Fumetto d'Autore

www.fumettodautore.com | Il Magazine della Nona Arte | ISSN: 2037-6650 | Direttore: Alessandro Bottero

Giovedì 11 Marzo 2010
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Editoriali

L'Editoriale » Su Fullcomics, o di come lo sport nazionale sia parlar male di chi non fa parte del giro

L'Editoriale » Su Fullcomics, o di come lo sport nazionale sia parlar male di chi non fa parte del giro

di Alessandro Bottero

[10/03/2010] » Lunedì 8 marzo all’una di notte sono tornato da Fullcomics 2010. Ci sono stato venerdì, sabato e domenica. Ho girato la Fortezza Firmafede in lungo e in largo, ho visto tutti i luoghi, ho visto le mostre, le sale per le riunioni, e ho visto tutto quello che è successo. Ho sentito tutto quello che è successo, e so cosa è successo e perché è successo. Questo per chi voglia sapere se parlo con cognizione di causa circa l’evento.

Poi oggi, per curiosità, mi sono messo a contare tutti i pass di tutte le mostre mercato/fiere del fumetto e del libro a cui ho partecipato dal 1991 ad oggi. Sono più di 90. Ossia, ho quasi 48 anni, e ho partecipato ALMENO a 90 eventi etichettabili come “mostre mercato/fiere”. Sono stato a Vasto, in una palestra scolastica; a Teramocomix, quando era dentro una scuola; a Bari, alla fiera del levante nei primi anni ’90; insomma non sono l’ultimo arrivato. Non è che ho fatto solo le mega convenscion. So contestualizzare cosa succede, e so capire perché succedono le cose. E lo sapete perché? Perché chiedo, mi informo, perché cerco di capire.

Questo per chiarire che se scrivo cosa scrivo, è perché io so cosa scrivo, e perché lo scrivo.

Detto questo veniamo a Fullcomics.

Pare che lo sport nazionale adesso sia parlare male di Fullcomics e di chi lo ha organizzato, ossia Salvatore Primiceri. Bene, io non ci sto.

Se per essere figo, devo dire che Fullcomics 2010 è andata male, allora non voglio essere figo. Fullcomics2010 non è andata peggio (economicamente parlando per la Bottero Edizioni), di decine di altre mostre. A Terni 2009, per esempio, ho speso 120 euro, e ne ho incassati 120. Posso dire che sia andata bene? A Torino Comics 2007 ne ho spesi 600 e ne ho incassati 350. Posso dire che sia andata bene?

Allora, visto che ho 90 precedenti con cui valutare Fullcomics 2010, posso dire che sotto il profilo esclusivamente economico Fullcomics è andata come vanno quasi tutte le mostre mercato (per me), ossia malino. Ma con questo non giudico Fullcomics 2010 la peggiore. È come tutte le altre. Se dovessi dire “Una mostra dove vado in perdita non è una mostra che ha senso, e quindi è inutile che la facciano”, allora le manifestazioni che attualmente si svolgono a Mantova, Terni, Lanciano, Napoli, Milano, Teramo, Torino, Rimini, Narni, Roma, sono tutte manifestazioni, a partire dalla mia esperienza, e basandomi sull’aspetto economico, sono dannose, inutili, e bisognerebbe parlarne male, almeno tanto si parla male ora di Fullcomics. Quando lo si farà, allora considererò autorevoli i pareri espressi. Finché non lo si fa, considero i giudizi su Fullcomics dettati da altri motivi.

E questo parlando di incassi.

Parliamo di presenze. C’è stata gente? Sì. POCA, ma c’è stata. A Mantova 2010, dopo anni si toccano 6.000 presenze, e il primo giorno di fiera c’è il deserto. Chi me lo dice? Me lo dice chi c’era, a cui ho .telefonato venerdì sera mentre stava in fiera. Qualcuno ha postato su blog o forum le foto dei corridoi deserti durante i primi giorni di Mantova? O di Narni prima edizione? O di Romics, il giovedi o di una qualsiasi mostra mercato, dove quasi sempre esistono ampi momenti di deserto? No. Però per questa Fullcomis 2010 fa figo postare i fotoreportage

Dobbiamo dire che una mostra stanziale (ossia che viene organizzata sempre nello stesso luogo), che dopo anni arriva a fare 6.000 persone è un successo epocale (“Una delle migliori mostre!”) solo perché ci sono tanti editor, o perché ci sono incontri specchietti per le allodole dove si dicono sempre le stesse cose?

Invece a una mostra, che per motivi contingenti ricomincia ex novo in un altro luogo con tutti i problemi del caso, non si concedono le stesse possibilità che si danno a mostre delle stesse dimensioni. Vogliamo poi aggiungere che se a Sarzana c’era il sole, attorno invece nevicava, e questo ha impedito a un buon numero di persone che sono sempre venute a Fullcomics di arrivare? E non sono il solo a dirlo. Vogliamo aggiungere che mettere il BilBolBul negli stessi giorni di Sarzana, quando si sapeva da giugno 2009 che Fullcomics sarebbe stato il 5-7 marzo, 2010, non è stato forse un gesto molto carino da parte dell’organizzazione del BilBolBul? E che forse si sarebbe potuto evitare, visto che è anche ipotizzabile che il bacino di utenza bolognese-piacentino, si sia diretto in parte verso BilBolBul, sottraendolo quindi a Fullcomics?

Allora, per essere “autorevole” devo dire “Fullcomics è andato male! Non c’era nessuno!”. Io non accetto questo discorso, e mantengo la mia autorevolezza di persona che c’era, e riflette sulle cose, dicendo “La gente? POCA, ma c’è stata”. Almeno quanta ce ne è stata in altre mostre, in altre occasioni. Ma nessuno ha attaccato le organizzazioni di quegli eventi.

Parliamo di autori. Abbandonati a se stessi? In che senso scusate? Perché non c’era gente agli incontri? Anche a Lucca ci sono incontri con zero presenze. Lucca comics and games abbandona gli autori? Se al pubblico non interessa stare a sentire l’autore tizio o caio, il problema non è dell’organizzazione. Abbandonati a se stessi, perché gli autori stavano tutti soli negli stand degli editori che li pubblicavano? Ma che significa? L’organizzazione di una qualsiasi mostra deve stare 24 ore su 24 attorno all’autore X, chiedendogli se il Martini lo vuole agitato e non mescolato?

Leggo che ci sarebbero stati autori “sequestrati” in albergo, perché l’organizzazione non li aveva segnalati come ospiti. Ma scherziamo? Sequestrati? Ossia, c’è gente che è ancora oggi prigioniera degli alberghi di Sarzana? E quanti sarebbero? Decine? O non sarà semplicemente un normalissimo e possibile disguido , risolto in CINQUE MINUTI, ed usato solo per mettere in cattiva luce l’organizzazione? Nessun autore ospite si è trovato a dover pagare di tasca propria l’albergo in cui ha dormito. Certo, se uno non era stato inserito per tempo nella lista autori ospiti, e si presenta all’ultimo momento o il giorno prima della manifestazione invitato da altri, chiedendo se c’è posto,  posso capire che ci sia stata un po’ di confusione. Ma è questo che è: confusione. Problemi che si risolvono in cinque minuti, e che una persona di buon senso lascia stare, o che al massimo possono essere oggetto di battute tra amici, o sfottò tra persone che si frequentano da anni. Non certo la base per un giudizio definitivo su una manifestazione.

Parliamo di mostre? Io, come Bottero Edizioni, avevo assicurato due mostre. Una dedicata a Roberto Battestini (undici originali) e una dedicata ad Enzo Troiano (altrettanto). E le mostre c’erano. Lo so, magari Battestini e Troiano non sono due autori che vanno di moda….ma c’erano. Tant’è che quella di Battestini, regolarmente con le cornici, l’ho smontata io e l’ho presa. E se l’ho smontata significa che era montata, no?

I concorsi? Si sono svolti con la massima serietà, visto che so perfettamente che le giurie hanno esaminato con attenzione tutto quello che era stato inviato per i vari concorsi.

Il Gran Premio? Ha premiato, nelle varie categorie, le realtà più meritevoli, anche se qualcuno avrebbe voluto porre un veto ad alcune candidature. Sì. Un veto. Proprio così. Un veto sia alle candidature, che anche ad alcuni ospiti. Come se, per alcuni operatori del settore, ci fossero realtà editoriali di serie A e realtà editoriali di serie B. E la cosa non mi sta bene, e mi fanno considerare con una certa perplessità le patenti di competenza e passione che altri elargiscono a mani tese. Chi si pone pregiudizialmente contro alcune realtà editoriali non svolge bene il suo lavoro. E se anche questa mia opinione mi facesse vendere qualche copia in meno dei miei fumetti, è un prezzo che pago volentieri pur di poter dire cosa penso.

Parliamo di comunicazione o cartellonistica? Nella piazza principale di Sarzana un totem, con i manifesti di Fullcomics c’era. L’ho visto venerdì mattina alle 7:00 quando sono arrivato, e l’ho visto anche sabato sera alle 23 quando sono tornato dopo la cena. Manifestini nelle vetrine dei negozi? Pochi, ma ne ho visti. Pochi, ovvio. Non ai livelli di alcune altre manifestazioni. Ma se il singolo negoziante se ne frega, cosa deve fare l’organizzazione? Obbligarlo a metterlo? Rapirgli il nipote, e liberarlo solo il giorno dopo che Fullcomics è finita? Se i manifesti in giro per la città si mettevano, e il comune li faceva togliere, perché non erano messi negli spazi appositi, cosa doveva fare l’organizzazione? Pagare ogni giorno multe di migliaia di euro, perché così l’autore Pinco, che arrivava in macchina, vedeva il manifesto e diceva “Opperbacco, ma che organizzazione solerte!”

Si pretende da una manifestazione che arriva in una cittadina il primo anno, le stesse cose che si vedono a Lucca, o a Angouleme. Mi pare un po’ troppo comodo, no? Che è…la pubblicità “Ti piace vincere facile, eh?”

Parliamo dello staff? Lo staff di Fullcomics, Salvatore Primiceri in primis, e anche tutti i ragazzi che l’hanno aiutato, si sono fatti un mazzo tanto (scusate il francesismo), e non accetto che si dica che non hanno lavorato bene. Come ripeto io c’ero, ci sono stato tutti e tre i giorni, e ho visto che sono stati sempre disponibili, cortesi, e pronti ad aiutare. Voi mi direte “è il minimo che deve fare l’organizzazione di un qualsiasi evento”, e io vi rispondo “si vede che girate poco, eh?”. Se poi ci sono stati problemi interni all’organizzazione non mi va certo di parlarne qui e ora. Ho le mie idee, ma le tengo per me.

Proprio per questo ritengo molto ingeneroso e scorretto cosa scrive Samuel Daveti nel suo blog

Cito testualmente: “E mi incazzo ancora di più pensando a come sono stati messi di mezzo dagli organizzatori di questa Fiera, messa in piedi da persone che non solo del fumetto se ne battono i coglioni, ma sono completamente incapaci a livello organizzativo-comunicativo.”

Persone che del fumetto se ne battono i coglioni? Incapaci? Siccome a differenza di Daveti conosco personalmente i ragazzi che hanno aiutato Primiceri ad organizzare Fullcomics, so che sono tutti appassionati di fumetto, che del fumetto non se ne “battono i coglioni”, ma lo rispettano e lo amano, tanto quanto lo amano i membri di ogni altra associazione culturale che opera nel settore. Tanto. Quanto. E siccome io rispetto TUTTE le associazioni culturali e TUTTE le realtà che operano nel mondo del fumetto, e siccome trovo giusto che ogni associazione culturale e ogni realtà esiga il rispetto che gli è dovuto, mi aspetterei lo stesso atteggiamento da parte di tutti gli altri, compreso Samuel Daveti, e quindi mi aspetterei il rispetto verso i ragazzi della Scuola del Fumetto Lupiae Comix e di tutti gli altri volontari che hanno prestato la loro opera nell’organizzazione. Non che li si etichetti come quelli che “del fumetto se ne battono i coglioni”.

Se poi dobbiamo difendere a spada tratta Comic House, la fumetteria di Sarzana, per dirottare tutte le rimostranze altrove, lo si dica, così il gioco è chiaro e lo sappiamo tutti. E mi fermo qui.

Dire che (sempre dal blog di Samuel Daveti, ma opinione mi pare diffusa tra alcuni degli standisti, a leggere alcuni commenti in rete) “Comic House è stato, durante la fiera, l'unico punto di riferimento credibile.” mi pare molto ingeneroso. Evidentemente ho avuto le allucinazioni, perché tutte le persone che si davano da fare non esistevano.

Parliamo della copertura della manifestazione da parte di Fumetto d’Autore, che come mediapartner ha fornito un resoconto sulle notizie e le cose interessanti, che succedevano alla manifestazione? Bene. Abbiamo una diretta di tre giorni. Abbiamo oltre trenta notizie e aggiornamenti che continuano anche a fiera chiusa. Abbiamo la precisa volontà di dare spazio a tutte  le realtà presenti alla manifestazione, anche le più piccole. Abbiamo notizie, e anteprime su novità editoriali. Abbiamo foto. Insomma, abbiamo un lavoro giornalistico di  tutto rispetto. Ma questo non esiste. Non viene notato. Non viene citato. Tutto il lavoro di Fumetto d’Autore non è mai accaduto. Abbiamo intervistato quasi tutti gli editori presenti.

È saltata solo l’intervista con un esponente della Double Shot, intervista concordata telefonicamente con il sempre disponibile Presidente della Double Shot per domenica pomeriggio, semplicemente perché chi doveva venire, Samuel Daveti come concordato, poi non si è fatto vivo, dandoci buca.

Bilancio finale

Fullcomics 2010 è stata una mostra mercato nella media. Come ogni mostra mercato ha avuto aspetti positivi, negativi, indifferenti, preoccupanti, inquietanti, interessanti, divertenti, stimolanti.

A volte una mostra è culturalmente pietosa, ma si incassa moltissimo. A volte non incassi un euro, ma da un punto di vista culturale è il top. A volte umanamente è stupenda, ma come organizzazione è carente. Fullcomis 2010 è stata, considerando tutti   fattori, sia quelli immediatamente visibili, sia quelli più in secondo piano, nella media.

Posso dire che vi ho trovato delle novità editoriali molto interessanti, e una ricchezza di notizie, fatti, eventi, che in altre manifestazioni non ho riscontrato. Ho venduto poco, è vero, ma questo mi succede spesso.

È venuta meno gente di quella che poteva venire. Capita.

Alcuni incontri sono saltati per mancanza di pubblico. È successo decine di volte, in decine di mostre. E succederà altre centinaia di volte. Piccolo aneddoto: ricordo che a Cremona, più o meno a metà anni ’90, durante una edizione di una manifestazione mostra mercato organizzata dal Centro Fumetto Andrea Pazienza, io andai per un incontro sui super eroi. Andando nel tempio sacro del fumetto, mi ero addirittura scritto una relazione di due pagine, una cosetta tutta bellina. Bene. In sala c’eravamo io, un paio di responsabili del Centro, e DUE lettori. Che oltretutto erano venuti per fare domande sul Punitore. Che dovevo fare? Alzarmi e andarmene?

Il posto era infelice? Tanto quanto mille altri visti nel corso dei novanta eventi a cui ho partecipato. Sono cose che capitano. Non è serio fondare il giudizio finale su una manifestazione, sul fatto che sulla struttura fissa preesistente che ospita la zona editori, sia rimasto il logo di una manifestazione passata. Lo sai perché c’è ancora? Lo hai chiesto all’organizzazione? Sai forse se, per caso, il Comune di Sarzana abbia vietato di alterare le scritte sull’esterno della struttura che ti ospita, perché poi la riutilizza? Lo sai? No? E allora perché lo elevi a “motivo fondante dell’insuccesso di Fullcomics 2010”?

E tanto per essere chiaro: se Salvatore Primiceri mi chiedesse “Parteciperesti a Fullcomics 2011?”, io dire di sì. Perché riconosco a VOILIER2000, ossia la società che organizza Fullcomics, e decine di altri eventi, ottime capacità organizzative. Anche questo va detto. VOILIER2000 non organizza SOLO Fullcomics. Organizza molte altre manifestazioni ed eventi di arte ,cultura, musica e spettacolo, in tutta Italia. Se davvero fossero questo branco di sprovveduti che qualcuno su Internet dipinge, pensate davvero che ci riuscirebbero? Però, siccome Fullcomics non è un evento sciccoso, allora parliamone male. Di altre manifestazioni invece si deve solo parlare bene. Anche se hanno fatto, o fanno, numeri di incassi e presenze simili a Fullcomics. È il solito discorso del “Giro”.

PS. Ho apprezzato, e lo dico sinceramente, Francesco Ciampi, alias Ausonia, che non si è ritrovato d’accordo con l’editoriale che ho scritto in diretta da Fullcomics, ed è venuto, di persona, a dirmelo in faccia, anche per difendere una persona di cui lui ha stima, atteggiamento che umanamente comprendo e trovo giustificabile (l’amicizia è un valore, ed è giusto difendere gli amici). Io ribadisco tutto quello che ho scritto in quell’editoriale, e quindi non cambio idea solo perché Ausonia è venuto ad espormi le sue obiezioni, ma apprezzo la correttezza del venire ad esprimere il proprio dissenso. Le mie sono sempre e solo opinioni, e quindi trovo del tutto normale e lecito che altri ne dissentano.  Ne dissentano. Non che mi insultino dicendo che dico solo "idiozie”. Tra le due cose c’è una piccola differenza, spero ne conveniate.

L'Editoriale » Fullcomics alle porte!

L'Editoriale » Fullcomics alle porte!

di Alessandro Bottero

[03/03/2010] » Pochi giorni, direi poche ore, ci separano dalla sesta edizione di Fullcomics, la manifestazione che prenderà il via venerdì 5 marzo a Sarzana (tutte le informazioni sul sito www.fullcomics.it), e non è una cattiva idea chiarire le cose su Fullcomics, perché in giro ho letto un po’ di sciocchezze.

Fullcomics è una manifestazione nata nel 2005, che è arrivata al sesto anno di vita, ed ha avuto luogo nel 2005 e nel 2006 a Pavia, nel 2007-2008-209 a Piacenza, e per l’edizione 2010 si è spostata a Sarzana, provincia di La Spezia. Gli spostamenti sono stati sempre dettati da esigenze di crescita della manifestazione, e quindi vanno letti come segno positivo sulla vitalità e sulla capacità di attrazione del nome Fullcomics.

E qui permettete che mi levi un sassolino dalla scarpa: paragonare Fullcomics a Bilbolbul (manifestazione che si svolge a Bologna nella stesso weekend di Fullcomics), come ha fatto Alfredo Goffredi su Comics&co., blog tematico de LaRepubblica.it, edizione di Parma  dicendo che Bilbolbul è una manifestazione più nobile di Fullcomics, è dire una fesseria. Anzi, sarò più chiaro: è un atto di evidente maleducazione. Che significa arrogarsi il diritto di dare patenti di “nobiltà” a una manifestazione, piuttosto che a un’altra, o stabilire che esista un unico modo lecito per promuovere il fumetto? Nulla. O meglio, significa tante cose, ma che poco hanno a che fare con la realtà dei fatti, e molto con la necessità di stravolgere i dati. Posso però capire la cosa: Bilbolbul si svolge negli stessi giorni di Fullcomics, ed evidentemente per qualcuno screditare i possibili “concorrenti”, potrebbe essere un modo fare bella figura con  la parte “nobile” del mondo del fumetto.

Il buon senso invece fa capire come Fullcomics e Bilbolbul siano due cose diverse, e metterle a paragone dicendo che una sia “più nobile” dell’altra, è come dire che un cocomero è più nobile di un merluzzo. Ossia, si usa la retorica (accostando cose diverse in un paragone improprio)  per confondere le idee a chi legge. Ma ormai ho smesso da anni di avere stima del giornalismo italiano, per cui non dovrei stupirmi di nulla.

Cinque edizioni quindi, sei con questa, e un’edizione che si presenta come una delle più ricche come autori e momenti di confronto tra operatori del settore e pubblico. Il luogo dove si svolgerà la manifestazione, la Fortezza Firmafede, poi (se fossimo cool dovremmo dire la location, che fa tanto inglese-figoso) è sicuramente tra i più affascinanti per una manifestazione a fumetti, e anche questo ha la sua importanza.

Fumetto d’autore sarà presente tutti e tre i giorni della manifestazione, e seguirà i lavori in diretta, con aggiornamenti quotidiani del sito. Anzi, a questo proposito, invito tutti coloro che abitualmente ci seguono (e avranno la possibilità di andare a Fullcomics), di passare a trovarci, per un commento in diretta su come stia andando la manifestazione.

Ci vediamo a Fullcomics!

[08/03/2010] » Aggiornamento della Redazione

Goffredi chiarisce:

http://comics-parma.blogautore.repubblica.it/2010/03/07/qualche-chiarimento/

L'Editoriale » Internet, strumento miracoloso che ci rende tutti esperti di tutto

L'Editoriale » Internet, strumento miracoloso che ci rende tutti esperti di tutto

di Alessandro Bottero

[01/03/2010] » Anticamente si diceva che l’Italia era “un popolo di naviganti, santi ed eroi.” A questo, nei decenni, si era aggiunto “e di commissari tecnici della nazionale.” Ora, grazie ad Internet che permette a chiunque di elargire perle di saggezza su qualsiasi argomento, in realtà l’italiano non è più navigante, non è più santo (anche perché “santo” è una parola intrisa di cattolicesimo, e quindi da repellere come l’orticaria), né tantomeno “eroe” (potremo anzi dire che “eroe” per molti è diventato una parolaccia. Stranamente spesso proprio per chi legge fumetti di SUPER eroi, ma devo essere io che non colgo le raffinate distinzioni…).  Oggi l’italiano colto, informato, tecnologico, e che usa Internet è un ESPERTO su QUALSIASI cosa.  Non esiste più l’atteggiamento “A me questa cosa/canzone/film/fumetto non piace, ma tu hai tutti i diritti di apprezzarlo”. No. Ormai chi esprime un parere esprime la verità assoluta.

Questa riflessione mi è venuta, leggendo una volta di più i commenti sul festival di Sanremo 2010 e le canzoni presentate. Improvvisamente TUTTI siamo (sono) diventati critici musicali espertissimi, in grado di saper valutare come si costruisca una canzone da classifica, e soprattutto sono diventati TUTTI bravissimi e in grado di valutare se uno sappia cantare o meno. Persone che nella realtà sono stonate come zucche, o ascoltano canzoni con testi in lingue straniere di cui non capiscono una sega, si elevano a giudici altrui. Hai voglia a dire “guarda che il cantante XXX che ascolti con tanto gusto, se gli traduci i testi dice le stesse cose che dicono quei cantanti che disprezzi”. L’opinione del singolo (che poi in realtà è l’adeguamento all’opinione della maggioranza, quindi è unicamente un allinearsi ai gusti altrui), diventa la VERITA’ RIVELATA, o anche il Pensiero Unico Ammesso, e quindi chiunque dica il contrario deve essere emarginato.

Internet essendo uno strumento non è buono in sé. È buono solo se lo si usa in modo adeguato, ed è “cattivo”, se lo si usa in modo scorretto. Usarlo per dire idiozie, è un uso scorretto, e, volendo essere drastici, andrebbe proibito. Esiste già un elevato tasso di idiozie nel nostro mondo. Perché accrescerlo?

Questo “so-tutto-io-e-quello-che-so-io-è-giusto”,  è l’atteggiamento della stragrande maggioranza di coloro che scrivono su Internet riguardo QUALSIASI cosa. Sanremo, la politica, come ci si deve vestire per andare a cena, i videogiochi, i film dei Vanzina, e così via. Anche sui fumetti. Anche su come si devono SCRIVERE i fumetti. Anche su chi possa o NON possa scrivere  fumetti.

Arriva un autore e parla del suo nuovo fumetto, e subito “Ma come ne parli? Non sai fare nulla! Devi fare come ti dico IO!”

Arriva un autore che scrive un fumetto, e subito “Non si scrive come hai scritto tu. Dovevi fare come ti dico IO!”.

Arriva un editore che pubblica un fumetto, e subito “Non lo stai pubblicando bene. Devi fare come ti dico IO!”.

E così via. Ossia: IO so tutto, so come si fa il tuo lavoro, so come la gente deve cantare/ballare/scrivere fumetti/ pubblicare fumetti/andare in politica, e QUINDI ho diritto di mettere becco, non per esprimere un’opinione SOGGETTIVA, ma per dire agli altri come devono fare, secondo la mia VERITA’.

Io ammetto, e trovo legittimo, che si dica “questo fumetto non mi piace”. È una opinione di gusto personale, e io non posso dire nulla a riguardo. Ho realizzato/pubblicato una cosa, non ti piace. Pace. Finita lì.

Ma dire “Questo fumetto è fatto male”, detto da persone che si ritengono esperte solo perché leggono fumetti, è come se uno dicesse a Schumacher “Hai sbagliato tutto. Devi usare la strategia di gara che ti dico io”, e quando gli chiedi cosa gli dia la competenza per dirgli come fare, la risposta è “sono vent’anni che vedo i gran premi in Tv”.

Pensare che solo perché uno legge fumetti da vent’anni, sia automaticamente in grado di esprimere critiche sensate su un fumetto, su come lo si è realizzato, e su come lo si è prodotto, è come dire che solo perché uno ha visto in TV per vent’anni il calcio, è in grado AUTOMATICAMENTE di criticare il lavoro di un allenatore.

Non è così. Se uno ha letto fumetti per vent’anni, ha solo letto fumetti. Non è che per osmosi abbia appreso come si scriva un fumetto, come lo si disegni, e come lo si produca.

Non è che siccome uno ascolta molta musica tutto il giorno, allora AUTOMATICAMENTE sia in grado di fare critiche sensate sui cantanti di Sanremo. No. Esprimerà solo opinioni. E basta.

La critica non esiste, esistono i critici. Ma non tutti quelli che aprono bocca ed esprimono un’opinione sono critici. Molti, invece di limitarsi a giudizi di gusto soggettivi, si auto-nominano critici, senza avere nulla del critico, se non l’arroganza di chi è convinto di avere sempre ragione.

L'immagine a corredo di questo articolo è la copertina del volume Fare Fumetti, di Stefano Santarelli, Dino Audino Editore.

L'Editoriale » E adesso…FULLCOMICS!

L'Editoriale » E adesso…FULLCOMICS!

di Alessandro Bottero

[23/02/2010] » Dal 5 al 7 marzo 2010 Fumetto d’Autore si trasferirà armi e bagagli a Fullcomics, per la sesta edizione del festival del fumetto, che quest’anno si terrà a Sarzana, cittadina ligure già famosa per il Festival della Mente. Fullcomics è una delle manifestazioni a fumetti italiane migliori, ottimamente organizzata e sempre interessante come proposte.  Ma questo editoriale non è solo un annuncio, o una news. L’occasione di Fullcomics invita a riflettere sul fenomeno “manifestazioni a fumetti”. In Italia ormai ce ne sono decine, e non tutte hanno una motivazione al loro esistere (almeno come mia idea…). Ci sarebbe molto di cui parlare, ma limitiamoci ad alcuni spunti. Chi o cosa è l’elemento indispensabile di una manifestazione a fumetti, almeno così come si presentano in Italia oggigiorno? Facile: gli espositori. Non è vero che siano gli autori. Né sono le mostre. Sono gli espositori, ossia coloro che acquistano degli spazi di esposizione/vendita, e che pagano gli organizzatori. Perché questo? Perché le manifestazioni a fumetti devono produrre utili, per finanziarsi.  Molto semplice. Non sto dicendo che sia giusto, o che sia quello che farei io. Dico solo che è così che succede oggi, a meno di manifestazioni dove i comuni intervengono direttamente con fondi. Chi organizza una manifestazione, e non ha fondi o aiuti comunali, al di là di un patrocinio gratuito che  si dà a tutti, lo fa per guadagnarci, e diffidate da chi dice il contrario, o chi dice che non ci guadagna. Se non ci guadagnasse, non l’organizzerebbe, o al massimo dopo la prima edizione avrebbe smesso.

È quindi il guadagno la molla di quasi tutti gli organizzatori di quasi tutte le manifestazioni. E il guadagno da dove arriva? Da due elementi: biglietti e stand. Pochissime manifestazioni prevedono un ingresso gratuito, ossia senza un biglietto da pagare per i visitatori, e il giro di soldi è ampio. Una media di visitatori di 6.000 presenze (ossia i numeri di una piccola manifestazione), fanno sempre un giro di affari considerevole, se si moltiplica 6.000 per il prezzo del biglietto, e poi si aggiungono i ricavi della vendita degli stand.

Ecco quindi che senza espositori le manifestazioni non possono esistere. E già qui sarebbe da esaminare manifestazione per manifestazione, come vengano trattati gli espositori, quanta cortesia ci sia, quanta burocrazia si accumuli, quanto possa essere difficile o facile riuscire a parlare con qualcuno per risolvere eventuali problemi.

Ma se diciamo “espositori” diciamo una cosa che in realtà è composita. Ci sono i negozianti; gli stand di pura rappresentanza;  gli editori; le fanzine;  gli stand dei singoli artisti;  gli stand non propriamente di fumetti, ma di tutto quello che è “collaterale” tipo videogiochi, animazione, cinema/TV, cosplay.

A mio modo di vedere, spesso, chi viene penalizzato nella presenza alle manifestazioni sono gli editori. E non tutti, ma quelli piccoli che spesso, invece, portano più novità e più autori alle manifestazioni, di editori più “blasonati”, ma anche più indifferenti.

Ad esempio:  perché fare storie se un piccolo editore porta molte novità, e quindi ha (in un certo senso) la necessità di avere i suoi autori? Perché fare storie per dare tutti i pass che servono? Si ha forse paura che qualcuno “entri di straforo”? E con bilanci di svariate decine di migliaia di euro, quando per il disegnatore XX paghi centinaia di euro di albergo, ti metti a fare il pidocchioso per due passi in più?

Ancora: se si vuole facilitare la presenza dei piccoli editori, non è giusto che il prezzo degli stand sia identico per editori grandi, ed editori piccoli. Voi mi direte “ma le regole devono valere per tutti!”. Sbagliato. O meglio, la frase letteralmente è anche giusta. Peccato che poi nella pratica questo si risolva in una “uguaglianza legalista”, che nei fatti svantaggia i piccoli. Se si vuole aiutare il mondo del fumetto, evitando una massificazione, allora chi organizza manifestazioni a fumetti e si dichiara amante del fumetto, dovrebbe far sì che il maggior numero possibile di editori possa partecipare. Non di negozianti, o di altri. Se ami il fumetto, e vuoi che il sistema fumetto cresca e resista, allora devi favorire in tutti i modi gli editori. Altrimenti, senza editori, gli autori non sapranno chi gli pubblicherà i lavori, e i negozianti si ritroveranno con pochi prodotti, massificati in nome del profitto immediato.  I piccoli editori vengono favoriti da chi organizza manifestazioni a fumetti? C’è un occhio di riguardo? C’è una attenzione a situazioni oggettivamente diverse da quelle delle grandi case editrici, con più mezzi a disposizione?  Non mi pare. Anzi, spesso sono proprio le grandi case editrici che non pagano gli stand, perché “Ma io ti faccio pubblicità sui miei albi, quindi o mi fai pagare lo stand poco, o io non vengo”. E chi avrebbe il coraggio di dire “grazie per la pubblicità, ma tu puoi permetterti di pagare il prezzo pieno.”? Quindi il grande viene trattato con i guanti, e il debole paga.

SI è parlato poco di Fullcomics, ma restate sintonizzati e scoprirete un mucchio di cose.

L'Editoriale » Un piede nel Fandom, un piede nel Comicdom, sperando di non inciampare

L'Editoriale » Un piede nel Fandom, un piede nel Comicdom, sperando di non inciampare

di Giorgio Messina

[18/02/2010] » L’obiettivo di partecipare attivamente al Comicus Prize era quello di sposarne la filosofia di gioco e divertimento, ma si è rivelata anche un’ ottima occasione per rilevare lo stato di salute di una parte del fandom. L’anamnesi, passando attraverso la nostra diretta, il conseguente editoriale del Direttore Bottero e il comunicato finale, senza possibilità di replica, dell’amministrazione di Comicus, che da accusatori di brogli passano a essere le vittime di accuse (!), ci restituisce la parte dl fandom presa in analisi come affetta da un leggero stato febbrile. Il malanno però non è stagionale, ma viene da molto più lontano.

Ritornano a galla le contraddizioni e i conflitti di interessi di chi vuole tenere un piede nel fandom e uno nel comicdom. Come già detto anche durante la diretta, il proprietario di Comicus.it e di conseguenza lil suo “editore”, è Marco Rizzo giornalista professionista, redattore interno delle Edizioni BD, che ha pubblicato sinora o ha collaborato con Beccogliallo, Edizioni BD, Tunuè, Free Books . Andando indietro nel passato prossimo, tra i collaboratori di Comicus che hanno fatto un salto dal fandom al Comicdom, troviamo Carlo Del Grande che ora lavora per Panini e Luca Baboni ora in forza alla redazione della GP Publishing. Tra gli amministratori del forum di Comicus troviamo: Andrea Gadaldi, disegnatore di John Doe; Lorenzo Corti e Stefano Visinoni soci fondatori membri del consiglio direttivo della Double Shot; Nicola Peruzzi, critico e collaboratore di Fumo di China; Daniele Mancino, direttore di Mega, catalogo mensile editoriale per fumetterie di Alastor. Tra i collaboratori attuali di Comicus, molti girano le fiere proponendo ad editori e addetti ai lavori collaborazioni, curricula e progetti a fumetti.

Se l’ultmo Comicus Prize manifesta sempre di più quanto nell’era del web 2.0 i groupies sono stati sostituiti dai “forumies”, a scorrere nomi e collaborazioni riscontrati , sembra di non guardare più il fandom ma uno specchio dove si riflette distorto un comicdom fatto di una nuova generazione che ha fatto il salto da “wannabe” a “bepro” ma che per svariati motivi resta con un piede da una parte e uno dall’altra della staffa. In tempi in cui il conflitto di interessi è un argomento sempre attuale, non siamo anche qui davanti a tutta una serie di conflitti di interessi palesi, anche se in scala minore? Il fumetto su internet è rappresentato da una nicchia di lettori, uno zoccolo duro che segue eventi, novità editoriali e manifestazioni. Chi amministra la piazza più grande del fandom del fumetto italiano non si trova forse rispetto ad altri che non lo fanno o non lo possono fare, in una posizione privilegiata? Il fandom on line non è comunque una nicchia di acquirenti non indifferente che potrebbe fare gola a molti in un periodo di crisi di vendite come questo?

L’alto numero di collaboratori di Comicus che hanno trovato la loro strada professionale nel mondo del fumetto ma sono rimasti fedeli alla causa originale, deve avere contribuito a creare anche il mito della possibilità di trovare lavoro nel mondo del fumetto partendo da un sito amatoriale di informazioni. Non è un caso che Mangaforever.org, venuto dopo Comicus, scriva per invitare gli utenti a collaborare quanto segue: “la collaborazione non è retribuita  ma è un'opportunità unica per coloro che vorrebbero lavorare nel campo dell'editoria a fumetti, un modo per mettersi in mostra e far conoscere le proprie abilità alle case editrici e, forse, un giorno lavorare con una di esse”.

Se l’informazione on line dedicata al fumetto rimane ad un livello amatoriale le motivazioni, sono anche da ricercare, come già detto in altre occasioni  nel: volere finalizzare i siti internet di informazione di settore ad “entry point” nel mondo dell’editoria di genere e anche nel volere rimanere con un piede nel fandom e uno nel comicdom per manifesto opportunismo.

Chi trova lavoro nel comicdom, abbandoni il fandom e lo lasci a se stesso. Ne beneficeranno soprattutto le realtà professionali ed editoriali con cui si collabora. Alla luce di ciò mi sento di appoggiare in pieno il rilievo fatto da Alessio D’Uva, Presidente della Double Shot, mentre infuriavano le polemiche per il Comicus Prize: “Se poi siamo stati votati per simpatia, o perché siamo considerati la casa editrice del forum (cosa che non siamo per due motivi principalmente: 1) non siamo una casa editrice, ma un'associazione culturale che, in maniera minima rispetto a tutte le nostre attività, produce anche fumetti; 2) Perché oltre a frequentare questo forum, più per motivi storici che per altro, abbiamo un calendario di eventi di cui spesso nemmeno venite messi a conoscenza: INCONTRI, DIBATTITI, PRESENTAZIONI, CORSI DI FUMETTO, e MOSTRE) questo è un altro paio di maniche”. Il lavoro della Double Shot, come quello di ogni altra realtà editoriale. non merita ombre di sorta solo perché vengano fuori collegamenti tra i suoi collobaratori e gli amministratori di Comicus che sono sotto gli occhi di tutti, anche dei non addetti ai lavori.

Chi gestisce un sito di informazioni cerchi di fare giornalismo di settore sopra le parti e sopra i propri interessi personali ed eviti di presentare i siti di informazione che gestisce come luoghi da cui ci si può mettere in mostra per collaborare con gli editori di cui si scriverà o con cui si verrà in contatto. Così facendo, dequalifica se stesso e anche chi invece vuole fare sul serio giornalismo di settore anziché giocare a “winforlife” versione editoria a fumetti.

Basta rimanere con un piede nel fandom e uno nel comicdom, sperando di non inciampare!

Per chi dovesse obiettare che anche in Fd’A ci sono delle contraddizioni dovute al fatto che la testata appartenga ad un editore di fumetti e il direttore della testata sia a sua volta editore di fumetti, ricordo che fuori dal fandom del fumetto è prassi consolidata che i siti di informazione abbiano alle spalle un editore di settore e rispetto agli altri attori dell’informazione a fumetti on line di cui si è parlato, l’Associazione Culturale Cagliostro E-Press persegue l’obiettivo di diffondere il fumetto in ogni sua forma, e alla luce di questo Fumetto d’Autore è l’organo giornalistico che concorre a raggiungere l’obiettivo prefissato insieme all’attività editoriale che invece con la pubblicazione di autori emergenti ed esordienti o sconosciuti in Italia fa opera di valorizzazione. In Fumetto d’Autore noi non ci abbiamo messo la nostra amatorialità o la nostra esigenza di trovare lavoro nel settore, ma faccia esperienza, professionalità, anche ventennale, sia nel giornalismo che nel supporto tecnico.

Una considerazione conclusiva la merita anche il comunicato finale emesso dallo staff di Comicus a proposito del Comicus Prize. Non tedierò il lettore con astrusi tecnicismi informatici per esporre tesi che confutino quanto sostenuto dallo staff, perché è semplice nozione acquisita da qualunque internauta che frequenti forum  on line che una delle attività base di un amministratore di forum è quella di resettare la password di un utente.

Mi soffermo invece un attimo in più sul fatto che nel comunicato ufficiale lo staff sostiene che:il software utilizzato per gestire il forum (phpbb) non permette di “monitorare le operazioni di voto leggendo quale scelta ha compiuto il singolo utente”.

Rispetto a quanto sostenuto in questo caso risulta quanto meno curioso il commento di Carmine Console, uno degli amministratori di Comicus, durante lo svolgimento del Prize che abbiamo riportato nella diretta. Console dice testualmente:

E poi il fatto che ad ogni nuova iscrizione di quel tipo (sta parlando di utenti provenienti dallo stsso ip - ndr) andasse a salire solo il counting di un partecipante deve essere stata una coincidenza.

Questo commento è di Sabato, 13-Feb-2010, 13:27 ed è rintracciabile questo indirizzo:

http://comicus.forumfree.org/index.php?&showtopic=62846&st=120#

Non ci vuole una laurea in informatica per concludere che se il software non permette di potere vedere chi ha votato cosa, seguendone il numero ip, Carmine Console deve avere un usato qualche altro software per sostenere che utenti provenienti dallo stesso ip facevano salire lo stesso contatore di voti.

Che software ha usato Carmine Console per trarre questi dati?

È permesso usare un software che monitorizzi gli ip che navigano su un sito?

E ancora.

Cosa è successo durante i 4 minuti di blackout pubblico avvenuti nella sera del 12/02/2010?

Durante la diretta abbiamo documentato così quanto riscontrato quella sera:

La situazione presentata nello screenshot #03 rimane invariata sino alle 21.22 quando il forum risulta essere chiuso ai visitatori. Si legge "L'amministratore richiede a tutti gli utenti di connettersi prima di poter utilizzare il Forum".

Alle 21.26 il forum riapre al pubblico.

Cosa è successo nei quattro minuti in cui il forum non è stato accessibile ai visitatori?

Segnalazioni di utenti che non riuscivano a votare i sono arrivate alle 21.24, cioè mentre il forum era chiuso ai non iscritti.

Una cosa è certa alla riapertura al pubblico, il contatore de Lo Spazio Bianco è salito di un voto e da 24 è passato a 25.

Domande che rimarranno senza risposta probabilmente.

Ma la risposta più importante, alla domanda più importante, cioè “a cosa abbiamo effettivamente assistito durante questo Comicus Prize?” la lasciamo all’intelligenza del lettore, che è superiore a qualunque versione sia indicata in un qualunque comunicato ufficiale e a qualunque tecnicismo informatico.

L'Editoriale » Di come un premio sia stato gestito male e delle macerie che lascia dietro

L'Editoriale » Di come un premio sia stato gestito male e delle macerie che lascia dietro

di Alessandro Bottero

[16/02/2010] » È finita. Le votazioni si sono chiuse. Fumetto d’Autore non è riuscito a vincere il Comicus Prize, e quindi la parte sana del mondo del fumetto italiano può dormire sonni tranquilli. Quei neofascisti di Fumetto d’Autore (non ho inventato io il cliché per cui a Fumetto d’Autore siamo TUTTI neofascisti e di Forza Nuova), non rovineranno il Comicus Prize vincendo la categoria "miglior sito italiano dedicato al fumetto." Gli Amministratori di Comicus non si ritroverano nell’imbarazzo nel dover dare un premio a chi ritengono capaci solo di fare broglio e frodi informatiche. Certo, il fatto di etichettare Fumetto d’Autore come sito “fascista”, è un insulto a chi ci scrive, come Carmine Treanni, Marco Laggetta, Adriano Monti-Buzzetti, o altri, che pur non essendo “di destra”, nell’immaginario collettivo costruito da alcuni, ed accettato da tutti o quasi, si ritrovano addosso un’etichetta che non ha alcuna motivazione. Ma si sa…i pregiudizi sono facilissimi da far nascere, e difficilissimi da estirpare. E per pregiudizi non mi riferisco solo a quelli dei Leghisti, ma anche a quelli degli utenti di molti siti e forum dedicati ai fumetti.

Comunque il Bene ha trionfato. La parte migliore della società Italiana ha dimostrato che Bersani ha torto. Con i fascisti bisogna solo picchiare duro.

Contenti? Adesso siete più sereni? Affronterete le mostre primaverili tranquilli e soddisfatti?

Perfetto. Però adesso vorrei dire la mia, la mia da persona di 47 anni, non di destra, non “fascista”, non “berlusconiano”, ma in grado di ragionare, e di avere opinioni e molti DUBBI, su quello che è successo.

Procediamo con ordine

1- Fumetto d’Autore viene votato da alcuni utenti del forum Comicus, come possibile candidato al Comicus Prize, come “miglior sito italiano dedicato ai fumetti”.  La cosa mi stupisce favorevolmente, anche perché non l’avrei mai creduto possibile. Qualcuno mi dice che i voti sono una sottile presa per il culo, ma io mi fido della buona fede di chi ha votato il sito e sono contento.

2- Sempre più inaspettatamente Fumetto d’Autore entra, come possibile candidato alla vittoria, nella categoria “miglior sito italiano dedicato ai fumetti”, accanto a MangaForever, Lo Spazio Bianco, e Fumetti di Carta.

3-  Inizia la fase finale. I primi voti stabiliscono una classifica che vede MangaForever primo a 20 voti, e Fumetto d’Autore ultimo a 10 voti. In mezzo Lo Spazio Bianco (secondo) e Fumetti di Carta (terzo)

4 – a questo punto io (sì, io Alessandro Bottero), decido che se siamo candidati allora abbiamo, come gli altri tre candidati, il sacrosanto diritto di voler vincere il premio. E visto che a una precisa obiezione di Andrea Mazzotta nel topic di presentazione del premio sul forum di comicus, un membro della redazione di Comicus ha detto esplicitamente “il premio non è del forum. Il premio è del sito, e noi sul sito invitiamo la gente a ISCRIVERSI al forum e a votare”, io ritengo che anche una persona che non si sia MAI iscritta prima al forum di Comicus, abbia il diritto di iscriversi ANCHE SOLO PER VOTARE.

5- quindi le regole sono “può votare chiunque si iscriva al forum”.

6 – a questo punto, visto che le cose ci piace farle mettendoci la faccia, dico esplicitamente in un editoriale che siamo candidati, e che vogliamo vincere. E invito TUTTI coloro che seguono Fumetto d’autore ad iscriversi al forum di Comicus e a votare. A questo editoriale seguono inviti su Facebook, Newsletters e passaparola. Qualcuno ritiene questo “scorretto”, e contrario alla "netiquette", come se voler vincere, se si partecipa, sia “scorretto”. La stupidità di questa obiezione è talmente ovvia, che non sto nemmeno a confutarla. Se si partecipa si ha il sacrosanto diritto di voler vincere, e si ha il sacrosanto diritto di chiedere voti. Lo fanno e lo hanno fatto tutti, anche chi ci accusa oggi di essere scorretti. La sola differenza è che noi (io) l’abbiamo fatto apertamente.

7- a questo punto iniziano ad arrivare i voti a Fumetto d’autore, e da subito inizia una serie di “misteri tecnici”, mai visti prima su Comicus. Non essendo io un tecnico, e sapendo che una parola sbagliata in buona fede offrirebbe il pretesto, a chi vuole sbeffeggiare questo articolo, di concentrarsi su elementi marginali evitando di parlare della sostanza dei fatti, non mi addentro in questi misteri. che sono stati dettagliatamente raccontati nella nostra Diretta. Dico solo che mi fido di chi, molto più esperto di me e di molti altri, mi garantisce che qualcosa di “misterioso” sia successo. Misteri, guarda caso, che hanno (avrebbero, usiamo in condizionale, per evitare problemi) colpito solo o principalmente Fumetto d’Autore.

8- Ma proseguiamo. Nel corso del Comicus Prize si conteggierà alla fine che si sono iscritti al Forum più di 180 nuovi utenti. Fumetto d’Autore passa, da quando è partito l’appello, da 10 voti a 50. Sono 40 voti. Tutti hanno puntato l’occhio su Fumetto d’Autore (perché è questo che si è fatto nella discussione, anche con toni da presa in giro del tutto sgradevoli, come se esistesse un “permesso di prendere per il culo Fumetto d’Autore”), e nessuno ha detto una sola parola sugli altri 140 nuovi utenti/voti. Nessuno.

Da dove spuntano fuori questi altri 140? Li ha chiamati qualcuno? Se il sito Comicus fa un appello ad iscriversi al forum Comicus e votare è corretto, se lo fanno altri siti è corretto e se lo fa Fumetto d’autore invece è scorretto?

Si guarda il dito, e non si vede la luna.

9- Si è accusato Fumetto d’Autore, oltretutto senza avere il coraggio di dirlo apertamente, di broglio, di frodi telematiche, di tentativi furbetti, senza avere la benche minima prova, e senza riconoscere che quando la gente ha SPIEGATO , come si evince dalla nostra Diretta, il perché di un unico IP, per 7 indirizzi mail, correttezza e serietà avrebbero dovuto portare ad ammettere di aver sbagliato alla grande, iscrivere i sette utenti, e farla finita scusandosi pubblicamente, come pubblicamente avevano fatto un appello alla trasparenza e alla buona fede per questa storia di un solo IP  per diversi utenti. Invece si è proseguito con una cultura del sospetto e dell’insinuazione, che ha come scopo solo quello di solleticare la claque, per fare bella figura a “casa propria”.

10 – Se è legittimo dubitare dell’11 settembre, dell’attentato a Berlusconi, allora ho tutti i diritti di dubitare sulla correttezza dello svolgimento di questo premio. Dubbi che non si basano su prove, ovvio. Se avessi prove non avrei dubbi, ma certezze, ma su indizi, e su opinioni. E soprattuto sull’agitazione scomposta che ha provocato in certi ambienti, il nostro semplicissimo “Siamo candidati? Bello! Allora proviamo a vincere!”

11- Proprio perché siamo un sito di informazione sui fumetti, perché siamo convinti di meritarci la candidatura, e perché le cose ci piacciono se sono TRASPARENTI, abbiamo deciso di allestire una DIRETTA dal premio, come si fa nel giornalismo online, con aggiornamenti in tempo reale, commenti, e screenshoot della situazione, così che i nostri lettori possano vedere con i loro occhi COSA succede, QUANDO succede. E anche questa normalissima tecnica giornalistica di base, è stata oggetto di prese per il culo dagli utenti  e dagli amministratori del forum dove si sono svolte le votazioni, senza che nessun amministratore, bravissimo a fare il detective quando si tratta dei voti a fumetto d’autore, abbia ritenuto di dover intervenire, per richiamare a un minimo (non pretendo tanto, solo un minimo) di buona educazione, ma anzi gli amministratori hanno partecipato attivamente alla perculata.

12 – per almeno quattro giorni c’è stata libertà di prendere per il culo Fumetto d’Autore (mai dicendolo chiaramente, ovvio, ma usando tutta una serie di battute e allusioni velenose chiaramente comprensibili), senza che nessun amministrtaore o moderatore si sia posto il problema di difendere e rispettare la credibilità del sito Fumetto d’Autore.

Volete sapete cosa penso davvero? Penso che Fumetto d’Autore non avesse la minima possibilità di vincere il Comicus Prize, come miglior sito. E non perché non lo sia, ma perché sarebbe stato come se una squadra dell’Unione Sovietica di baseball avesse vinto una partita allo Yankee stadium nel 1953. Penso che anche se 200 utenti avessero votato Fumetto d’Autore, qualcuno avrebbe avuti almeno 210 voti. 210 voti tutti regolari, eh? Mentre i nostri 200 si possono mettere in dubbio, ovviamente.

Era impossibile vincere.

Ma almeno se qualcuno non voleva che vincessimo il Comicus Prize (e ricordo che sto solo esprimendo una mia opinione, eh?), si è dovuto dare da fare. Molto, molto, molto da fare.

Il Comicus Prize 2010, a mio modo di vedere, ha svelato la miseria e la nobità dei siti dedicati ai fumetti italiani. Nobiltà di chi fa il proprio lavoro, e la miseria di chi sa fare solo il suo “sporco” lavoro. Al lettore decidere chi sia l’uno, e chi sia l’altro.

L'Editoriale » Miglior sito italiano dedicato ai fumetti

L'Editoriale » Miglior sito italiano dedicato ai fumetti

di Alessandro Bottero

Aggiornamento del 13/02/2010

[11/02/2010] » Comicus ha organizzato, come ogni anno, il Comicus Prize che si svolge nel forum del sito.

Fumetto d'Autore ha superato le nomination e adesso è in lizza nella seconda fase, quella definitva, nella categoria  "Miglior sito italiano dedicato ai fumetti".

Siccome sarebbe molto divertente se Fumetto d'autore vincesse questo premio, invito tutti i lettori di  Fumetto d'Autore a registrarsi sul forum  di Comicus, e a votarci.

C'è tempo fino alle 23:59 del 14 febbraio per iscriversi e votarci.

Poi il 15 vedremo come è andata a finire.

Aggiornamento del 13/02/2010

Cambiare le regole quando la partita è in corso

Di Alessandro Bottero

Chi lo fa? Chi ha paura che l’avversario vinca, e quindi gli impedisce, scorrettamente, di giocare? Tanto per essere chiari gli amministratori del forum di Comicus hanno cambiato le regole del gioco Comicus Prize, mentre la partita è in corso, e questo è scorretto.

Ieri pomeriggio, venerdì, molti  amici che si volevano iscrivere al forum di Comicus, per votare Fumetto d’Autore come migliore sito, prima alcuni hanno potuto iscriversi con mail di alice, poi nel pomeriggio non è stata più accettata, poi altri hanno scoperto che adesso l’iscrizione al forum deve passare per l’approvazione della moderazione del forum stesso, cose queste che non erano mai successa prima, e che, quando è partito il Comicus Prize, non erano nelle regole del gioco, visto che la conferma dell’iscrizione è sempre arrivava automaticamente da sistema.

È chiaramente (mia opinione certo, ma non credo di sbagliare) un modo per “filtrare” gli accessi, ed impedire che la gente si iscriva liberamente e voti come vuole. Ovvio infatti che con queste modifiche in corsa si sta falsando tutto, impedendo la registrazione a mail che prima potevano essere usate per iscriversi e giocando con i tempi, se l’approvazione all’iscrizione arrivasse lunedì mattina, con la votazione al Comicus Prize che si chiude domenica notte, si può benissimo impedire a Fumetto d’Autore, ma anche a chiunque altro in qualunque altra categoria, di avere i voti che invece potrebbe avere.

Se i giochi sono già decisi a priori, e alcuni non possono vincere, allora perché li avete ammessi alla finale quelli che non possono vincere e si parla di premio popolare?

L'Editoriale » Di cosa sia Internet, e dei dogmi di fede applicati ad esso

L'Editoriale » Di cosa sia Internet, e dei dogmi di fede applicati ad esso

di Alessandro Bottero

AGGIORNAMENTO
(Per leggere l'aggiornamento vai in fondo all'artcolo).
[08/02/2010] » Ultimamente sto riflettendo su Internet, e sul modo di usarlo, e devo dire che da quel che vedo il 90%  di chi si dichiara “esperto” non ci capisce niente. Anzi no, niente non rende l’idea. Non ci capisce niente, e al tempo stesso pretende di capirci tutto. È più chiaro?

Prendiamo il caso dei siti. Anni fa un mio amico che per alzare due lire faceva dei siti internet (parlo di lire, quindi era prima del 2002), era adamantino nel suo dogma di fede: MAI, MAI, e POI MAI permettere che una persona che sta nel tuo sito vada altrove. MAI mettere altri link, MAI parlare di altri siti, MAI lasciar “sfuggire” il “cliente” accalappiato.

Vi pare un po’ eccessivo? Eppure anche oggi chi gestisce siti, o forum che sono dirette emanazioni di siti, ragiona in base a questo principio. Bisogna FIDELIZZARE chi capita sul mio sito, perché se va altrove è perso!

Ecco, questa è una sciocchezza. O meglio, è un principio preso paro paro dal mondo della comunicazione CARTACEA o TELEVISIVA, ed applicato pedissequamente al mondo di Internet che è diversissimo.

In questo preciso momento in cui scrivo il mio browser (Internet Explorer 8), ha aperte TRE SCHEDE in contemporanea, con le tre homepage di COMICUS, MANGA FOREVER, LO SPAZIO BIANCO. Ossia io posso vedere CONTEMPORANEAMENTE, semplicemente passando da una scheda all’altra, tre siti. Qual è dei tre che mi ha fidelizzato?

In mezz’ora io posso vedere dieci siti di quotidiani online, o dieci siti di informazioni di fumetti, e il mio andare in un sito non toglie nulla agli altri, perché vedrò l’uno e gli altri.

Quello che mi attira e mi fa restare sono i CONTENUTI, non la mancanza di link ad altri siti.

Il discorso “se va da lui, ignora me”, ha senso nell’editoria o quando devo PAGARE per accedere a un contenuto. È chiaro che a quel punto, dovendo scegliere per cosa spendere, devo, appunto, fare una scelta.

Ma Internet mi permette di non scegliere, nel senso scelta=escludere. Su Internet scelta significa scelta =aggiungo ad altri siti ANCHE questo

Se leggo Fumetto d’autore, posso benissimo leggere anche Comicus, Manga Forever, Lo Spazio Bianco, ed altri, senza che nessun sito soffra di questa mia multi-lettura.

Allora il dogma “MAI discutere di altri siti nel mio sito, o nel forum diretta emanazione del mio sito”, è sbagliato. Punto. Lo possono ripetere in cento, in mille. Possono insegnarlo a tutti i seminari di web-marketing, o di web-editoria. Resta sbagliato.

E dire “Nel forum emanazione del mio sito non si parla di altri siti” (e in particolare non si deve parlare di Fumetto d’Autore, mentre di altri siti si può parlare benissimo), come è stato detto sia nel forum di Manga Forever che di Comicus, significa rivelare che della comunicazione su Internet non si capisce granché.

Ma in fondo è giusto: un conto è saper programmare e costruire un sito o un forum diretta emanazione del sito stesso. Un altro è sapere davvero cosa sia la comunicazione su Internet.

PS. Vi sono sembrato acido? Non lo sono, ma quando si proibisce esplicitamente in un forum diretta emanazione di un sito, di parlare di Fumetto d’Autore, adducendo la scusa che “non si deve parlare di altri siti”, scusate, ma sento l’esigenza di dire che questa motivazione non ha senso. Si dica piuttosto “Nel forum X, diretta emanazione del sito X non si deve parlare di Fumetto d’Autore, punto e basta”.

Preferisco la sincerità, per quanto brutale, a motivazioni senza senso.

[09/02/2010] » AGGIORNAMENTO

Mi sono accorto solo ora che sul forum di Comicus è presente dal 31 gennaio, ossia da 10 giorni, una discusisone che si chiama “BATMAN: Morrison svela il futuro del personaggio!, SPOILER sul "Ritorno di Bruce Wayne", (ecco il link http://comicus.forumfree.org/index.php?&showtopic=62996) che parte da un articolo pubblicato su un altro sito, ossia qui http://www.worldsfinest.it/public/batman/a...100131_0450.php. La discussione ha, ad oggi, 8 risposte, e nessun moderatore del forum di Comicus è intervenuto dicendo che i commenti a questo articolo vanno fatti sul sito da cui proviene l’articolo, come è invece accaduto quando qualcuno ha postato un link a un articolo di Fumetto d’autore. In quel caso un moderatore (nickname Lucas Corso) è intervenuto bloccando la discussione, cosa che invece non è accaduta nel caso dell’articolo su Batman.

Credo che la pratica del “due pesi e due misure” sia palese a tutti.

Badate bene: io non voglio che si dica “non parlate dell’articolo pubblicato su worldfinest.it”.

Assolutamente.

Vorrei solo che si fosse coerenti. Oppure sinceri.

L'Editoriale » “Allora, vorrei leggere questo, questo, questo, e questo.” “Non ce l’abbiamo. Ripassi un’altra volta.”

L'Editoriale » “Allora, vorrei leggere questo, questo, questo, e questo.”  “Non ce l’abbiamo. Ripassi un’altra volta.”
di Alessandro Bottero

[01/02/2010] » Generi. Temi. Tipi di storie. Belle parole. In sintesi vogliono dire che si può raccontare qualsiasi storia, se solo lo sai fare.
E in effetti questo se vai in una libreria, o butti l’occhio agli scaffali dei DVD è vero. Si trova ogni tipo di storia. Cavolo, se guardi tra i giochi per Nintendo DS trovi ogni tipo di gioco.
C’è varietà. C’è scelta.
Invece coi fumetti no. Coi fumetti pare che la varietà di scelta sia minima. Vediamo di cosa si potrebbe parlare:
- fumetti di guerra
- sportivi
- storici
- fantascienza (mille variazioni sul tema)
- fantasy
- horror
- splatter
- gialli
- mystery
- noir
- romantici
- erotici
- umoristici
- satirici
- per bambini
- educativi
- religiosi
- di critica sociale
- di vita quotidiana
- super eroi
- di pirati
- scolastico
- western
Oltre venti differenti categorie (anche se la triade Fantascienza-Fantasy-Horror, racchiude al suo interno almeno altrettante sotto categorie), e di queste solo alcune sono effettivamente presenti nel mercato italiano, con prodotti scritti e disegnati da italiani (non parlo di opere importate, perché il mio discorso è sulla PRODUZIONE italiana, non sulla versione italiana di opere prodotte altrove).
E questo perché? Perché nella maggior parte dei casi ci si livella sui “successi” o sulle produzioni altrui, per inseguire il mitologico “target di riferimento”, ossia quel blocco di lettori pre-esistente al fumetto, a cui il fumetto X si indirizza per soddisfare una voglia di lettura, che detto target avrebbe.
Avete notato il particolare cruciale? Il target di riferimento PRECEDE la realizzazione del prodotto, per cui quasi tutto i prodotti di intrattenimento di massa sono realizzati, per sfruttare la scia di un interesse che altri hanno fatto nascere. Si sfrutta un interesse, invece di farlo sorgere.
Ora, se da un lato questo lo capisco, perché il tritacarne della produzione seriale per grandi numeri necessita di ritmi elevati, è anche vero che se penso a tre nomi che hanno segnato gli ultimi quarant’anni del fumetto italiano, ossia Diabolik, Alan Ford, e Dylan Dog, mi trovo davanti a tre opere prodotte in assenza di un “target di riferimento” visibile. Né Diabolik, né Alan Ford, né Dylan Dog avrebbero passato un focus group, o l’esame di una divisione marketing. Non c’erano precedenti, e non c’erano prodotti precedenti da prendere come riferimento.
Ma c’era l’idea, la capacità di cogliere le good vibrations.
Torniamo all’inizio. Varietà, si diceva. Libri, DVD, dischi….la varietà c’è. Nei fumetti no. Nei fumetti pare che al di là di super eroi/manga/texdylandognathannever (il tutt’unico che domina il fumetto popolare in bianco e nero) non si possa andare.
Perché nessun editore rischia sul fumetto storico? O su quello sportivo?  Perché?
Se si esamina il settore dell’editoria per ragazzi, si scopre che i romanzi dedicati a squadre di calcio/squadre sportive in genere vendono. Idem, sempre nel settore editoria per ragazzi, i romanzi Fantasy pubblicati ogni anno (e molti scritti da italiani), sono decine. Molte decine. Eppure, a parte l’esperimento della Panini Comics con l’adattamento de Le Cronache del Mondo Emerso (finito come sappiamo), in Italia non si produce Fantasy a fumetti. Perché? Perché a Sergio Bonelli il Fantasy non piace (tanto per dire, eh?)? E quindi “Se non lo fa Bonelli, ci sarà un motivo!”?
Perché non ci sono fumetti sul calcio? O su altri sport. I cartoni animati ci sono (e ci saranno, penso alla nuova produzione animata RAI dedicata alla pallavolo, che dovrebbe debuttare tra poco), ma un fumetto di genere sportivo sembra quasi una bestemmia. Eppure i manga sportivi ci sono, e vengono letti. Allora perché non si PRODUCE qualcosa in italiano?
Chiudo, sennò tracimo. Però….vorrei tanto leggere storie di pirati….sniff sniff (tristezza sommessa)

L'Editoriale » Giornalismo a posteriori, o anche della nobile arte di non rovinarsi un futuro posto di lavoro…

L'Editoriale » Giornalismo a posteriori, o anche della nobile arte di non rovinarsi un futuro posto di lavoro…

di Alessandro Bottero

[26/01/2010] » Torniamo a parlare della questione Kappa Boys/GP Publishing. Perché? Perché ci è stato detto che a riguardo non abbiamo avuto un comportamento “etico”, o “deontologicamente professionale”.

In sintesi, noi di Fumetto d’Autore avremmo mancato di gravi carenze professionali, perchè nel mio editoriale  del 15 gennaio ho parlato del "rumor" che da dicembre inoltrato gira insistemente per la rete sui Kappa Boys che avrebbero lasciato la GP Publishing, accludendo al pezzo le domande (senza risposta) che avevamo spedito a TUTTI i Kappa Boys, per sapere qualcosa di più di questa voce.

Le domande spedite, cercando di sapere qualcosa (e cosa ci sarebbe di “deontologicamente scorretto” nel cercare di sapere qualcosa da parte di un giornalista, me lo dovrebbero spiegare…visto che io SONO un giornalista, iscritto dal 1994 all’ordine), e sono frutto delle ricerche della nostra redazione che ha provato a collegare tutta una serie di indizi disseminati dagli stessi Kappa Boys in questi mesi.

I risultati di queste ricerche sono dei dati e sono questi:

- il 10 dicembre scorso sul suo blog, Baricordi parla di "ufo" indicando che "Sono iniziate le manovre d'atterraggio" e la nota biografica di Capitan Barikko diventa in francese...

- la Viz (Shueshia e Shogakukan) ha messo le mani sulla Kaze francese e all'ultima Lucca la conferenza Kaze-Viz era organizzata anche dai Kappa. Che sia la Viz l'ufo?

- il 22 dicembre sul blog di Baricordi esce questa immagine:
http://3.bp.blogspot.com/_r0f5CEZBYVE/SzFxbABLgFI/AAAAAAAAAS8/nqtgybeL8wY/s400/dawiz.jpg

- subito dopo Natale, su alcuni forum di appassionati, esce un ulteriore rumor: i Kappa hanno comunicato alla Kodansa e alla Shueisha che non fanno più parte dela GP.

Dopodichè silenzio... anche alle nostre domande

E, come dicevo, questi sono dei dati. Non sono prove, ma sono indizi che qualcosa c’è. Che una notizia c’è. E che se si volesse davvero fare informazione, si potevano cercare i dati.

La cosa che più mi lascia perplesso (ebbene sì, riesco ancora a perplimermi di fronte alle cose surreali che leggo…) è che probabilmente nessuno tra chi ha letto l’editoriale e poi l’ha commentato, ha capito cosa scrivevo.

Io ho scritto che avevamo cercato di parlare con i Kappa per avere una conferma o una smentita alle voci che giravano, ho scritto che non avevamo avuto risposte, e che, per far vedere che avevamo messo tutto l’impegno nei confronti dei lettori di Fumetto d’Autore, rendevamo pubbliche le domande che avevamo spedito.

Adesso dovete spiegarmi dove e quando io avrei PRETESO dai Kappa dichiarazioni sui loro contratti/compensi/i fatti loro, e dove e quando io avrei PRETESO delle risposte.

Io non ho PRETESO proprio nulla. Io ho PRESO ATTO che non avevo ricevuto risposte alle domande che avevo posto, e ho detto “Cari lettori, abbiamo cercato di avere conferme o smentite su una voce che girava, e che abbiamo ritenuto interessante. Non abbiamo ricevuto risposte, ma QUESTE erano le domande che abbiamo posto”.

Tutto qui. Chi dice che avremmo PRETESO dai Kappa di sapere la loro condizione contrattuale con la GP, dice una menzogna, e soprattutto dimostra o di non aver letto l’articolo, o di non averci capito niente.

Sorrido invece di fronte alla reazione piccata di chi dice “Come vi permettete di paragonare queste domande a quelle di Repubblica a Berlusconi?”. Che divertimento….evidentemente il giornalismo di inchiesta, che fa domande, va bene solo quando si rivolge a una parte. O meglio, va bene solo quando IO decido che va bene. Quando IO decido che non va bene, allora chiunque lo usi è “deontologicamente scorretto”. Mi verrebbe da pensare che questo doppiopesismo lo usa anche qualche politico poco stimato dalla massa di utenti dei forum, e che forse c’è un piccolo “Berlusconi” nascosto in tutti noi, ma forse sono troppo cattivo. Sicuramente le critiche erano improntate a difendere una “deontologia professionale” del giornalismo. Perfetto. Ma allora chi le fa è un giornalista? Lo devo ritenere un “giornalista”? E devo ritenere i siti dove scrivono questi ferrati critici, “giornalismo”, anche se invece esplicitamente questo è negato?

Domande, domande, e così poche risposte.

Anzi, no. Una risposta c’è. Il bravo giornalista prima di riportare le notizie aspetta i comunicati ufficiali.

Perfetto. È nato il giornalismo, o l’informazione, a posteriori. Prima ci sono i comunicati, le versioni ufficiali, e poi si da’ la notizia. Perché? Perché mica vorrete che si dia spazio a voci, o rumors che potrebbero infastidire qualcuno, no? E se poi magari nasce una nuova casa editrice e cerco di infilarmici? Cosa legittima, badate bene. La ricerca di un posto di lavoro è attività sana e giusta. Ma sicuramente se sei un rompiscatole, che scrive pezzi scomodi, e non si contenta dei comunicati ufficiali, hai qualche difficoltà ad entrare.

Comunque bene così. Alla fine si saprà cosa è successo ai Kappa Boys. E tutti potranno dire “Ehhhhhh, ma noi lo sapevamo. Chevvicredete? Noi sapevamo tutto-tutto-tutto, ma per una serie di motivi deontologicamente professionali non vi abbiamo detto nulla, perché aspettavamo il comunicato ufficiale, perché sennò siccome scrivevamo un articolo saltavano trattative/accordi/contratti, e poi succedeva come è successo a mio cuggggino, che uno ha saputo che cambiava lavoro e ce lo ha detto in giro, e mio cugggggino c’è rimasto male”

Vi sembrano frasi senza senso? Anche a me. Ma le ho sentite.

Chiudiamo. Lettori, sereni. Non vi aspettate voci incontrollate, o rumors di corridoio. Sui siti di informazione del fumetto, gestiti da appassionati pieni di passione, solo notizie certe, confermate, comunicate, e soprattutto… dopo che le notizie sono accadute. (Per quel che riguarda le case editrici italiane, che possono assumere. Per quelle estere invece il copia e incolla dei rumors dai siti americani prosegue beato….)

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Spot News

 

Diretta » Fullcomics 6

[05-06-07/03/2010] » Fumetto d'Autore segue in diretta dalla Fortezza Firmafede di Sarzana, Fullcomics 6. Giunta alla sesta edizione, Fullcomics si presenta nella versione 2010 con oltre 100 stand di case editrici. Fumetterie, Giochi, Collezionismo, Mostre, Ospiti, Incontri, Musica, Cosplay, Conferenze, Workshop e Concorsi. Fullcomics si svolge a Sarzana (Sp) dal 5 al 7 marzo 2010, presso la Fortezza Firmafede. Orari: 10-19 Ingresso: 5 euro (ridotto 2 euro dai 6 ai 12 anni, sotto i 6 anni ingresso gratuito). Seguite in diretta tutti gli aggiornamenti di Fullcomics 6. Tutte le notizie su Fullcomics le trovate a questo indirizzo.

 

Diretta » Fumetto d'Autore al Comicus Prize

[13-14/02/2010] » La diretta delle votazioni Update 21 Come avete potuto leggere dall'ultimo editroriale del Direttore Bottero, Fumetto d'Autore è in lizza per il Comicus Prize nella categoria "Miglior sito italiano dedicato al fumetto". Tra recuperi inaspettati e cambi di classifica notturni che hanno caratterizzato i primi giorni di votazione, seguiamo insieme le ultime 48 ore di votazione. Siamo sicuri che ne vedremo delle belle. Registratevi e votate Fumetto d'Autore! Attenzione: ci è stato segnalato da alcuni utenti che volevano esprimere il voto per Fd'A che il forum non accetta per la registrazione mail gratutite come gmail, hotmail, libero e altre. Confermiamo che queste mail non sono abilitate alla registrazione. Alcuni ci hanno segnalato anche che dopo essersi registrati e inserito il voto questo non è comparso. Altri ancora ci hanno informato che iscrivendosi l'autorizzazione all'accesso al forum è all'esame degli amministratori. Vi invitiamo a riprovare a votare o a scrivere alla board del forum di Comicus per eventuali anomalie: comicus.forum@gmail.com. 12/02/2010@21:09   12/02/2010@00:00   13/02/2010@10:45   In attesa di nuovi aggiornamenti, intanto un pò di storia. Il Comicus Prize nasce nel 2004,  la categoria "Miglior sito italiano dedicato al fumetto" però esordirà solo nel 2007. Ecco i risultati delle edizioni precedenti per questa categoria, che al momento, nel panorama italico dei premi dedicati al fumetto, rimane l'unico premio per i siti specializzati: 2007 1° posto: Manga Forever (34 voti) 2° posto: Lo Spazio Bianco (28 voti) 3° posto: Fumetti di Carta (20 voti) 4° posto: De-Code (9 voti) 5° posto: UBC (3 voti) 2008 1° posto: Mangaforever [40.45%] 2° posto: Comicsblog.it [21.35%] 3° posto: Lo Spazio Bianco [17.98%] 4° posto: Fumettidicarta [16.85%] 5° posto: UBC [3.37%]   13/02/2010@11:20   13/02/2010@12:00   Intanto sul forum di Comicus arriva una protesta da parte dell'utente Biancaneve, ve la riportiamo: Scusate... alcuni miai amici hanno cercato più volte di iscriversi e io stessa ho notato che spesso l'accesso è negato o "sospeso"! Guarda caso, quando la connessione si riattiva, magicamente in alcune categorie, alcuni voti crescono, creando distacco (che fino a poco prima non c'era) con alcuni candidati delle categori in gara. Ma se l'accesso è negato a tutti o sospeso, chi è che vota nel frattempo?Non sarà per caso che...Naaaa! Che vado a pensare?Scusate, ora vado... sento puzza di bruciato, sarà perché ho lasciato il bambino sul fuoco? Poi c'è anche il latte che piange, e allora... La discussione potete continuare a leggerla qui.   13/02/2010@12:14 Il nostro Direttore aggiorna il suo editoriale di invito al voto ron una considerazione sulle segnalazioni che ci sono arrivate ieri dai lettori che volevano votare Fd'A al Comicus Prize.   13/02/2010@13:15   13/02/2010@14:00 Comunicazione della redazione di Comicus: Avvisiamo i nostri lettori che, per garantire l'assoluta trasparenza del Prize, da questo momento ogni nuova iscrizione al forum dovrà ottenere l'autorizzazione degli Admin. Questa decisione è nata per eliminare il fenomeno degli account provenienti dallo stesso ip. Anche nelle precedenti edizioni misure di sicurezza sono state attivate per consentire la massima trasparenza di quello che è sì un gioco, ma come ogni gioco ha regole che devono essere rispettate. I nuovi utenti verranno abilitati entro la data del Prize, dunque, sarà a loro permesso di votare (se non verranno, ovviamente, riscontrate anomalie). Siamo dispiaciuti di farvi questo annuncio, ma purtroppo la solo buona fede a volte non è sufficiente. Speriamo di fare cosa gradita a chi ha serenamente espresso il proprio voto. Invitiamo gli utenti a segnalarci, in ogni caso, anomalie come già fatto in questa occasione. Ovviamente, chi è in buona fede non ha nulla da temere e potrà tranquillamente partecipare al Prize. Grazie per l'attenzione!   13/02/2010@14:30   13/02/2010@14:30 Solitamente si accusa di brogli chi vince non chi non sta vincendo. Ma anche in questo Fd'A fa un eccezione. Stiamo perdendo ma ci accusano di avere rovinato il premio. Visto che noi siamo stati sempre indietro. Siamo sicuri che forse non si dovrebbero guardare con altrettanta foga indagativa i voti di chi ci è sempre stato davanti per tutto il tempo e, che come si evince dalla nostra diretta, ogni volta che ci siamo avvicinati ci ha sempre ridistanziato mantenendo costante il distacco? Non è che per mascherare cose poco chiare si inizi a accusare di avere imbrogliato proprio chi non può vincere?   13/02/2010@14:45 Sul tavolo della redazione di FdA ci sono da ieri sera alle 23 una sequenza di interssanti screenshot su qaunto accaduto nella votazione della nostra categoria dalle 21.05 alle 22.10. Si vedono, in una serie di refresh consecutivi, dei voti che aumentano ai nostri concorrenti mente nella board non c'è loggato nessuno. Più tardi pubblicheremo gli screenshot in nostro posseso. Per gli amanti delle cronologie possiamo dire che non siamo tra i sette nani e che l'aggiornamento dell'editoriale di Bottero è stato scritto ieri sera dopo che ha visto gli screenshot che ci sono pervenuti.   13/02/2010@15.15   13/02/2010@15:30 Alcuni dei membri fondatori della Double Shot si lamentano di quanto si presume stia accadendo nella categoria a cui concorre FdA. Vi riportiamo la situazione attuale della categoria a cui sta concorrendo la DS. Nessun controllo dell'amministrazione, di cui due membri della DS fanno parte, sembra sia stata fatto al momento in questa categoria. Dall'inizio delle votazioni si sono iscritti circa 140 utenti.   13/02/2010@15:30 Commento di Carmine Console: E poi il fatto che ad ogni nuova iscrizione di quel tipo (sta parlando di utenti provenienti dallo stsso ip - ndr) andasse a salire solo il counting di un partecipante deve essere stata una coincidenza. Lo trovate qui. Alcuni commenti più sotto il sempre Carmine Console: Scusate ma se per report (rsiponde ad un utente che chiede se è possibile pubblicare la lista dei voti alla fine del premio - ndr) dei voti si intende una lista che indichi chi ha votato cosa vi informo che non solo non è possibile tecnicamente (non c'è una funzione che lo permetta) ma vorrebbe dire anche violare la segretezza del voto. Questo altro commento lo trovate qui. Ma se non è possibile vederlo come ha fatto lui a vederlo? Ha letto direttamente dal database bypassando l'interfaccia grafica (è possibile su phpbb)? Se c'è la segretezza del voto perchè allora fa capire agli altri partecipanti chi ha votato chi? E perchè alla stessa maniera non ha riportato le stesse informazioni di altri concorrenti alla nostra categoria o ad altre categoria? Forse non vinceremo il comicus prize ma qualcuno sembra avere già vinto il tapiro d'oro e non è Fumetto d'Autore a vincerlo neanche in questo caso. 13/02/2010@20:10 Nonostante le polemiche inpazzano in rete, MangaForever è sempre avanti di 10 punti e i nuovi iscritti per durante il premio salgono a più di 150, ma sembra che le indagini del Commissario Comicus guardano solo ai voti che prende FDA.   13/02/2010@20:43 Ed ecco, come promesso precendentemente, i primi tre screenshot di quello che è successo ieri sera nella nostra categoria di voto al Comicus Prize dalle 21.05 alle 22.05 circa. Questo materiale è in possesso di FDA da ieri sera alle 23.00. Noi li abbiamo ribattezzati: "Anche lo Spirito Santo insieme all'Arcagelo Gabriele hanno votato al Comicus Prize". E Loro non hanno bisogno di account... Screenshot #01 – Punto i partenza Ora: 21:09 Utenti registrati connessi sono: 0 Utenti anonimi connessi: 0 Fumetti di Carta: 21 Fumetto d’Autore: 32 Lo Spazio Bianco: 24 Mangaforever: 39   Screenshot #02 – Refresh, 30 secondi dopo quello che si vede nello Screenshot #01 Ora: 21:09 Utenti registrati connessi sono: 0 Utenti anonimi connessi: 0 Fumetti di Carta: 21 Fumetto d’Autore: 32 Lo Spazio Bianco: 24 Mangaforever: 40   Screenshot #03 – Refresh, 30 secondi dopo quello che si vede nello Screenshot #02 Ora: 21:10 Utenti registrati connessi sono: 0 Utenti anonimi connessi: 0 Fumetti di Carta: 21 Fumetto d’Autore: 32 Lo Spazio Bianco: 24 Mangaforever: 41 A dopo per gli altri. 13/02/2010@21:15   13/02/2010@21:15 Diamo un occhiata anche ad un altra categoria combattutissima. gli e-comic dove si contendono il primato in un testa a testa serrato Ravioli Uèstern di Pierz (in volume anche per NPE) e Rusty Dog di Emiliano Lobgobardi e AA:VV., due fumetti on line molto seguiti dalla comunità di Comicus. Sono ormai più di 160 gli utenti che si sono iscritti al forum di CUS durante questa fase finale delle votazioni .13/02/2010@22:30 Ci fanno notare a proposito degli screenshot pubbblicati più sopra che è possibile sul forum di Comicus non aggiungere il tuo nome alla lista degli utenti connessi. Ma su piattafroma PHPBB , quella usata dal forum di Comicus, per intenderci, l'utente deve comunque comparire conteggiato come utente anonimo, e come si vede dagli screenshot non ci sono utenti anonimi collegati mentre il contatore dei voti di MF sale. 14/02/2010@11:15 Ci fanno notare rispetto all'intervento precedente che è possibile collegarsi da nascosti e votare senza essere visti dai visitatori e dagli utenti non nascosti. Quindi avendoci altri screenshot che dimostrano che nella nostra categoria molti voti (non nostri) sono avvenuti con questa modalità possiamo concludere che non solo hanno votato lo Spirito Santo e l'Arcangelo Gabriele ma anche molti tra i santi e forse anche qualcuno della schiera dei Cherubini. SIamo secondi a 12 voti dai primi. Con 50 voti saremmo in testa su 18 delle 30 categorie in concorso. Saremmo invece secondi nelle seguenti categorie: Miglior comic book Dc/Wildstorm, Miglior comic book Image, Miglior graphic novel italiana, Miglior altro fumetto italiano, Miglior manga, Miglior e-comic italiano, Miglior casa editrice straniera, Miglior scrittore italiano, Miglior scrittore manga, Miglior disegnatore comic-book, Miglior disegnatore italiano, Miglior copertinista italiano. La categoria in cui sta partecipando Fd'A sinora ha totalizzato sinora 169 votanti e 1500 visite risutando la seconda categoria più seguita dietro gli e--comic che hanno più di 2300 visite Sinora si sono iscritti al forum di Comicus più di 160 utenti durantie lo svolgimento del premio. 14/02/2010@14:10 Mancano 10 ore alla chiusura del Comicus Prize e Fumetto d'Autore è indietro di 12 voti. Alla nostra prima partecipazione, con soli 6 mesi di attività alle spalle, è già un risultato di tutto si rispetto se si pensa che due anni fa si portava il premio a casa con 34 voti e ora ne abbiamo 50. Quindi perchè non provare a cercare la rimonta? Fumetto d'Autore ti invita a votarci! Segui il nosto sguardo.Attenzione: non è possibile iscirversi usando mail gratuite come hotmail, gmail, email, ma anche alice e altre. Se doveste avere problemi nella registrazione o nell'esprimere il voto scrivete all'amministrazione del forum: comicus.forum@gmail.com 14/02/2010@14:30 Mentre il vantaggio di MF aumenta, ci sono arrivate 4 segnalazioni di lettori che si sono registrati ieri e nonostante abbiano mandato una mail all'amministrazione del forum per farsi abilitare al voto ancora non hanno ricevuto nessuna risposta. Sembra che adesso quando ci si iscriva al forum di Comicus si è  di default disabilitati anche a postare oltre che a votare e che per avere l'abilitazione sia necessario scrivere all'amministrazione.   14/02/2010@16:00 In attesa che si sblocchi la situazione descritta nell'ultimo aggiornamento, a cui si aggiungono altre 2 segnalzioni (totale 6 utenti che vorrebbero votarci ma non possono) continuiamo a presentarvi gli screenshot di cui è venuto in posseso FDA inerenti quanto accaduto il 12/02/2010 sul forum di Comicus durante la votazione del Comicus Prize. La situazione presentata nello screenshot #03 rimane invariata sino alle 21.22 quando il forum risulta essere chiuso ai visitatori. Si legge "L'amministratore richiede a tutti gli utenti di connettersi prima di poter utilizzare il Forum". Alle 21.26 il forum riapre al pubblico. Cosa è successo nei quattro minuti in cui il forum non è stato accessibile ai visitatori? Segnalazioni di utenti che non riuscivano a votare i sono arrivate alle 21.24, cioè mentre il forum era chiuso ai non iscritti. Una cosa è certa alla riapertura al pubblico, il contatore de Lo Spazio Bianco è salito di un voto e da 24 è passato a 25. Screenshot #04 Screenshot #05 Screenshot #06   14/02/2010@16:15 Altro voto per Mangaforever, mentre gli utenti che richiedono l'autorizzazione all'amministrazione del forum e non ottengono risposta sono ora 6. L'amministrazione dichiara di non avere ricevuto mail,  amministratori e forumisti preferiscono voltare la questione in una presa per i fondelli degli utenti che si stanno lamentando della situazione.   14/02/2010@18:00   14/02/2010@19:00   14/02/2010@19:15 L'amministrazione di Comicus spiega come sta gestendo la faccenda degli utenti bloccati. Carmine Console (nickname: Count Zero), Amministratore di Comucs Forum: Scusate l'interruzione ma volevo segnalarvi una meravigliosa new entry.BERUSCAO Ogni volta che penso a drive in mi vengono le lacrime agli occhi ! se ci sei ti prego resta con noi ! (QUI) Utente MIllantatore: Giusto! Rimani con noi BERUSCAO, autore del voto n.66 per Manga Forever, e anche tu FunkytarroManga, autore del voto n.67. Gli amministratori spiegheranno a tutti perchè anche questi ennesimi nuovi iscritti, degli oltre 170 (perchè di nuovi iscritti si tratta) siano stati ignorati, mentre si è gridato allo scandalo per i, pochi, nuovi iscritti che hanno parteciato alle votazioni per appoggiare fumetto d'autore.E ci diranno anche perchè continuano a giungerci segnalazioni di gente che, dopo aver avuto la tanto attesa autorizzazione dell'amministratore, non sono comunque autorizzati a votare. (QUI) Carmine Console (nickname: Count Zero), Amministratore di Comucs Forum: Guarda Beruscao era in coda in attesa di approvazione da due giorni. Poveraccio nemmeno il nome lo ha salvato.Poi è ovvio che le accuse uno deve essere in grado di provarle altrimenti fa la figura, appunto, del millantatore :-)Se è per questo ti è sfuggita una nuova Ice-Queen, Un certo Pierpaolo che ho sbloccato io di persona dopo sua segnalazione ed almeno altri due utenti.Scusa ma come fai a sapere chi vota per cosa ? non possono vederlo nemmeno gli admin ! ci sono oltre 4000 iscritti a questo forum e chiunque può votare quando vuole persino senza ricorrere a registrazioni apposta.Scusate io in questo momento vedo che è stata data risposta a tutti, mi fate la cortesia di inoltrarmele queste lamentele perchè non ne vedo più tranne un gruppo di utenti a cui ho spiegato che non consentiamo da sempre più di due account con lo stesso IP.Davvero sono curioso, hai modo di provare quello che affermi? (QUI) L'intervento dell'amministratore contiene diverse contraddizioni. Eccole: - Guarda Beruscao era in coda in attesa di approvazione da due giorni. Sinora aveva sempre detto che sbloccava gli utenti in tempo reale. - Scusa ma come fai a sapere chi vota per cosa ? non possono vederlo nemmeno gli admin! Questa contraddizione viene fuori per la seconda volta.Nell'aggiornamento 13/02/2010@15:30 si legge: Commento di Carmine Console: E poi il fatto che ad ogni nuova iscrizione di quel tipo (sta parlando di utenti provenienti dallo stsso ip - ndr) andasse a salire solo il counting di un partecipante deve essere stata una coincidenza. Lo trovate qui. Quindi prima dice di avere visto che cosa hanno votato gli utenti ma poi dice che un admin non può vederlo. - mi fate la cortesia di inoltrarmele queste lamentele perchè non ne vedo più tranne un gruppo di utenti a cui ho spiegato che non consentiamo da sempre più di due account con lo stesso IP. Quindi se sono bloccati solo gli account che hanno lo stesso IP e Beruscao era bloccato, significa che anche Beruscao era un utente multiaccounting? Cosa sta facendo l'ammninistrazione? Cerca di capire chi voterebbero gli account bloccati e li sblocca a seconda di chi vanno i voti? Stiamo assistendo ad un premio popolare pilotato dall'amministrazione del forum? Tutto questo sta accedendo solo nella nostra categoria o anche in altre? I nuovi utenti iscritti dall'inizio del premio sono più di 170. 14/02/2010@20:15   14/02/2010@21:15 14/02/2010@21:40 Faciamo luce sull'accusa ricevuta di fare brogli da parte dell'amministrazione di Comicus. L'amministrazione del forum, su più di 170 registrazione di nuovi utenti ha ritenuto di doversi soffermare ad indagare su alcuni account che ieri hanno votato per Fd'A e che sono stati accusati di multiaccount per avere effettuato registrazioni e votazioni dallo stesso IP. La mail che riceviamo e pubblichiamo è stata inviata da Giovanni Di Meglio all'indirizzo dell'amministrazione del forum il 13 Feb 2010 alle 19:32:53. Gentili membri dello staff di Comicus Forum. Devo dire che resto molto sorpeso dalla sospensione del mio account personale e di quello dei miei amici. Sono Giovanni Di Meglio del collettivo Malefico Fumetti con il quale autoproduco una rivista a fumetti nella zona di Napoli. Ho avuto modo, come i miei colleghi, di intrattenere rapporti con gli amici di Fumetto d'Autore al comicon di napoli e al lucca comics dello scorso anno. Quando ho saputo della partecipazione al concorso da voi sponsorizzato ho voluto sostenere la loro candidatura con i voti miei e di miei amici e colleghi. Questa mattina il collettivo era in riunione presso casa mia, pertanto hanno effettuato tutti la registrazione da casa mia, così come anche mia sorella. Mi sembra assurda la polemica che ne è derivata e chiedo che il mio account e quelli dei miei colleghi vengano riattivati il prima possibile e i loro voti validati, ovvero che i voti siano annullati ma che sia data la possibilità agli account di rivotare da casa propria. Rimango oltremodo sconcertato dalla mancanza di serietà dell'organizzazione, che non ha presvisto che più utenti potessero accedere dallo stesso computer e non si è premunità dallo spam di voti in maniera più seria, creando altresì disagi ad utenti che nella giornata di oggi tra (13 febbraio - ndr) le 11.00 e le 15.00 sono stati impossibilitati nel voto. Giovanni Di Meglio ci ha anche comunicato che tutti i titolari degli account registrati a casa sua ,hanno provveduto a mandare nella giornata di oggi una mail all'ammninistrazione del forum per regolarizzare la loro posizione dai propri indirizzi IP. Ma se l'ammnistrazione di Comicus aveva ricevuto queste mail perchè nonostante questo metterci "la faccia" da parte dei nostri lettori ha continuato ad accusarci velatamente di stare commettendo imbrogli? Alla luce di queste nuovi elementi in loro possesso ma taciuti, la redazione di Comicus non dovrebbe farci ufficialmente le scuse per quanto sostenuto da parte loro nei nostri riguardi? Fumetto d'Autore sta perdendo il premio perchè non ha i voti necessari per vincere o perchè ha ficcanasato troppo in casa del Comicus Prize?   14/02/2010@22:00 Il punto di vista di House of Mistery di Luigi Siviero su quanto sinora raccontatovi in questa cronaca.   14/02/2010@22:45 Riceviamo e pubblichiamo. Gentile redazione di Fumetto d’Autore, mi chiamo Gianmarco De Francisco e vi scrivo da Taranto per informarvi di alcune anomalie riscontrate quest’oggi nell’iscrizione al forum di Comicus.  Nel pomeriggio, intorno alle 14:30, mi sono iscritto al forum con due colleghi, ciascuno con un account differente, dal mio studio di grafica. Nessuna mail di conferma ci è giunta. Mentre i miei colleghi, per motivi di lavoro, rinunciavano perfino ad avviare il macchinoso iter di richiesta dell’avvenuta registrazione messo a disposizione dal forum, io, testardo, perseguivo nel mio intento.Mi accorgevo, dunque, di poter navigare nel forum, ma di non poter postare o rilasciare voto alcuno. Ho contattato, quindi, l’amministrazione di Comicus descrivendo loro il problema. Mi è stato detto di registrarmi nuovamente. La  mia mail - a detta degli amministratori - era stata bloccata perché la richiesta di iscrizione era avvenuta assieme a quella dei miei colleghi, dallo stesso IP.Mi pregavano, pertanto, di registrarmi nuovamente, ma da un altro indirizzo IP, per non avere problemi. Intorno alle 20:00 ho provato a registrarmi nuovamente dalla residenza della mia ragazza, ma anche da lì l’accesso alle funzioni del forum mi era negato.In fedeGian Marco De Francisco Da ieri sera alle 21:15, Fumetto d'Autore ha preso solo 2 voti al Comicus Prize. Di dichiarazioni simili a quella di Gianmarco, in redazione ce ne sono giunte una decina. Siamo quasi entrati nell'ultima ora del Comicus Prize.   14/02/2010@23:30 RIceviamo comunicazione da Gianmarco De Francisco e che è riuscito a votare. Dopo avere ricevuto due voti, l'utente _Miri_ ha aggiunto un voto per MF al successivo refresh. Curioso il caso dell'utente in questione. Come si può evincere dallo screenshot che ci è pervenuto, l'utente si è registrato il 19 gennaio 2009 e ha all'attivo solo 1 post. E' questa la possibile tecnica per eventualmente pilotare i voti del premio? Cercare in un database di 4715  gli utenti "dormienti" che hanno all'attivo pochi post se non uno o nessuno e utilizzarli per votare all'occorrenza? E' questo che succedeva negli screenshot che vi abbiamo fatto vedere quando, senza nessuno connesso di visibile, salivano i contatori dei partecipanti? Si usavano utenti dormienti nascondndoli? Avendo dimostrato che non nessuno dei votanti di Fd'A ha commesso brogli, siamo stati accusati di brogli per coprire altri brogli che forse si stavano mettendo in atto? Chi guarda i guardiani? Manca meno di mezz'ora alla chiusura del Comicus Prize. 14/02/2010@23:45 Il trend viene rispettato. Subito dopo un voto ricevuto, c'è il voto a Mangaforever a mantenere inalterateo il divario anche a un quarto d'ora dalla fine. 14/02/2010@00:00 - FINALE Si chiude il Comicus Prize. Nella categoria "MIglior sito italiano dedicato ai fumetti" vince Mangaforever con 70 voti. Noi di Fumetto d'Autore ci classifichiano secondi con 55 voti.I nuovi iscritti al forum durante lo svolgimento della fase finale del premio sono più di 180. Complimenti a Mangaforever per la vittoria. Grazie a tutti quelli che hanno votato per Fumetto d'Autore o che avrebbero voluto e non ci sono riusciti. Il Comicus Prize è stato organizzato dal sito Comicus.it, di proprietà di Marco Rizzo, giornalista professionista, stimato sceneggiatore di fumetti dedicati al sociale e all'antimafia. 14/02/2010@01:00 Commento di Marco RIzzo, sul Comicus Prize, direttamente sul suo blog. Riportiamo in corsivo un breve passaggio dell'intervento del giornalista professionista, proprietario di Comicus, redattore delle Edizioni BD e autore di un libro su Peppino Impastato: E ovviamente mi fa sempre incazzare quando il nome di Peppino viene tirato in ballo in polemiche di questo tipo, specie se a nome di un'anti-antimafia che alla mafiosità - come ho detto di recente in un'altra occasione - fa solo bene. Che RIzzo abbia scritto Il libro su Peppino Impastato e lche il libro abbia partecipato al premio organizzato sui siti di sua proprietà sono dati di fatto, non polemiche. Chissà cosa penserebbe Peppino Impastato se leggesse questo resoconto giornalistico della nostra partecipazione al Comicus Prize organizzato negli spazi on line che appartengono a chi gli ha fatto da biografo a fumetti. Ma non vogliamo credere che un giornalista professionista non abbia apprezzato il nostro lavoro di cronaca che si è trasformato, per caso, quasi in lavoro di inchiesta. Avendo dimostrato che nessuno dei votanti di Fumetto d'Autore ha imbrogliato, dopo essere accusati di brogli, ci permetta quantomeno Rizzo di dubitare, sulla scorta di dati oggettivi che abbiamo raccolto e presentato in questa lunga maratona, di chi ci ha accusato. Oppure si può dubitare di noi e noi non possiamo dubitare di chi dubita di noi? Incazzarsi è facile, tirando in mezzo professionisti ed editori di cui nemmenro abbiamo mninimanente parlato nel nostro reportage, avere, invece, gli attributi per chiederci scusa ufficialmente, in quanto rappresentante legale, perchè dai suoi siti siamo stati accusati ingiustamente di imbrogliare da secondi, è cosa di spessore assai ben diverso che incazzarsi perchè si pensa che il nome di Peppino Impastato sia stato tirato in ballo fuori luogo. Non vorremmo concludere che il giornalismo d'inchiesta quando lo si pratica e lo si applaude per cose superiori come l'antimafia e la politica va bene, ma quando invece si rivolge al premio organizzato sui siti di cui si è rappresentante legale, venga liquidato da un giornalista professionista come semplice "chiacchericcio".

Recensioni

 

"A" COME IGNORANZA

di Francesco Murrone La Proglo edizioni presenta nella sua offerta editoriale da Ottobre 2009 "A" come ignoranza; volume quarto, l'ultimo lavoro dell'inarrestabile Davide Berardi, meglio noto come Daw. Inserito nella collana "sequenze", il volume ospita tre storie: "I giusti robot della simpatia" e "Lo spirito del Natale" vedono il perfido, quanto simpatico, Brullonulla arrabattarsi in complicate avventure dallo spiccato carattere non-sense, mentre, "supercalarsifragilisticheispiranoleternoriposo" tratta una vicenda personale dell'autore, al lavoro sul volume stesso, letta in chiave puramente demenziale. Nonostante sia stato raggiunto il traguardo del numero quattro per questo progetto, Daw continua a portarlo avanti con la stessa goliardia e naturalezza che caratterizzavano le precedenti puntate.Le storie sono strutturate in modo tale da rispettare perfettamente il tempo comico di ogni azione, la sceneggiatura ed il disegno diventano quasi di contorno rispetto al cabaret che si mette in scena in ogni tavola.L'influenza di autori come Leo Ortolani è palese e, nonostante la cura del segno e della grafica in generale siano messe dall'autore in secondo piano, il concetto per cui è l'idea di base a rendere forte un progetto è ben esplicata.Unica caduta di stile dell'albo, a mio parere, si ha in alcuni punti di "Brullonulla e lo spirito del Natale", in cui inelegantemente si utilizzano appellativi come "Gristoincroce" cercando di strappare l'ennesima risata.Sintomo di una realtà produttiva in crescita, il lavoro di Daw è, in ogni caso, apprezzabile nel suo complesso e sopratutto regala al lettore minuti piacevoli senza pretese di insegnamento alcuno. Titolo: "A" COME IGNORANZA Testi e Disegni: Daw Editore: Edizioni Prospettive Globali Pagine: 56 pagine b/n Prezzo: € 7,OO

 

Gina Cammina

Racconti, ricordi e canti di una bambina, un viaggio in un nord Italia ancora preda dei tedeschi nel periodo della Resistenza, che è anche un viaggio di crescita interiore, per colei che diverrà poi madre dell’autrice di questa breve fiaba reale. Cosa viene fuori, se si prendono un’artista dalla grande sensibilità, dei fogli neri di carta gessata, li si incide estraendo il bianco dal nero, fino a ricavarne delle immagini? Un piccolo capolavoro è la risposta giusta. Gina Cammina è un fumetto realizzato proprio con questa tecnica: “per sottrazione”, come leggiamo nella postfazione alla storia. Anziché riempire di tratti a inchiostro nero il foglio bianco, si procede esattamente al contrario. Ma al di là della tecnica particolare usata, la storia di Antonella Toffolo è poesia, emozione, memoria e canto assieme. Le vicende sono quelle della piccola Gina, madre di Antonella, e della sua infanzia. Una famiglia povera del modenese, un fratello recatosi a Firenze per curare la miopia e un viaggio a piedi in Toscana, per raggiungerlo in cerca di lavoro. Così Gina, o “Ginin” come viene chiamata da sua madre, che l’accompagna in questo pellegrinaggio, attraversa a piedi campagne e paesi, nel periodo della Resistenza, con il rischio costante di incursioni aeree e bombe e la minaccia incombente dei soldati tedeschi. Il tratto geometrico e cupo, un po’ grossolano ma naturale per il metodo utilizzato (lo scratchbord), si sposa alla perfezione con gli ambienti rurali e le atmosfere inquietanti della guerra, in cui sognare e sperare nel futuro, diventa l’unico modo di svago e di sopravvivenza e la morte viene sublimata attraverso i canti in rima dei cantastorie, le zirudéle (componimenti umoristici dialettali), e l’uccisione degli animali da cortile, per necessità di sopravvivenza. Antonella Toffolo è stata illustratrice per Il corriere dei piccoli, Mondadori, Topipittori e ha fatto parte del gruppo di fumettisti indipendenti Cani e Struwwelpeter. Gina Cammina è stato pubblicato nel 2005 dal Centro Fumetto Andrea Pazienza, nella collana “Schizzo”; è entrato nella terna dei finalisti per il Premio Micheluzzi e ha ricevuto nel 2007 il premio Albertarelli. Un saluto ad Antonella, che purtroppo dallo scorso febbraio non è più qui, ma che è sempre presente tra le pagine dei libri che ha illustrato e delle storie che ha scritto. E, come nel suo fumetto una filastrocca può cambiare il finale di una triste vicenda, facendo rivivere una persona o fingendo che non sia mai morta, leggendo Gina Cammina possiamo forse farla rivivere un po’ e riportarla idealmente tra noi. Titolo: Gina Cammina Storia e disegni: Antonella Toffolo Editore: Centro Fumetto Andrea Pazienza Pagine: 64, bianco e nero Prezzo: euro 8,00

 

Cubana

Per chi desidera immergersi in atmosfere umide. Per chi ama leggere di avventure ed avventurieri, tradimenti e zanzare. Ecco CUBANA, pubblicata da Edizioni Voilier. Per chi come me, in genere, si interessa solo (o per lo più) di fantascienza a fumetti, questo racconto poteva essere difficile da recensire. CUBANA invece entra poco a poco in circolo. Si sedimenta come un vecchio rhum e cattura definitivamente l’attenzione. Creato da Lele Vianello e Guido Fuga (due storici amici e collaboratori di Hugo Pratt), CUBANA nasce come seguito di L’uomo dei Carabi, il volume edito dalla Cepim nella collana “Un uomo un’avventura” nel ’77. Nel cinema è nota la regola non scritta per cui un sequel non è (quasi) mai all’altezza del predecessore, regola valida anche e soprattutto nel mondo del fumetto. Ma esistono le eccezioni e CUBANA ne è un valido esempio. Riprendendo il protagonista del volume anni ‘70, Vianello e Fuga, con un artificio grafico e narrativo, lo modificano, lo spostano in là negli anni e lo caricano di umanità già solo nelle prime pagine. Si avverte il senso di passaggio malinconico degli anni, nel rivedere il marinaio danese Svend cambiare nome e farsi crescere la barba. Il passato lo sfiora anche in questa avventura, quando sporadicamente alcuni dei personaggi sembrano riconoscerlo. Ma sono solo piccole citazioni, mentre CUBANA prende pian piano forma, si addentra nella vegetazione umida, e ci presenta uno ad uno personaggi degni di film. Donne sensuali, uomini ubriachi, traditori, alcuni  “cattivi” che si rivelano carichi di sensibilità (magari verso la musica), altri inguaribilmente sadici (e senza speranza). In mezzo a tutto il marinaio Svend, che adesso ha cambiato nome in Comandante Cudd, il quale crea una cerniera tra tutti i personaggi doppiogiochisti che affollano una Cuba pre-Castrista, ma pronta ad essere incendiata dalla rivoluzione. Da segnalare lo stacco tra un momento e l’altro durante la narrazione, che crea come delle dissolvenze sfumate. Dissolvenze cinematografiche. Parlando di cinema, per certe atmosfere, non si può non citare il quasi omonimo Havana (1990), di Sydney Pollack con Robert Redford. Per un rimando più decisamente fumettistico, in qualche modo CUBANA ricorda “L’uomo che uccise Ernesto Che Guevara” , storia di Magnus, anche se ambientata in Bolivia ed in un contesto differente Raccontando una storia a Cuba, negli anni ’50, non si può non omaggiare due protagonisti storici, che la memoria collettiva collega indelebilmente a quei luoghi: Ernest Hemingway ed  Ernesto Che Guevara. Poteva essere una scelta banale e pericolosa. Invece i due autori collocano lo scrittore americano ed il Che, in ruoli precisi e misurati, senza cadere nella trappola di oscurare con la loro presenza ingombrante l’equilibrio della narrazione. Come le tessere di un enorme mosaico. La cui immagine finale resta impressa a lungo dopo la lettura. CUBANA è uscita in anteprima nazionale a Fullcomics 2010. Titolo: CUBANA Autori: Lele Vianello e Guido Fuga Editore: Edizioni Voilier Descrizione: 90 pp. - b/n - brossurato Prezzo: 16 euro

 

INVINCIBLE vol. 8 – “Un uomo al comando”

Se non è il futuro del genere supereroistico ci va dannatamente vicino. Invincible ha tutto quello che si potrebbe chiedere ad un fumetto di supereroi con l’innegabile, aggiuntivo vantaggio di non costringere il lettore a seguire un intero universo narrativo per godersi le storie nella loro interezza: il che di questi tempi è un pregio tutt’altro che trascurabile. Robert Kirkman, lo scrittore degli apprezzatissimi The Walking Dead e di Marvel Zombies tanto per capirci, è riuscito nell’impresa titanica e praticamente impossibile di riunire tutti i concetti fondamentali di questo genere narrativo e presentarceli in una forma fresca e moderna, in una prosa che riunisce il realismo decostruttivo post-Watchmen e il sense of wonder Silver Age: decisamente una cosa che non si vede tutti i giorni. In Invincible troviamo infatti il Superboy degli anni ’60 della DC unito al primo Nova della Marvel, vediamo come sarebbe il pianeta Krypton se i suoi abitanti fossero una razza di crudeli conquistatori interstellari, seguiamo le epiche ma non sempre trasparenti imprese del classico supergruppo che lavora per il governo americano, sperimentiamo il contrasto di vedere teen drama e soap opera affiancati a scontri devastanti e fiumi di sangue e interiora… Insomma assistiamo a una vera e propria summa di quello che la figura del supereroe (non superuomo, per fortuna…  di quelli ne abbiamo fin troppi negli ultimi anni) ha offerto e offre tuttora ai suoi lettori dal dopoguerra ad oggi. E, cosa non certo secondaria, siamo testimoni di un percorso di crescita e formazione del protagonista tutt’altro che banale e che omaggia il periodo d’oro dell’Uomo Ragno, con il suo barcamenarsi tra le responsabilità verso la famiglia e il microcosmo personale e quelle ben più pesanti legate al suo ruolo di salvatore del mondo. A impreziosire il tutto gli splendidi ed efficaci disegni dell’astro nascente Ryan Ottley; ci vuole la stoffa dell’artista per rendere graficamente il sincretismo narrativo operato da Kirkman senza cadere nella tentazione del facile citazionismo: eppure al suo esordio assoluto questo giovane disegnatore riesce in un compito che avrebbe fatto tremare i polsi a professionisti ben più navigati. Insomma, se volete tutto il buono dei supereroi seguendo una sola serie fate un pensierino all’acquisto o al recupero degli ottimi volumetti delle Edizioni BD dedicati a Invincible!   Titolo: Invincible vol. 8 “Un uomo al comando” Testi: Robert Kirkman Disegni: Ryan Ottley Editore: Edizioni BD Pagine: 168 pagine a colori Prezzo: € 14,00

Off Topic

 

Satira di Governo

Sbeffeggiare i potenti con vignette e caricature sotto l’ombrello benevolo delle istituzioni? Quasi un controsenso in Italia, dove da un secolo e mezzo circa uomini e partiti hanno accolto gli strali della satira con un registro di emozioni eterogenee (irritazione,  indifferenza, a volte anche il malcelato compiacimento di ricevere, insieme  con i lazzi, anche un’implicita attestazione di notorietà) ma sempre e comunque legate ad un ruolo di bersaglio immobile dello sberleffo. Eppure le cronache di questi ultimi anni registrano un precedente forse non da tutti conosciuto, che giudico in piacevole controtendenza e che qui riporto come auspicio per l’avvenire. Questi i fatti: nell’estate del 2008 il ministro Renato Brunetta commissiona ai suoi collaboratori un accurato screening su quotidiani e riviste alla ricerca di vignette che  mettano alla berlina - ma implicitamente rendano anche un po’ più visibile - la sua persona e la sua zelante crociata contro i “fannulloni” stipendiati dallo Stato. Dopo qualche settimana la ricerca arriva ad un punto morto: le matite dei disegnatori sembrano tenersi alla larga dal ministro, e ciò nonostante – sia detto ovviamente col massimo rispetto e sul piano squisitamente “tecnico” – alcune ben note peculiarità fisiche del titolare del dicastero per la P.A. e l’Innovazione lo rendano soggetto versatile per più di una sortita caricaturale. Punto sul vivo, il ministro reagisce in modo…innovativo, come da denominazione, e detto fatto indice un pubblico concorso vignettistico  che ottiene subito un grande successo: i lavori, cui partecipano sia professionisti di varie testate che dilettanti, sono pubblicati su una pagina ad hoc del sito istituzionale del ministero e possono essere liberamente votati dai web-naviganti. Viene anche nominata una triade di esperti – Vincino, Stefano Disegni e Achille Bonito Oliva – che a settembre indica il vincitore nel genovese Gianfranco Uber, impiegato di banca in pensione nonché collaboratore satirico del sito Panorama.it, che Brunetta riceverà e premierà in seguito a Palazzo Vidoni insieme al secondo e terzo classificato, rispettivamente un dipendente di Trenitalia e uno studente di Filosofia. Le prove dei partecipanti al concorso sono ancora visibili sul sito del ministero  in un’apposita galleria alla quale se ne è poi aggiunta nel tempo un’altra, sorta di vera e propria rassegna stampa dell’arte del ludibrio, con puntuali aggiornamenti su nuove invettive grafiche da giornali, rotocalchi e siti web prendano di mira il ministro. Nell’iniziativa peraltro c’è da registrare anche uno strascico polemico, con una delle illustrazioni accusate di aver preso la chiamata alle armi di Brunetta un po’ troppo…alla lettera: il contestato schizzo di Mauro Biani pubblicato su Emme, A mio avviso l’iniziativa ministeriale si segnala infatti non solo e non tanto per la sua originalità,  quanto per il pregio di non aver sfruttato in alcun modo evidente  le logiche di un premium contest di matrice pubblica per ammorbidire la mordace spietatezza  delle vignette più corrosive, tuttora nell’apposita galleria dello spazio web ministeriale in tutta la loro aggressiva, irridente, irresistibile vitalità. E dal passato prossimo spostiamoci al futuro con la proposta, a ben vedere neanche troppo teorica, che molti avranno a questo punto già intuito. In breve:  non sarebbe interessante e proficuo per l’intero settore della comunicazione disegnata  se qualche altra interfaccia istituzionale – ministeri, Parlamento, gruppi politici, Agcom - riattualizzasse un precedente simile, stimolando grandi firme e sconosciuti esordienti a cimentarsi nuovamente su un personaggio o su un tema di attualità? Non sarebbe un piccolo ma importante gesto di solidarietà verso un settore espressivo in affanno, come altri, nell’era del dopo crisi? Con molta modestia chi scrive si limita a suggerirlo idealmente a chi di dovere (Brunetta? E perché non Gelmini, Bondi, Fini, Schifani…), ed osa anzi addirittura spingersi all’idea corsara di un creare una vera e propria consuetudine in tal senso, trasformando il già sperimentato  concorso una tantum in un vero appuntamento periodico che sotto l’egida delle pubbliche istituzioni catalizzi e risvegli anno dopo anno l’agone artistico dei nostri creativi. Naturalmente si tratta solo di una proposta, un messaggio in bottiglia affidato alle erratiche e impalpabili correnti di Internet: quelle che da tempo ormai lambiscono ogni tipo di ambiente, palazzi della politica inclusi. Di qui dunque la speranza  conclusiva: chissà che, sospinto da un qualche consenso più o meno prevedibile (in fondo sul web ci navigano anche statisti e parlamentari, chissà…) l’idea  non approdi prima o poi nella mail dell’interlocutore giusto.  

Crtica d'Autore

 

Fouchè e Robespierre: i romanzi storici di Max Bunker

di Attilio Capuozzo La collana "I Maestri del Fumetto", edita da Mondadori e realizzata dalla Magic Press, negli ultimi 2 volumi pubblicati, intitolati rispettivamente  Fouchè - Un uomo nella rivoluzione - (Numero 40) e Robespierre (Numero 41), ha dato ampio spazio all'opera del geniale autore Max Bunker (alias Luciano Secchi). Fouché è un'appassionante versione a fumetti della Rivoluzione Francese raccontata fino al periodo della Restaurazione Monarchica. L'opera, disegnata da Paolo Piffarerio, fu pubblicata a puntate nel 1973 sulla rivista Eureka (fondata, nel 1967,  e diretta dallo stesso Max Bunker) e  rappresenta una riduzione storicamente documentatissima, sia sotto l'aspetto narrativo che grafico, della Rivoluzione Francese. Contrariamente ad altri prodotti simili pubblicati precedentemente, non essendo un’opera didattica destinata ad un pubblico in prevalenza giovanile, Fouchè mostra senza reticenze tutti i lati "sporchi" di un difficile, delicato e controverso periodo storico. L'intento di Bunker è piuttosto palese: sia la nobiltà che il popolo non risultano per nulla circoscritti in un manicheistico e semplicistico paradigma bene-male, postivi-negativi. La malvagità degli attori coinvolti si può manifestare, a volte inaspettatamente, quando gli stessi risultano consapevoli della presa di potere; anche i più giusti possono diventare dei corrotti e dei manipolatori. Filo rosso della storia è la controversa figura storica dell'oratoriano Joseph Fouché. A corredo delle tre parti in cui risulta suddiviso il racconto, Bunker aggiunge preziose note storiche di approfondimento. Fouché si chiude con l'abbandono della Reggia di Versailles da parte della famiglia reale ed il c.d. periodo della Grande Paura. Completano il volume 3 racconti brevi scritti sempre da Max Bunker su disegni di Paolo Piffarerio e pubblicati ancora su Eureka. Il successivo volume Robespierre contiene, tra gli altri, il racconto completo Morte di Robespierre parzialmente inedito: le prime 2 parti furono pubblicate nel 1989 sulla rivista Eureka, la terza e conclusiva è stata finalmente pubblicata in occasione dell'uscita della collana mondadoriana. La genesi di questo ennesimo capolavoro di Max Bunker, disegnato da un ispirato Beppe Madaudo, è stata piuttosto travagliata: la sceneggiatura fu, infatti, realizzata da Max Bunker nel 1979 come riduzione a fumetti di un suo pamphlet pubblicato anni prima ed intitolato 10 Termidoro Morte di Robespierre ovvero la congiura degli spaventati. Della versione a fumetti si mostrò particolarmente interessato il disegnatore e pittore Beppe Madaudo (già collaboratore di Eureka) che, però, impiegò diversi mesi per portare a termine le tavole. L'opera, seppur caratterizzata da un eccellente meccanismo narrativo da thriller storico-politico, era dominata da un impegno di fondo che, probabilmente, mal si adattava al nichilismo ed edonismo (nonché superomismo) degli anni '80 (periodo in cui fu completato Robespierre), un decennio completamente in antitesi a quello dei '70 contraddistinto, invece, da una profonda consapevolezza e da una forte ideologizzazione politica.Si decise così di rimandarne la pubblicazione al 1989 in occasione del bicentenario della Rivoluzione Francese, limitandosi all'uscita delle sole prime due parti a causa dello scarso gradimento dei lettori. Il volume de I Maestri del Fumetto, a distanza quindi di più di un ventennio, dà finalmente completezza ad un'opera che si fa ammirare per le pittoriche tavole di Madaudo e per una sublime sceneggiatura condita da un eccellente e opprimente ritmo narrativo. Il racconto si concentra sugli ultimi giorni di Maximilien Robespierre detto l'Incorruttibile: un politico idealista che della dottrina di Rousseau ne aveva fatto la sua ragion di vita. Simbolo del periodo del Terrore (che porterà, tra gli altri,  all'epurazione degli arrabbiati facenti capo all'ultrasinistra di Hebert ed alla proscrizione dei c.d indulgenti legati a Danton nonché alla condanna a morte di tutti quei proconsoli mandati a sedare le rivolte monarchiche e poi successivamente accusati di "eccesso di crudeltà ed illecito arricchimento" ai danni della Repubblica), Robespierre finirà lui stesso ghigliottinato in quanto vittima di una congiura capeggiata da Joseph Fouché. Un'opera tragica e dolente che si apre e si chiude con le stesse scene: la drammatica salita al patibolo di Robespierre. A completamento del volume ci sono 8 brevi storie (raccolte di recente in 2 volumi, editi dalla Max Bunker Press, intitolati Strane Storie) sceneggiate, sempre, da Max Bunker e realizzate graficamente da Magnus, Marco Nizzoli, Giampaolo Chies e Warco.

Autori e Anteprime

 

“Corto” circuito: Lele Vianello, Cubana e il fumetto d’avventura

In occasione dell’uscita, prevista per il prossimo 5 marzo, a Fullcomics, del volume Cubana, di Lele Vianello e Guido Fuga, pubblicato da Voilier Edizioni, Fumetto d'Autore ha intervistato Vianello, spaziando a tutto campo su una serie di temi di grande interesse: dalla lunga collaborazione con Pratt, all’eredità della scuola prattiana, passando per un’analisi delle sorti del fumetto d’avventura in Italia. Lele Vianello ha lavorato con Hugo Pratt  realizzando strisce o tavole per intero delle avventure di Corto Maltese, de Gli scorpioni del deserto, di Gesuita Joe, Cato Zulù, Wheeling e Morgan. Fra le varie storie di Corto Maltese realizzate in collaborazione tra Pratt e Vianello La casa dorata di Samarcanda, Tango, Le Elvetiche e Mu (ultima delle avventure del Maltese).   Cubana nasce nel “periodo svizzero”, a Grandvaux, vicino a Losanna. Lì, in una splendida casa sul lago Pratt si era stabilito dal 1984.  Ci puoi raccontare qualche aneddoto su quel periodo e su quella casa che si dice fosse una sorta di tempio del fumetto? Più che un tempio era una casa bellissima, sembrava un progetto dell’architetto americano Frank Lloyd Wright, squadrata e inserita nella montagna, con delle terrazze magnifiche sulle quali ogni tanto facevamo l’asado, che è un modo di cucinare la carne tipicamente argentino. Si affacciava sul lago di Ginevra. Era un luogo suggestivo quanto isolato, a Grandvaux, nei pressi di Losanna, sul passo per Montreux, in mezzo ai boschi, un’oasi nel verde. Pratt aveva ottenuto il nulla osta per la realizzazione di una piscina, scavata nella montagna, ma decise di rivedere il progetto e ricavare, piuttosto, uno studio interrato. Quel che ne veniva fuori era una casa grandissima. Hugo si era trasferito lì con tutti i libri, considerando quella casa la sua residenza definitiva. Aveva lasciato la casa di Venezia, quella di Parigi e quella di Milano e si era stabilito lì portando tutto il materiale, gli studi, i progetti, facendola diventare una sorta di casa-lavoro stupenda. Lì aveva messo su una biblioteca di più di 30.000 volumi, ordinati in stanze in base al tema. Una stanza, ad esempio, conteneva solo i libri con tema “il mare”, un’altra quelli con tema “indiani d’america” e così via, un archivio monumentale che comprendeva tutti i suoi interessi di studioso e di narratore. Molti di quei volumi sono andati dispersi.   Di Hugo, negli ultimi anni, si è detto che fosse un massone, un cabalista, uno studioso di esoterismo. C’è qualcosa di vero in queste voci o è solo l’ennesimo personaggio che Hugo ha vestito nella sua lunga avventura? Basta leggere Favola di Venezia per capire quanto l’esoterismo avesse permeato il vissuto e gli studi di Hugo. Nelle ultime storie di Corto Maltese la ricerca di Pratt era quasi esclusivamente orientata verso un simbolismo mistico. Si era iscritto alla Gran Loggia d’Italia e aveva fatto una lunga trafila fino ai gradi più alti. Negli ultimi anni diceva di aver ottenuto il grado di Maestro. Non ho mai capito se dicesse il vero, ma era affascinante.   Quanto è durata la lavorazione di Cubana? Cubana nasce da una chiacchierata con Hugo nel 1993, ma l’idea viene ripresa e sviluppata solo nel 1997, per dare il via a una lavorazione che si concluderà nella primavera del 1998.   Quanto c’è di Pratt, dentro? E quanto di Vianello? In teoria di Pratt c’è solo una piccola traccia: quella lasciata in fase di ideazione del progetto. In pratica c’è molto di più. C’è molto di Pratt perché c’è molto dell’insegnamento di Pratt in Vianello. Perché lavorando vent’anni con lui ho acquisito un modo di disegnare e di raccontare che è il suo. E non potrebbe essere altrimenti.   Quando si svolge la storia? La storia è ambientata durante gli ultimi giorni della dittatura di Batista, a Cuba. C’è dentro Che Guevara, Hemingway, e c’è il boss della malavita cubana soprannominato “il Tigre”, legato ai servizi segreti americani, sul quale ci siamo documentati a lungo per farne una descrizione che fosse la più fedele possibile. Il protagonista è Cudd, un marinaio robusto e indisponente. Chi è Cudd? Cudd è un marinaio addetto ai trasporti, per la cui caratterizzazione ci siamo ispirati, almeno in parte, a Sven – L’uomo dei Caraibi di Pratt. Questa storia in origine doveve costituirne il sequel. Di lui sappiamo pochissimo, tranne che il suo nome ha origini gaeliche e vuol dire “nascosto”. E di nascosto, infatti, Cudd ha tutto un romantico ed avventuroso passato. All’inizio della storia fa la conoscenza di due loschi figuri, interessati a noleggiare la sua barca per un breve tragitto, fino a una zona paludosa della costa cubana. In cambio si offrono di dissequestrargli la barca e di saldare i suoi debiti di gioco. Cudd ha poco da perdere e tutto da guadagnare, quindi accetta. Che il fumetto d’avventura venga restituito al più alto palcoscenico da chi è stato fra i protagonisti della sua più limpida stagione, lascia riflettere. Perché, secondo te, al contrario di quanto accade nel cinema o nei video games, il fumetto contemporaneo tende ad appiattirsi sul genere poliziesco, sulle detective story? Beh…è un dato di fatto che la stragrande maggioranza dei lavori a fumetti prodotti in Italia negli ultimi anni abbia come protagonisti detective, ex detective e similari. Posso dire che c’è stato un momento di forte crisi sul versante delle sceneggiature per il fumetto, una sorta di ricambio generazionale che non è andato a buon fine. Alla fine gli editori non hanno trovato le forze che cercavano, magari perché nuovi modelli sono entrati nell’educazione dei giovani autori, modelli che ci erano estranei del tutto o in parte, penso alla televisione o a internet che, comunque, portano a un appiattimento nell’apprendimento, ma anche al fumetto giapponese che ha portato suoi propri valori, valori legati alla tradizione e alla cultura nipponica sostituendoli o mescolandoli ai nostri.   In una recente intervista rilasciata al magazine ActuaBD, lo scrittore Florian Rubis  parlava di te e di Guido Fuga come delle “persone che possiedono la conoscenza più intima dell’opera di Pratt” e si domandava perché non foste voi i continuatori delle sue serie, come probabilmente Hugo avrebbe voluto. Posso girarti questa domanda? Le cose non sono andate come dovevano perché chi ha gestito l’eredita intellettuale di Pratt ha pensato ad altro, ha preferito concentrarsi su altre cose che non fossero il proseguo di quel lavoro di squadra. Io, di sicuro, non avrei mai disegnato Corto Maltese, perché sarebbe stato solo un contenitore vuoto. Corto era Pratt, le cose che raccoglieva in osteria o per strada, era la sua maniera di pensare e di raccontare, aveva la sua eleganza, il suo modo di comportarsi. Un altro discorso sono le storie minori, che poi minori non sono, come Gesuita Joe, Cato Zulù, Wheeling, Morgan, Gli Scorpioni del Deserto. Morgan, per esempio, è un personaggio bello che potrebbe raccontare ancora molto, non so…una guerra in Italia, la linea gotica, della pirateria nell’Adriatico alla fine del secondo conflitto mondiale, ma che non ha, naturalmente, l’immensa personalità di Corto Maltese. Toccare Corto significa scomodare un mito. Credo che Corto stia dormendo, un po’ come re Artù, in qualche isola della Bretagna, o sia insieme a Hugo. Comunque non credo sia da riproporre, qualunque sia il disegnatore e lo sceneggiatore, che poi è quello che avrebbe i maggiori problemi.  

Reportage

 

Mister Fullcomics: intervista a Salvatore Primiceri

Mancano meno di dieci giorni a Fullcomics, il festival del fumetto che quest’anno si tiene a Sarzana (vicino a La Spezia), ed è il momento di fare due chiacchiere con il “papà” di questa manifestazione, una delle migliori presenti nel panorama fumettistico italiano. Salvatore Primiceri è una persona che i fumetti li ama, li conosce, e soprattutto sa come si organizzano eventi del genere. E questo mix non è cosa frequente. È vero, sono di parte, perché Salvatore è un amico, ma è forse una cosa di cui vergognarsi essere amici di persone che valgono? Ma basta lodi, perché conoscendolo, Salvatore è già imbarazzato. Partiamo con…..L’INTERVISTAAAAAAAAAA!!!!! Sei anni di Fullcomics. Bilancio? Luci e ombre? il momento più bello? lo sbaglio che non ripeteresti? Il bilancio é indubbiamente positivo se confronto la prima edizione del 2005 con l'ultima e, soprattutto, con il grande lavoro che stiamo realizzando per la sesta edizione. Il successo di Fullcomics é il frutto del lavoro di un team che é spinto da una grande passione e convinzione che questo evento possa puntare sempre più in alto. Le luci più splendenti di Fullcomics sono indubbiamente il bellissimo rapporto con gli operatori del settore, la mission storica di far emergere un mondo del fumetto italiano che spesso rimane fuori dalla grande distribuzione, scoprire giovani talenti e divulgare la cultura del fumetto come arte e linguaggio positivo, sociale ed educativo. Le ombre, invece, sono ovviamente quelle legate all'aspetto economico e alla difficoltà di trovare fondi che sostengano eventi di questo tipo e l'arte del fumetto. Nella mia testa, infatti, Fullcomics é un evento molto più importante e ampio di come é adesso ma so che ci vorranno ancora anni per realizzare a pieno la mia idea proprio perché bisogna trovare partners economici, aziende e istituzioni, che sponsorizzino convintamente. Lo sbaglio che non ripeterei é lo spostamento della manifestazione da Pavia a Piacenza, avvenuto nel 2007. A Pavia avevamo un sostegno non trascurabile delle istituzioni e un centro storico magnifico e universitario. Credo che a Pavia, con maggior pazienza da parte mia, Fullcomics sarebbe potuta crescere gradualmente ma in maniera più significativa. Mi sono fatto lusingare da promesse mai mantenute arrivate da Piacenza dove l'evento é sì molto cresciuto ma solo grazie ad un notevole sforzo personale ed economico degli organizzatori. Cosa ci aspetta quest'anno? novità? sorprese? Beh la novità principale é la location. Sarzana é meravigliosa e il suo centro storico, compresa la Fortezza Firmafede dove si svolgerà Fullcomics, é un vero gioiello artistico. Torneremo alla formula del centro storico, più simile al format pavese con l'aggiunta di tutti gli elementi acquisiti in questi anni come il cosplay, i concerti, i concorsi, le mostre sempre più prestigiose e una mostra mercato che ha raggiunto il record di espositori; tra case editrici e commercianti avremo più di 100 stand. Una delle novità più importanti é l'attribuzione di targhe premio, il cosiddetto Gran Premio Autori Editori, un riconoscimento che l'organizzazione attribuisce ai migliori prodotti editoriali dell'ultimo anno. La caratteristica di Fullcomics é che ogni anno si differenzia per un valore aggiunto. Quest'anno abbiamo suscitato l'interessamento delle università, il Politecnico di Torino e La Sapienza di Roma, quest'ultima con l'autorevole contributo del regista Roberto Faenza. Qual è il tuo sogno proibito riguardo Fullcomics? la cosa che ancora non sei riuscito a realizzare, ma che desideri con tutte le tue forze? Chi mi conosce sa che per me, sul lavoro, nessun traguardo é proibito. Mi piace pensare in grande e per questo qualche volta ho corso più del dovuto, inciampando. So però che con costanza, impegno e fiducia i risultati devono arrivare per forza. Il mio sogno per cui sto già lavorando é quello di realizzare anche un'edizione "meridionale" di Fullcomics in modo da avere almeno due edizioni durante l'anno. Io sono pugliese e vorrei che fosse proprio la Puglia ad ospitare una grande Fullcomics. Al sud attualmente c'é solo Napoli Comicon come evento fumettistico di grande rilievo e c'é quindi spazio per creare qualcosa di importante, ovviamente senza alcun intento concorrenziale verso Napoli, altrimenti sarebbe un suicidio. Dicci qualcosa di questa Star Community Card. è un'iniziativa che sembra interessante. che vantaggi porterà ai visitatori del festival? La Star Community Card é una tessera fedeltà creata da Nanoda, la community manga di Star Comics. Chi é in possesso di questa tessera pagherà l'ingresso in fiera solo due euro anziché cinque. Si tratta di un'iniziativa che rientra nell'ottica di fidelizzare sempre di più gli utenti e per far conoscere Fullcomics anche ad un pubblico "nuovo", quello dei manga giapponesi. Così facendo riusciamo a coinvolgere case editrici importanti che iniziano a collaborare sempre di più con Fullcomics. Come vedi il futuro del fumetto italiano? Lo vedo bene, sembrerà strano ma lo vedo bene. Il segnale che mi rende entusiasta é proprio il proliferare di eventi legati al fumetto e la forte crescita di Fullcomics. Ma poi vedo un interesse crescente verso il fumetto da parte di giornali, istituzioni culturali, scuole, gallerie d'arte. Ormai il fumetto non é più un'arte di serie B, cosa che peraltro era considerata solo in Italia. Ormai anche la professionalità degli editori, che confezionano sempre di più veri e propri prodotti da libreria, contribuisce a colmare il gap che ci divideva da Francia e Belgio, tanto per fare due esempi. Non é ancora tutto oro quello che luccica ma siamo sulla buona strada. E per vedere il meglio del fumetto d'autore italiano vi aspetto tutti a Fullcomics!

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