad andare su www.assistedsuicide.org e da lì, alla tua sinista, trovi un link, funzionante, sotto la sezione articles, che si intitola Assisted Suicide Laws Around the World

La frase "né durante il governo sovietico anni 60" dovresti capirla agevolmente

Tu hai scritto L'eutanasia è uno dei cavalli di battaglia dei comunisti, che non hanno mai mostrato rispetto per la vita e per i diritti e le libertà fondamentali dell'individuo
e io ti ho scritto che nell'Urss era vietata, perché la vita del cittadino è PROPRIETA' dello stato, o meglio, il singolo non può disporre della propria vita, neppure con il suicidio, in quanto questo è un gesto antisovietico.
Sul suicidio nel mondo ti consiglio l'ottimo volume Congedarsi dal Mondo. Storia del Suicidio in Occidente e in Oriente. - Edizioni Il Mulino, scritto da Marzio Barbagli, con anche notazioni sulla sanzione penale per il tentato suicidio
Non risponderò a tuoi ulteriori post, perché non ho tempo da perdere con i troll
avatar Ricky
0
 
 
Noto che sono rispuntati i soliti utenti che, a volte sotto nick diversi, vengono qui tentando di delegittimare Fumetto D'Autore.
A dimostrazione di ciò, sottolineo che gli utenti "pinopao", "chas" e "skull" vengono da questo forum: http://bardellosport.forumcommunity.net/

Dove, spesso è capitato di leggere post abbastanza coloriti verso Fumetto d'Autore.

Devo constatare, con ironia, che non hanno avuto nemmeno l'intelligenza di cambiare nick!
avatar Chas
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Non è questione di intelligenza, ma di onestà, caro il mio dodoria, bannato anche dal nostro forum
avatar Ricky
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Sandro 82 ha ragione, meglio tornare in topic e stendere un velo pietoso su certe manifestazioni.
avatar pinopao
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e ti conviene :D
avatar contedicagliostro
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Uhm... io sono uno di quelli che difende a spada tratta la libertà di esprimersi nello spazio commenti, ma che pensa anche che la libertà in società ha anche dei paletti e delle regole. Per tutto il resto concordo con da Skull e per tutto il resto ancora c'è Mastercard...

Un grande passo in avanti nella agognata libertà di espressione che avete la possibilità di esercitare tutti in questi commenti sarebbe se la finissimo tutti (TUTTI) di fare alcune cose:

1) Fare del "maccartismo" e delle indagini sugli altri utenti e la loro identità.
2) Parlare di politica ove non è pertinente.
3) Evitare di dire che se fosse voi gli amministratori qui sarebbe un posto magnifico e le solite accuse che i commenti rovinano il sito ecc. ecc. ecc. perchè ciò che scrivete è indice di ciò che voi siete, non di ciò che fumetto d'autore è (ma il disclaimer lo leggete?). E mi sembra un concetto abbastanza banale... talmente banale che poi ci si annoia anche a ripeterlo a intervalli più o meno regolari...

Per il resto, fate vobis... nel più assoluto spirito di libertà che ci continuerà a distinguere, perchè se mio nonno aveva tre palle era un flipper ecc. ecc. ecc.
avatar sergio l. duma
0
 
 
Una persona può essere cattolica.
Può non esserlo.
Può essere di destra.
Può essere di sinistra.
Può essere apolitica.
Può essere favorevole all'eutanasia.
Può essere contraria all'eutanasia.
Può essere ciò che gli pare.
Può pensare ciò che gli pare.
L'importante è non imporre il proprio pensiero e il proprio 'essere' agli altri e, soprattutto, non giudicare gli altri, specie se in disaccordo con le proprie idee.
Ricky e Burighel non sono i depositari della verità universale e, in modo particolare, non sono eticamente e moralmente superiori a nessuno. Dovrebbero ogni tanto considerare che esistono persone che non la pensano come loro e che non devono per forza essere di destra e cattolici (o perlomeno cattolici sulla base del loro modo di intendere il cattolicesimo) per essere degni di rispetto e dovrebbero riflettere sul fatto che non hanno nessun diritto di ergersi a giudici degli altri.
Siano più umili e meno irritanti.
Per il resto, concordo, in linea di massima, con l'intervento di Messina.
avatar Burighel
0
 
 
C'è un solo modo d'intendere il cattolicesimo ed è quello della Chiesa di Roma: TUTTI i Papi hanno condannato il comunismo come incompatibile con la Fede; Giovanni XXIII ha condannato anche il socialismo, pure moderato; Paolo VI ha condannato anche il liberalismo classico (di cui in Italia sono portatori radicali, repubblicani e l'Italia dei Valori, che fa parte dell'Internazionale Liberale assieme ai LibDem britannici). In sintesi, NON SI PUO' intendere il cattolicesimo da una qualsiasi posizione politica di sinistra, perché questo è incompatibile con la Fede. Il termine tecnico per definire un cattolico di sinistra è "apostata" e se questi poi partecipi attivamente a formazioni politiche che si riconoscano in queste ideologie condannate è prevista la scomunica latae sententie (automatica).

Sull'eutanasia si potrebbe poi aggiungere che essa è un'abuso della libertà umana che relativizza il concetto di persona umana e lo condiziona alla volontà dell'uomo e non alla sua esistenza. La stessa visione ideologica ammette l'aborto e la soppressione forzata di disabili e bambini e anziani malati (ed è poi un'ideologia condivisa anche dai propugnatori dell'eco-animalismo militanti come il filosofo americani Paul Singer di cui la LAV italiana ha pubblicato il suo manifesto "Liberazione Animale").
avatar bodda
0
 
 
bodda capisce perché e da cattolici allora incontrare pinochet.
avatar Burighel
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Sarebbe poi bello, caro Duma, che TU PER PRIMO considerassi l'idea di non parlare di quello che non conosci. Tu odi la Chiesa, la disprezzi e non fai nulla per conoscerla. Sei un ignorante su questo argomento, quindi non voler insegnare agli altri come dovrebbero intendere o accettare che gli altri intendano quello che conoscono meglio di te. La tua arroganza è semplicemente senza limiti.
avatar sergio l. duma
0
 
 
Se c'è qualcuno arrogante qui sei tu e il tuo commento ne è la dimostrazione. Come il tuo pessimo vizio di giudicare gli altri e di presumere di conoscere la natura dei loro pensieri. Non hai nessun diritto di dire cosa penso e cosa odio, né di stabilire se faccio sforzi per conoscere o non conoscere qualcosa. Nè hai la capacità di insegnare TU a ME alcunché. Finiscila di sputare sentenze: non sai chi sono; non sai cosa faccio; non conosci la mia vita; ti compatisco solo perché sei un infelice (come si denota dal tuo stile espressivo) e affetto da un evidente complesso di inferiorità. Cresci, ragazzino... se ne sei capace.
Oh, sì... rileggi il mio intervento precedente e cerca di capirlo... ma a quanto pare hai problemi con l'italiano.
avatar Chas
0
 
 
Mi piacerebbe, quando farete le interviste, che approfondiate i perché della scelta del colore.
Il bianco e nero è un pò un marchio di fabbrica Bonelli, che io personalmente gradisco, e l'illustrazione che avete pubblicato mi pare ne dimostri le capacità espressive.
avatar Ricky
0
 
 
Cagliostro, che dire, condivido ogni tua parola. E mi permetto di aggiungere anche una quarta voce al tuo elenco.
4) che gli utenti di altri forum, tra cui quello che ho linkato, vengano qui, a volte con i loro nick, altre volte con nick secondari, a gettare fango su Fumetto d'Autore o su altri utenti, associando agli stessi fatti e situazioni che esistono solo nella loro mente.

Anche se, ammetto, che è divertente leggere le loro farneticazioni.
avatar Chas
0
 
 
Il fatto che io scelga di informarmi su Fumetto d'Autore e non su Comicus, qualcosa vorrà pur dire, o no?
Que viva Bottero!
avatar Ricky
0
 
 
Certo, basta dare uno sguardo, anche fuggevole, al vostro forum(http://bardellosport.forumcommunity.net) per avere un'idea abbastanza precisa dell'opinione che tu e i tuoi amichetti (i vari skull, pinocao e qualche altro che ha avuto almeno l'intuizione di cambiare nick, che spesso si ammonticchiano lì) avete di Fumetto d'Autore e di Bottero.
Per non parlare delle altre cose carine che scrivete lì, rispetto alle quali c'è da restare allibiti.
Solo perchè non mi piace infierire, non ho postato i link., ma anche per evitare di alimentare il vostro comico trolleggio.
avatar Skull
0
 
 
Se mi dici dove c'è ANCHE UNA SOLA mia critica o atto di gettar fango su Fumetto d'Autore (col quale, ribadisco, saltuariamente collaboro), su Alessandro Bottero (che stimo da più di un decennio) o su Giorgio Messina (che è un amico da un pezzo), nel forum che citi o in qualsiasi altro forum, ti assicuro che smetto per sempre di postare su questo sito.

Altrimenti, ti pregherei di fare critiche più fondate: inventarsi le cose non giova a nessuno, men che meno a te e al rispetto che chiedi come utente.
avatar contedicagliostro
0
 
 
Repetita iuvant:
1) Fare del "maccartismo" e delle indagini sugli altri utenti e la loro identità. E aggiungo anche la loro provenienza...

Ora che anche Duma mi ha dato ragione, ce la facciamo a continuare su questo binario di amarcord e cerchiamo di parlare di quello che più ci piace, cioè i fumetti?

Per tutto il resto c'è sempre Mastercard... che a volte lo shopping compulsivo fa molto più bene che il commento compulsivo anche se ha costi nettamente superiori... :)
avatar VaL70
0
 
 
se FdA viene danneggiato, accade proprio per quegli utenti che "ne prendono le difese" con toni da santa inquisizione...

per inciso io sono di sinistra e collaboro con Messina da piu' di un decennio..cosi' tanto per smentire l'incredibile hulk li'... ma ora dira' che non è possibile :P
avatar Ricky
0
 
 
Sottoscrivo ogni parola che Burighel ha espresso nel suo commento del giorno 8 maggio 2010, ore 17.35.
Sia perché condivido ogni sua parola, sia perché semplicemente Burighel, nella specificazione del pensiero cattolico, ha espresso non già il suo punto di vista, bensì la verità oggettiva, sulla quale alcuna parola di dissenso può essere pronunciata.
Ma soprattutto, quando ha scritto:

“TUTTI i Papi hanno condannato il comunismo come incompatibile con la Fede; Giovanni XXIII ha condannato anche il socialismo, pure moderato; Paolo VI ha condannato anche il liberalismo classico”.

E quando ha scritto:

“In sintesi, NON SI PUO' intendere il cattolicesimo da una qualsiasi posizione politica di sinistra, perché questo è incompatibile con la Fede”.

E infine:

“Il termine tecnico per definire un cattolico di sinistra è "apostata" e se questi poi partecipi attivamente a formazioni politiche che si riconoscano in queste ideologie condannate è prevista la scomunica latae sententie”.

Sull’eutanasia:

“Sull'eutanasia si potrebbe poi aggiungere che essa è un'abuso della libertà umana che relativizza il concetto di persona umana e lo condiziona alla volontà dell'uomo e non alla sua esistenza. La stessa visione ideologica ammette l'aborto e la soppressione forzata di disabili e bambini e anziani malati”.

A questo aggiungo solo che: l’unica fede religiosa che abbia un fondamento è quella cattolica. Il nemico principale del cattolicesimo è il relativismo. Non si può ammettere l’esistenza di altre divinità per il semplice motivo che l’unica divinità è quella del cattolicesimo. Le altre non esistono. Il relativismo, come ha sostenuto in varie occasioni l’attuale pontefice, va contrastato.

Eppure, nonostante queste verità oggettive, esistono persone che si definiscono di “sinistra” difendendo la visione laica dello Stato. Ma perché lo fanno? Per il semplice motivo che essi respingono il pensiero cattolico come insieme di canoni e di precetti ai quali riconoscere una funzione orientativa della vita civile. In luogo di questi canoni e precetti fondamentali, essi vogliono collocare un abominio, un modello sociale che si pone in contrasto con la visione cattolica dell’esistenza, in un disperato tentativo di conciliare l’inconciliabile. Gli esponenti della sinistra italiana odiano i cattolici e odiano la Chiesa. Ma perché il comunismo ha assunto, storicamente, una posizione di contrasto con la Chiesa? Perché fin dai suoi albori, i comunisti hanno voluto contrastare la funzione orientatativa del pensiero cattolico sulle istituzioni e sulle persone, per porsi essi come guida. Ecco perché, come ha detto Burighel, alla fine, il comunismo è INCOMPATIBILE con la fede.
avatar Chas
0
 
 
Cha tristezza, siete diventati un sito lefvreviano...credevo voleste parlare di fumetto, e non di politica o religione...
avatar contedicagliostro
0
 
 
Avete presente che nelle osterie romane c'è scritto in grande che per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno? Bene. Per colpa di qualcuno ora si "premodera" tutti quanti. Scrivete i vostri commenti, se sono pertinenti verranno pubblicati (a nostro insandacabile giudizio...). Nell'attesa potete andare alla SNAi a scommettere se sono o non sono pertinenti o se chi li leggerà li troverà tali o no. Benvenuti in un era diversa, che poi è il risultato del come avete usato la libertà che vi è stata lasciata sinora. :)
avatar VaL70
0
 
 
a questo punto la pre-moderazione è la scelta piu' giusta (che avevo anche suggerito) ed è una scelta in linea con quello che accade nelle classiche testate giornalistiche (di qualunque tipo): ovvero arrivano delle lettere al giornale ed ovviamente tutto cio' che è delirante o fuori tema od offensivo non passa.


adesso che non si dica che qui vige un qualche tipo di censura. questo è il prezzo che si paga quando qualcuno si approfitta di uno spazio messo a disposizione.
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